Le giuste strategie con i bond, tra emergenti e Stati Uniti

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di Redazione 13 Febbraio 2020 | 11:32
La view sul mercato dei bond di Jonathan Gregory, head of Fixed Income UK, senior portfolio manager e managing director di Ubs Am.

Tassi d’interesse negativi e rendimenti dei bond in molti casi sotto zero. E’ lo scenario che oggi caratterizza il mercato dei titoli a reddito fisso. Come muoversi dunque sul mercato? Risponde alle domande di Bluerating.com  Jonathan Gregory (nella foto), head of Fixed Income UK, senior portfolio manager e managing director di Ubs Am.

Cosa devono aspettarsi nel 2020 gli investitori del mercato obbligazionario?

Non dovrebbero aspettarsi dei cambiamenti per quanto riguarda la politica monetaria. Nella maggior parte dei paesi vediamo che l’inflazione è ancora al di sotto del target, quindi non c’è alcun motivo per alzare i tassi. Infatti, la Fed ha fatto intendere che sarebbe felice di rimanere dietro la curva, alzando i tassi non appena l’inflazione ricomincia a riavvicinarsi al target. Questo potrebbe significare che l’azionario dei mercati sviluppati resta ben supportato e, quindi, non dovremmo assistere a un drammatico incremento dei rendimenti, fattore che si tradurrebbe in perdite per gli investitori obbligazionari (tenete ben a mente che per le obbligazioni, i prezzi seguono la traiettoria opposta rispetto ai rendimenti). Detto questo, è improbabile che nel 2020 i ritorni dei mercati azionari possano essere in linea con quelli del 2019 (ricordiamo che, lo scorso anno, i ritorni dei titoli di stato dell’eurozona hanno raggiunto quasi il 7%). Chi investe in obbligazioni dell’Eurozona dovrebbe aspettarsi ritorni nella parte bassa del range a una cifra.

Come muoversi in uno scenario in cui ci sono molte emissioni con rendimenti negativi?

Nell’Eurozona le obbligazioni hanno iniziato a avere rendimenti negativi in seguito all’implementazione al programma di acquisto di attività della Bce e alla determinazione dei banchieri centrali di portare i rendimenti a livelli molto bassi, rendendole poco interessanti per gli investitori e, idealmente (dal punto di vista della BCE) aumentando l’attrattiva di altre opportunità di investimento. Riteniamo che gli investitori non debbano mai contrastare la Bce. Le obbligazioni con rendimenti negativi non rappresentano investimenti a lungo termine ragionevoli e altrove sono presenti molte opportunità per gli investitori che hanno la flessibilità di guardare a livello globale. Ad esempio, il nostro fondo Euro Flexible Bond è molto sottopesato rispetto ai titoli di Stato dell’Eurozona, mentre preferiamo i mercati obbligazionari d’oltreoceano, come gli Stati Uniti, la Cina e alcuni mercati emergenti.

 

Ci sono categorie di titoli che è bene privilegiare in questo momento in un portafoglio obbligazionario?

Visto che c’è stato un calo dei rendimenti e l’equilibrio dei rischi di coda si è spostato, riteniamo che gli investitori debbano innanzitutto concentrarsi sul mantenere la qualità e la liquidità, consentendo alla flessibilità di trarre profitto da qualsiasi futuro repricing di mercato. Vediamo ampie opportunità in alcuni mercati emergenti, dove la crescita e le pressioni inflazionistiche sono state deboli e le banche centrali hanno ancora molto margine d’azione per tagliare i tassi, come ad esempio Messico e Cina. Nella nostra gamma di fondi flessibili (ad esempio nello UBS Global Dynamic e UBS Global Flexible) abbiamo recentemente spostato alcune delle nostre posizioni dalle società investment grade alle obbligazioni cartolarizzate investment grade negli Stati Uniti. Gli spread cartolarizzati (rendimenti aggiuntivi rispetto ai titoli di Stato) sono leggermente più interessanti e presentano una minore sensibilità a una recessione o a un aumento dei default.

 

Possiamo riassumere, in sintesi, le caratteristiche e le strategie di investimento dei fondi Global Aggregate e del Global Credit?

Siamo fiduciosi per i portafogli Global Corporates in quanto ci aspettiamo una crescita costante, una Fed attendista e forti dati a supporto. Se gli spread continueranno a restringersi, cercheremo di ridurre la nostra esposizione alle aziende con rating BBB e di indirizzarci verso titoli di qualità superiore e più difensive. All’interno dell’obbligazionario tradizionale, oltre alla nostra view sul credito, preferiamo i mercati che hanno margine per ridurre i tassi. Avere accesso a un’ampia gamma di opportunità sta diventando sempre più importante, come nella nostra gamma flessibile (UBS Global Dynamic, UBS Global Flexible, UBS Global Short Term Flexible) . Visto che il 54% del mercato del reddito fisso in euro presenta rendimenti negativi, i portafogli che hanno un’ampiezza globale in tutti i settori del reddito fisso sono in grado di cercare le migliori opportunità, spostandosi dalle aziende investment grade alle cartolarizzazioni e puntare sulla flessibilità per investire in mercati emergenti interessanti.

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