Investire in oro, in un’ottica Esg

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di Redazione 28 Febbraio 2020 | 11:58

Di seguito un commento di Suzanne Hutchins (nella foto), gestore BNY Mellon Sustainable Global Real Return Fund

Gli investitori sono sempre più attenti alle ricadute dei propri portafogli in termini di sostenibilità ambientale. Mentre è ovvio che investire in carburanti fossili contribuisce al cambiamento climatico, l’impatto ESG delle altre materie prime può essere meno chiaro. Il nostro team di investimenti responsabili è incaricato di valutare le credenziali ESG di vari settori e aziende. Questa è la nostra analisi dell’oro dal punto di vista della sostenibilità.

Come funzionano gli investimenti in oro?

L’oro è considerato come un modo particolarmente efficace di conservare valore in tempi di stress, perché, in teoria, questo metallo prezioso sarà sempre desiderabile e non è parte del sistema del credito. A tal fine, l’oro è spesso considerato come una delle forme più stabili di investimento e un rifugio sicuro in tempi di difficoltà per l’economia. Tuttavia, investire in oro è un po’ più complicato rispetto alle azioni o alle obbligazioni, e non è né semplice né tantomeno consigliabile, per gli investitori, comprare un lingotto d’oro. Mentre alcuni utilizzano ancora l’esposizione all’oro fisico in qualche forma, molti preferiscono ricorrere a strumenti finanziari come le opzioni, i future o gli ETF, o anche in azioni del settore minerario aurifero. Quando si valutano i vantaggi dell’oro, è importante distinguere tra gli investimenti nell’oro fisico e nei processi di estrazione. Crediamo che questi ultimi presentino rischi ESG di gran lunga superiori, pertanto abbiamo valutato separatamente queste due opzioni.

Le attività minerarie aurifere sono sostenibili?

Da un punto di vista ambientale, l’estrazione di oro determina vari problemi: la distruzione di habitat naturali, l’enorme dispendio di energia e acqua, l’utilizzo di cianuro per purificare il minerale. Può essere necessario estrarre fino a 92 tonnellate di roccia per ottenere una singola oncia d’oro.

Spesso ci sono anche problemi sociali e di governance, inclusi gli abusi dei diritti umani e la corruzione. L’oro può avere un effetto positivo sull’economia, contribuendo alla stabilità e agendo come ancora per le valute e investimento rifugio, oltre a generare ulteriore crescita attraverso il settore minerario. Si stima che l’indotto nei Paesi dove vengono svolte le attività di estrazione sia di 3 dollari per ogni singolo dollaro investito. Tuttavia, non riteniamo che questi fattori siano prevalenti rispetto ai problemi. Il processo di estrazione è potenzialmente dannoso per l’ambiente, gli individui e le comunità e, pertanto, sinché non vedremo dei significativi passi avanti nel settore, abbiamo deciso che l’intera area delle attività minerarie aurifere sia esclusa dai nostri fondi sostenibili.

E l’oro già estratto?

Anche se le nuove estrazioni di oro rappresentano attività non sostenibili dal punto di vista ESG, non possiamo ignorare il significativo ammontare di oro già disponibile in superficie, che presenta molti aspetti attraenti dal punto di vista della sostenibilità. Tra questi vi è l’ammontare minimo di energia necessario per la conservazione (diversamente da quanto accade per le criptovalute) e il fatto che si possa sempre riciclare. Includere un  ETF sull’oro all’interno del portafoglio di un fondo attivo ha delle ricadute negative minime, perché il sottostante è semplicemente un materiale inerte custodito in un bunker. Certamente invesitre in oro incoraggia nuove attività minerarie, ed è per questo che noi ci rapportiamo direttamente con i settori estrattivi per incoraggiare che l’estrazione sia condotta in modo responsabile. Inoltre, valutiamo ogni singola opportunità di investimento con grande attenzione, attraverso un processo di screening ESG estremamente rigoroso.

 

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