Tassi (Aberdeen Standard Investments): “Come navigare nella tempesta dei mercati”

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L’analisi dell head of distribution Italy della casa di gestione  Aberdeen Standard Investments. Preferenza per le azioni di qualità, gestioni multi-asset, obbligazioni emergenti, mercati di frontiera e gestioni absolute return

Avatar di Redazione11 marzo 2020 | 09:42

Dare consigli investimento quando le borse sono in piena tempesta come in questi giorni, complice la crisi del Coronavirus, non è facile neppure per un manager di lungo corso del settore del risparmio gestito. Ma Tommaso Tassi (nella foto), head of distribution Italy della casa di gestione  Aberdeen Standard Investments, ricorda una regola semplice, quasi banale, che molti investitori continuano però  a ignorare nonostante gli insegnamenti lasciati in dote dai grandi scossoni dei mercati della storia, in primis quelli della crisi del 2007-2008. “L’unico antidoto efficace è la diversificazione del portafoglio”, dice Tassi, “senza concentrarsi su un singolo strumento finanziario. È una considerazione di carattere molto generale, che però vale la pena ripetere ancora una volta”.

Dunque, chi ha un portafoglio diversificato può affrontare con serenità i prossimi mesi?

Di sicuro la diversificazione consente di mettersi maggiormente al riparo da ampi movimenti di mercato, anche se una cosa appare chiara: in questo momento di incertezza è molto probabile che i listini saranno caratterizzati da forte volatilità almeno per i prossimi due o tre mesi.

Quale sarà la reazione delle autorità?

Di sicuro ci saranno risposte da parte delle banche centrali, in particolare da parte della Federal Reserve che ha spazio per tagliare i tassi.

C’è chi dice che in Europa la Bce abbia invece le armi spuntate, visto che i tassi sono ampiamente sotto zero. Cosa ne pensa?

Credo che in Europa vi sia ormai la consapevolezza che una risposta debba arrivare anche da politiche fiscali più accomodanti per stimolare la crescita, oltre dalle politiche monetarie. Il  Coronavirus è un problema che riguarda tutti e la crisi è arrivata in un momento in cui l’andamento del pil era già titubante.

Ci sono categorie di fondi o soluzioni d’investimento che secondo voi sono particolarmente indicate nella fase attuale? 

Anche in questo caso parto da una considerazione di carattere generale: in fasi di crisi come questa, emerge anche il valore aggiunto della gestione attiva rispetto a  quella passiva e delle soluzioni absolute return, a ritorno assoluto. Quando i mercati sono direzionali, cioè orientati verso l’alto come l’anno scorso e senza grandi fasi di volatilità, molti investitori hanno  poca percezione di quanto importante sia affidarsi a un asset manager attivo capace di riconoscere i titoli di qualità o di mettere in atto strategie d’investimento decorrelate dall’andamento degli indici.

Quali asset class sono da perferire in questo momento?

Oltre ai già citati absolute return, riteniamo interessanti le azioni europee di qualità e  i portafogli multi asset. Nel settore obbligazionario abbiamo una preferenza per il debito dei paesi emergenti, anche e soprattutto nel segmento corporate. Consigliamo invece cautela sugli high yield. Con la minaccia di una recessione, vediamo il rischio di un deterioramento della qualità degli emittenti e dei loro livelli di utile.

Come risponde la vostra offerta alle esigenze  degli investitori sopra indicate?

Per l’azionario europeo  abbiamo il nostro Aberdeen Standard Sicav I  – European Equities Fund che ha un portafoglio attivo concentrato su titoli del Vecchio Continente di qualità molto elevata, con utili che sono spesso meno volatili e più resilienti della media e permettono di affrontare meglio contesti di incertezza. Sul mercato cinese abbiamo la strategia, China A share Equity, che punta  sull’azioni domestiche (le cosiddette A share), che beneficieranno di due trend importanti, cioè della crescente inclusione di questi titoli negli indici internazionali.  Nell’obbligazionario riteniamo interessante la nostra  strategia Frontier Markets Bond che punta sul debito dei cosiddetti mercati di frontiera,  uno dei segmenti trainanti degli emerging market.  I tassi di default  in questi mercati risultano di fatto relativamente contenuti e nettamente al di sotto di quelli degli high yield statunitensi. Poi, come ho già detto, si cono soluzioni interessanti anche tra i fondi alternativi e multi-asset.

 

Quali sono?

Nel Multi Asset la strategia Diversified Growth Fund consente di inserire in portafoglio classi d’investimento con limitata correlazione al ciclo economico, strumenti che solitamente un tempo erano illiquidi ma che negli ultimi 10 anni sono diventati più accessibili. Mi riferisco per  esempio alle infrastrutture  sociali, al real estate, alle  royalties musicali e sanitarie, ai parchi fotovoltaici ed eolici, al litigation finance, tutti strumenti che permettono di abbassare il beta di portafoglio e diversificare i rendimenti. Nel campo delle gestioni aternative, cito  il nostro Global Absolute Return, gestito dal team di Aymeric Forest: 87 persone tra gestori, analisti ed economisti con un’esperienza media di 16 anni nella loro attività e di 9 anni nel ruolo.


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