Performance e multipli, ecco su quali indici azionari puntare e quelli da evitare

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di Finanza Operativa 3 Aprile 2015 | 10:30

Con una performance del 23% circa, Francoforte con l’indice Dax e Piazza Affari con il Ftse Mib sono le Borse che hanno registrato i rialzo maggiori da inizio anno a livello mondiale. Sul terzo gradino del podio di questa particolare classifica di piazza poi, forse a sorpresa per qualcuno, il listino di Tokyo, dove il Nikkei 225 ha messo a segno una performance limitata a poco più del 9% in valuta locale, ma che lievita al 22,6% se calcolata in euro. Wall Street, dove l’S&P500 segna un rialzo ancora inferiore al 13% in euro (mentre in dollari si muove a ridosso della parità), resta ampiamente distanziata e solo al decimo posto.

Tuttavia, nonostante la scarsa performance, l’S&P500 resta tra le Borse più care con un rapporto tra prezzo e utile (P/E) stimato per quest’anno dal consensus medio degli analisti rilevato da Bloomberg di 17,5. Di meno conveniente c’è solo il Nikkei 225 con un P/E atteso di 20,5. Il listino più a buon mercato? l’Hang Seng di Hong Kong con un analogo multiplo stimato a quota 12 (e che in euro è salito di oltre il 19,5% da inizio 2015) e il Francoforte, dove per il Dax è atteso un P/E limitato a 15,5. Milano? E’ a quota 17,3, poco al di sopra della media dell’EuroStoxx50 pari a 16,1.

Per meglio capire su cosa puntare, in ottica di medio termine, è però bene esaminare anche quale è il listino che rende di più in termini di dividendi. E in tal sendo, il primo posto della classifica se lo aggiudica Londra, dove l’indice Ftse 100 è atteso (sempre secondo il consensus Bloomberg) che quest’anno segni un dividend yield del 3,95 per cento. Gli altri due gradini del podio sono poi occupati, rispettivamente, dall’Ibex 35 e dall’Hang Seng (3,32%). Il Ftse Mib, segue, a breve distanza con un rendimento del dividendo stimato aal 3,1 per cento. I listini che rendono di meno in tal senso sono invece quello giapponese (1,44%) e l’S&P500 (2,07%).

Come comportarsi quindi? Visti questi numeri e a patto che il cambio euro/dollaro di Hong Kong resti favorevole per gli investitori dell’Eurozona, potrebbe risultare soddisfacente puntare diversificando in ottica di medio termine sull’Hang Seng. Milano conveniente, mentre Wall Street si conferma ferma per ora “al palo”.      Gianluigi Raimondi

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