Etf a misura di consulente

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Avatar di Redazione 6 Maggio 2020 | 11:55

Un crescente interesse tra i consulenti finanziari e i private banking verso gli Etf (exchange traded fund). È un fenomeno che si riscontra da diverso tempo nel mondo del risparmio gestito. Ne parla in questa intervista Marco Tabanella (nella foto), deputy country head per l’Italia di Vanguard, che analizza anche  gli scenari di mercato dopo la pandemia del Coronavirus.

 Quali movimenti avete riscontrato per il mercato degli Etf da quando è scoppiata la pandemia del Covid 19? 

Marzo sara’ ricordato come un mese di estrema volatilita’ anche per l’industria degli Etf, che ha visto deflussi pari a 26.6 miliardi di dolalri in Europa. L’effetto mercato ha pesato sugli asset e si e’ registrato un aumento significativo dei volumi: gli Etf Vanguard hanno scambiato 2,5 volte sopra la media storica. Ancora una volta gli Etf hanno agito come “shock absorbers”, garantendo la negoziazione anche in condizioni estreme. E’ importante per noi motivare gli investitori a evitare reazioni di panico aumentando il trading e, soprattutto in queste fasi, rimanere fedeli a quattro principi fondamentali per Vanguard: costruire un’asset allocation diversificata, mantenere disciplina e una prospettiva di lungo termine, minimizzare i costi. Durante il sell-off meno del 10% dei clienti privati di Vanguard negli Stati Uniti ha fatto trading e circa il 70% e’ stato compratore.

 C’è maggiore interesse tra gli investitori per alcuni prodotti piuttosto che per altri? 

 Il flight to safety ha riguardato nel primo trimestre sia l’azionario, soprattutto i mercati US ed Emerging, sia il Fixed Income. Proprio sull’obbligazionario gli investitori hanno inizialmente venduto i segmenti piu’ rischiosi del credito in favore di cash e governativi, per poi concentrarsi sul segmento corporate IG. I programmi di acquisto delle Banche Centrali hanno stimolato le nuove emissioni e sostenuto i flussi sui relativi Etf. In linea col trend di mercato, anche nella gamma Vanguard abbiamo registrato un forte interesse per Etf corporate in euro e dollari, anche a breve duration; sul fronte azionario gli investitori stanno considerando maggiormente gli EtfF S&P500 e Ftse All World per ricostruire posizioni di lungo periodo. In generale, Vanguard ha guidato la raccolta in Europa a marzo e per l’intero trimestre.

Oggi il mondo degli Etf e quello dei consulenti finanziari stanno trovando sempre più punti di incontro. Come si sta muovendo Vanguard per conquistare il segmento di distribuzione rappresentato dai financial advisor? 

 Il nostro obiettivo e’ intercettare la transizione dei principali canali distributivi verso l’adozione di strumenti a basso costo, ma anche guidare questo cambiamento costruendo un rapporto di fiducia reciproco con i consulenti, sulla scia delle nostre esperienze negli Stati Uniti o nel Regno Unito. In particolare, ci fa piacere osservare come il concetto di “Advisor’s Alpha” sia ben accettato e si stia diffondendo tra i consulenti. Si tratta del framework di ricerca che analizza l’evoluzione della professione alla luce dei nuovi contesti regolamentari e di mercato, uno strumento di lavoro che contiene linee guida per focalizzarsi sull’alpha, il valore aggiunto della consulenza. Assistiamo ad una progressiva crescita di interesse e interazioni con consulenti e private banker ed il nostro auspicio e’ che Vanguard possa diventare col tempo un partner di riferimento.

Cosa ne pensa del recente pronunciamento di Esma che ha giudicato poco praticabile un’applicazione in Europa di una normativa  che ricalca la Rdr britannica? 

La mission di Vanguard è garantire a tutti gli investitori le migliori possibilità di successo negli investimenti. Per questo sosteniamo apertamente la rimozione dei conflitti di interesse nella distribuzione e crediamo che il divieto per gli intermediari di ricevere e trattenere retrocessioni porti a una maggiore trasparenza sui costi, a un ampliamento dell’offerta di prodotti e allo sviluppo della concorrenza. Non crediamo che il parere dell’Esma fermerà comunque la marcia verso modelli di consulenza a parcella e la crescita delle gestioni patrimoniali in Italia, aspetto che riteniamo positivo. Vanguard è inoltre favorevole ad una maggiore divulgazione dei costi e degli oneri derivanti dalla Mifid 2 e all’importanza che gli investitori comprendano il loro impatto reale sui rendimenti netti.

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