Meno rischi sui corporate bond

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Avatar di Redazione 16 Luglio 2020 | 17:00
Di seguito di Volker Schmidt (nella foto), senior portfolio manager di Ethenea Independent Investors.

Le obbligazioni societarie continuano a essere al centro dei portafogli obbligazionari dei fondi Ethna-AKTIV e Ethna-DEFENSIV. Questa classe di attività ha già contribuito positivamente alla performance di entrambi i fondi nel corso dell’anno e prevediamo che questo trend continuerà. Tuttavia, le nostre aspettative sono state messe a dura prova durante la crisi del coronavirus. Non solo i prezzi degli asset rischiosi, come le azioni, sono crollati, ma da metà marzo in poi i prezzi delle obbligazioni corporate sono precipitati bruscamente per un breve periodo. Anche i prezzi dei corporate bond di alta qualità hanno perso oltre il 10% nell’arco di due-tre settimane, rendendo impossibile la loro vendita.

Grazie al rapido e deciso intervento delle banche centrali, questo calo dei prezzi è stato inizialmente mitigato mentre ora si è quasi invertito. I corporate bond di alta qualità oggi sono scambiati appena al di sotto dei massimi dell’anno e anche la liquidità si sta avvicinando ai livelli pre-crisi. Le obbligazioni denominate in dollari con scadenze residue brevi o medie hanno registrato risultati particolarmente positivi, in quanto i loro prezzi hanno beneficiato non solo dei massicci tagli dei tassi di interesse, ma anche direttamente dei programmi di acquisto di obbligazioni della Federal Reserve. Ma come hanno fatto le banche centrali a stabilizzare i mercati obbligazionari?

Domenica 15 marzo, la Federal Reserve statunitense ha abbassato l’intervallo obiettivo per il Fed Funds Rate di 100 punti base tra lo 0 e lo 0,25%. Inoltre, ha anche dato il via al suo programma di acquisto su larga scala di titoli del Tesoro Usa. Da allora, questi acquisti hanno raggiunto oltre 1,6 trilioni di dollari. Il 23 marzo, appena una settimana dopo il taglio dei tassi, la Fed ha approvato un programma di acquisto di obbligazioni societarie da 750 miliardi di dollari. I primi acquisti, che si sono verificati solo a partire da maggio, hanno riguardato unicamente gli investimenti in Etf, dunque solo indirettamente collegati alle obbligazioni societarie. Di recente, la Fed ha pubblicato un indice creato appositamente che include le obbligazioni corporate che ha intenzione di acquistare direttamente in futuro. Tuttavia, la durata residua di queste obbligazioni non dovrà superare i cinque anni. La Bce, dall’altro lato, di fatto non può più abbassare i tassi di interesse a breve termine e deve quindi concentrarsi su ulteriori programmi di acquisto. Il 18 marzo ha deciso di acquistare obbligazioni per un importo di 750 miliardi di euro fino alla fine del 2020, nell’ambito del nuovo programma di acquisto Pepp (Pandemic Emergency Purchase Programme). Circa l’80% di questi acquisti si riferisce a obbligazioni sovrane, il 10% alle obbligazioni societarie e un altro 10% alle obbligazioni garantite. Il 4 giugno la Bce ha inoltre deciso di espandere il Pepp di 600 miliardi di euro e di prorogarlo almeno fino al giugno 2021.

Questo non lascia dubbi sul fatto che le banche centrali compreranno corporate bond per il prossimo futuro. Un numero significativo di grandi aziende ha utilizzato gli ultimi tre mesi per migliorare la propria liquidità e convertire il debito a breve in debito a lungo termine. Anche se la crisi del coronavirus dovesse peggiorare nuovamente, è lecito ritenere che queste società non richiederanno ulteriore liquidità e quindi non dovrebbero aumentare nuovamente l’attività di emissione. In questi casi, una domanda stabile sarà soddisfatta con un rinnovato calo dell’offerta, che farà apprezzare i corporate bond con bassa volatilità. Pertanto, non prevediamo che si ripresentino problemi di liquidità. A differenza di inizio anno, e in seguito all’ampliamento dei premi per il rischio, ci sono nuovamente opportunità interessanti per le società non-investment grade, le cui obbligazioni non hanno beneficiato direttamente degli acquisti delle banche centrali. Questo è il motivo per cui nelle ultime settimane abbiamo incluso selettivamente obbligazioni di questo tipo nei portafogli dei fondi Ethna-AKTIV e Ethna-DEFENSIV.

Ora che le banche centrali hanno rassicurato i mercati obbligazionari con le loro misure di politica monetaria, prevediamo che le varie misure fiscali sosterranno l’economia globale e rafforzeranno la redditività di molte società. Grazie alle misure di cui sopra, volte a migliorare la liquidità tanto delle aziende quanto del mercato obbligazionario, l’insolvenza a breve termine non è più un rischio per la maggior parte delle società. Tuttavia, solo dopo la fine dei programmi di acquisto e di quelli fiscali diventerà chiaro quali modelli di business saranno validi in futuro, anche se il comportamento dei clienti dovesse cambiare. Soltanto allora la selezione e, di conseguenza, la focalizzazione su modelli di business attraenti e sostenibili rivestirà nuovamente un ruolo primario nella costruzione di portafogli di lungo periodo efficaci.

 

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