Net-Zero Asset Owner Alliance, investitori uniti per la decarbonizzazione

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Avatar di Redazione 13 Ottobre 2020 | 15:23

Trenta dei maggiori investitori del mondo, con 5 trilioni di USD di asset in gestione, hanno concordato collettivamente una serie di obiettivi concreti di decarbonizzazione del portafoglio per i prossimi cinque anni, che seguono lo scenario 1,5 ° C del Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

I membri della Net-Zero Asset Owner Alliance, iniziativa indetta dalle Nazioni Unite, implementeranno profonde riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra (greenhouse gas – GHG) comprese fra il 16% ed il 29% entro il 2025 a partire dal 2019, a fronte di una probabile crescita delle emissioni globali nello stesso periodo. Il 2025 Target Setting Protocol, disponibile per la consultazione pubblica, definisce i piani per questa sostanziale decorrelazione delle emissioni di gas serra del portafoglio degli asset owners dall’economia globale. Il Protocollo è parte integrante di piani coerenti e completi per ridurre le emissioni, aumentare gli investimenti nella transizione a zero emissioni nette ed aumentare l’influenza sui mercati e sulle politiche governative. Con questo Protocollo, i membri dell’Alliance lanciano un segnale molto forte alle migliaia di società che detengono in portafoglio sulla necessità di ridurre sensibilmente le emissioni. Gli asset owners lavoreranno con coloro che sono disposti ad adattare i propri modelli di business, e non intendono impegnarsi in un’attività di disinvestimento. Affinché i loro sforzi abbiano successo, è necessaria un’azione sostanziale da parte dei governi. Nel primo trimestre del 2021, ogni membro dell’Alliance stabilirà individualmente i propri obiettivi di portafoglio, con punti di partenza diversi rispetto al livello di emissioni di carbonio attualmente contenute nei loro portafogli. Diversi membri dell’Alliance fisseranno importanti obiettivi di riduzione, mentre altri hanno già compiuto progressi sostanziali nel loro percorso verso l’obiettivo di zero emissioni nette, pertanto le riduzioni richieste per i loro portafogli saranno nella parte inferiore dell’intervallo, mentre per alcuni un obiettivo più basso per il 2025 potrebbe riflettere vincoli geografici o di policy che impongono loro di decarbonizzare più lentamente nei primi anni. Il Protocollo è stato costruito per consentire ai membri dell’Alliance di impiegare la combinazione di approcci che meglio supporta le proprie distintive strategie di decarbonizzazione e di engagement e riconosce i loro diversi livelli attuali di emissioni di carbonio. Ogni membro è unico e come tale può identificare specifiche leve all’interno delle proprie organizzazioni per accelerare la decarbonizzazione. Ognuno ha anche diversi ambiti di investimento, strategie, strutture di governance interna e livelli di esposizione a determinati settori ad alte emissioni.

In questo modo i membri dell’Alliance mirano ad avere obiettivi “trasparenti ed unici”, adatti alle singole organizzazioni, ma che possono anche essere aggregati in modo tale che i progressi per i singoli membri e per l’Alliance nel suo insieme possano essere monitorati ed oggetto di reporting in modo trasparente. I primi passi verso gli impegni dell’Alliance sono duplici: la transizione dei portafogli di investimento verso zero emissioni nette di gas serra entro il 2050; e raggiungere questo obiettivo sostenendo e impegnandosi in un dialogo con le aziende, nonché nelle politiche pubbliche, per una transizione a dei settori economici più inquinanti in linea con quanto richiesto dalla scienza e tenendo conto degli impatti sociali. La definizione di percorsi a zero emissioni nette deve tenere conto di entrambi gli obiettivi, considerando anche le implicazioni per una transizione giusta. L’engagement con le società in portafoglio è una componente fondamentale per garantire non solo la transizione dei portafogli dei membri dell’Alliance a zero emissioni nette, ma che i membri dell’Alliance abbiano anche un impatto sull’economia reale. Sebbene la decarbonizzazione dei portafogli possa essere facilmente ottenuta vendendo gli investimenti ad alta intensità di carbone, tali iniziative da sole avrebbero difficilmente un impatto positivo sull’economia reale. Anzi, queste potrebbero indebolire la capacità dei membri dell’Alliance di impegnarsi con queste società per determinare riduzioni delle emissioni nell’economia reale. Günther Thallinger, Alliance Chair e Membro del Board of Management, Allianz SE, ha affermato: “I membri dell’Alliance iniziano a cambiare se stessi, e poi si rivolgono alle varie società per lavorare sul cambiamento delle loro attività”. “Raggiungere un livello di emissioni nette pari a zero non significa semplicemente ridurre le emissioni e continuare con i modelli di business attuali. Ci sono profondi cambiamenti e opportunità che arriveranno dall’economia net-zero, vediamo nuove opportunità di business e importanti impatti positivi per coloro che sono pronti a dare l’esempio”, ha aggiungiunto. Eric Usher, Head of UNEP FI, ha commentato: “Secondo il UNEP Emissions Gap Report, ogni anno di ritardo nel picco del livello di emissioni significa che saranno necessarie riduzioni più profonde e più rapide. Il Target-Setting Protocol rappresenta un passo avanti a livello mondiale sulle necessarie riduzioni delle emissioni da parte di alcuni dei maggiori investitori al mondo “. Fiona Reynolds, CEO di Principles for Responsible Investment (PRI), afferma: “La definizione di obiettivi temporanei di decarbonizzazione del portafoglio è la chiave per rispettare gli impegni climatici di Parigi. La crescita dell’adesione iniziale da 12 asset owners oltre un anno fa, agli attuali 30 e in crescita, significa che la Net-Zero Asset Owner Alliance indetta dalle Nazioni Unite, iniziativa congiunta di PRI e UNEP FI, può avere un enorme impatto sul modo in cui le aziende gestiscono la carbon footprint delle loro operazioni”.

L’IMPEGNO DI GENERALI

Bruno Servant, Head of Group Investments Management Solutions nella business unit Generali Investments Asset & Wealth Management e Chief Investment Officer di Generali France, porta l’esperienza di Generali (unico membro italiano) nell’ambito della Net-Zero Asset Owner Alliance, iniziativa indetta dalle Nazioni Unite. In occasione della pubblicazione del 2025 Target Setting Protocol da parte dell’Asset Owner Alliance, Bruno Servant commenta l’impegno del Gruppo Generali verso gli investimenti sostenibili.

  • Generali è uno dei più grandi investitori Istituzionali a livello europeo e, con circa 630 miliardi di euro in asset gestiti, può contribuire significativamente alla lotta contro il cambiamento climatico influenzando le aziende in cui investe.
  • Abbiamo adottato una politica sul carbone che prevede di disinvestire, per i nostri portafogli assicurativi, dalle aziende significativamente esposte alla catena del valore del carbone termico (produzione di elettricità ma anche miniere per l’estrazione). Partecipando all’iniziativa Net-Zero Asset Owner Alliance, ci impegniamo a dialogare con le aziende di questo settore per incentivarle ad adottare una strategia di progressiva uscita dal carbone allineata con l’obbiettivo ultimo di limitare il riscaldamento globale a 1.5° rispetto all’era preindustriale.
  • I membri di questa iniziativa cercheranno di raggiungere l’impegno preso, soprattutto promuovendo e impegnandosi in iniziative di settore cosi come politiche pubbliche, per una transizione a basso livello di CO2 che sia allineata con la scienza e che tenga conto degli impatti sociali associati a questa transizione. Questo impegno viene assunto nell’aspettativa che i governi riescano a portare avanti gli impegni presi per garantire il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi.
  • La gestione del cambiamento climatico non rappresenta solo un dovere nei confronti dell’ambiente e delle generazioni future, ma anche rispetto agli investitori e gli altri attori con cui ci confrontiamo quando svolgiamo le nostre attività, cioè i nostri stakeholders. Il cambiamento climatico fa sorgere delle sfide importanti per le aziende che si trovano ad affrontare un rischio di transizione e un rischio fisico legato all’aumento della temperatura e il suo impatto. Questi rischi possono far perdere valore agli attivi a tal punto da renderli “stranded”.
  • Avere un impatto sul mondo reale vuol dire anche investire in aziende e attività capaci di fornire soluzioni concrete al cambiamento climatico. Generali si è fissata un obiettivo di investimenti verdi e sostenibili pari a 4,5 miliardi di euro tra il 2018 e il 2021.
  • In questo momento in particolare, non si puo dimenticare il ruolo fondamentale che gli investimenti ecologici e sostenibili avranno nella ripresa post Covid-19. Questi investimenti offrono l’opportunità di ricostruire un’economia su fondamenta più sostenibili e rispettose dell’ambiente.

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