Mercati, il botto di Hong Kong

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di Redazione 1 Febbraio 2021 | 15:24

Di seguito un’analisi di JK Capital Management, società del Gruppo La Française basata ad Hong Kong e specializzata nell’azionario asiatico, dedicata al mercato azionario di Hong Kong in questa prima apertura d’anno.

Dopo aver proceduto a rilento per diverso tempo, l’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong ha registrato le performance migliori del mondo da inizio anno: al 25 gennaio cresceva del 10,7%. L’indice Hang Seng China Enterprise, che comprende le aziende cinesi quotate ad Hong Kong e che è fortemente sbilanciato verso i titoli finanziari e consumer, guadagnava l’11,4%. Per offrire un metro di paragone, i mercati delle A-shares cinesi di Shanghai e di Shenzhen sono cresciuti rispettivamente del 4,3% e del 5,7%.

Ci aspettavamo che la forza trainante per l’azionario cinese fosse la liquidità scaturita dai mercati sviluppati e derivata dal quantitative easing senza precedenti attuato in Occidente, sommato all’ampliarsi degli spread dei tassi di interesse fra dollaro, euro e RMB: tuttavia quest’anno non è stato questo il fattore più importante, almeno sinora. I flussi provengono ora dagli investitori retail cinesi.

Ciò accade per diverse ragioni. Il 2020 è stato un grande anno per il mercato delle A-shares cinesi. I fondi comuni della Cina continentale tipicamente concentrano le proprie posizioni su appena 400 titoli, con due terzi dei propri asset concentrati su 100 titoli, su un universo totale di 4000, secondo la rivista finanziaria Caixin. Questo ha spinto le valutazioni di questi nomi popolari a livelli assurdi, specialmente in alcuni settori come i superalcolici e i condimenti.

La forte performance del mercato delle A Shares ha attratto ancora più denaro retail verso i fondi comuni. Solo nella prima settimana del 2021 sono stati lanciati non meno di 21 fondi comuni, con una raccolta totale di 120 mld di RMB, equivalenti a circa $18,5 mld. Molti di loro hanno raggiunto la soglia dei 10 mld di RMB nel primo giorno di contrattazioni.

Quando si tratta di investire questo denaro, le scelte non sono molte: al di fuori della Cina continentale, i fondi comuni azionari cinesi possono investire solamente ad Hong Kong, e fino al 50% dei propri asset. A seguito delle forti performance dei mercati delle A-shares l’anno scorso, il premio delle A-shares rispetto alle H-shares per le aziende con doppia quotazione ha raggiunto il 50% a ottobre 2020, sui massimi da 11 anni. Le azioni di Hong Kong non apparivano così convenienti rispetto alle loro controparti A-shares da molto tempo. L’apprezzamento del renminbi sul dollaro USA rende i titoli quotati ad Hong Kong ancora più attraenti, poiché le H shares scambiano tutte in dollari di Hong Kong, valuta che è legata al dollaro USA. Ciò ha provocato un movimento di liquidità dalla Cina continentale verso Hong Kong, attraverso il Southbound Stock Connect, il canale costituito nel 2016 che consente agli investitori della Cina continentale di comprare azioni di aziende quotate ad Hong Kong.

Un altro fattore scatenante è stata la black-list varata dagli USA a fine 2020 verso molte aziende cinesi che si presume siano connesse all’Esercito popolare di liberazione cinese. Molte blue chip cinesi quotate ad Hong Kong ne sono state colpite, poiché gli ETF e i fondi comuni USA erano sotto una forte pressione perché si liberassero di quelle posizioni. Ciò ha creato un’opportunità senza precedenti per gli investitori cinesi continentali per investire ad Hong Kong: il 94% degli scambi su China Mobile da inizio anno è rappresentato da flussi sul Southbound provenienti dalla Cina continentale. Per il gigante del petrolio CNOOC il dato è del 74%. Numeri del genere non li abbiamo mai visti.

I flussi sul Southbound finora hanno rappresentato il 7,7% delle transazioni totali del mercato di Hong Kong da inizio anno, rispetto al 2,3% di tutto il 2020. Secondo Bloomberg, gli investitori della Cina continentale hanno acquistato azioni di Hong Kong, nelle prime tre settimane del 2021, per quasi $29 mld, pari a quasi un terzo degli acquisti totali dell’intero 2020.

Riteniamo che questo trend possa protrarsi per un po’, almeno finché i fondi comuni in Cina continuano a raccogliere denaro localmente e finché il premio A/H-shares rimane elevato. L’apprezzamento in corso del RMB è un’altra motivazione. La valutazione del mercato di Hong Kong potrebbe essere spinta in alto nel tempo, con il re-rating in corso per le mega cap che potrebbe allargarsi ad altri tier. Tuttavia siamo ben consci dei rischi di euforia.

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