Consulenti, a Wall Street comandano i pesci piccoli

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Avatar di Redazione 2 Febbraio 2021 | 10:51
Il caso GameStop ha innescato un dibattito nella comunità finanziari globale. E se quanto successo fosse un serio rischio?

Il 20% dei volumi scambiati a Wall Street è in mano a millennial traders. Valgono il doppio dei fondi hedge (che muovono il 9% dei volumi) e il triplo dei fondi long only (6,9%). Ne ha parlato Il Sole 24 Ore, in un articolo a margine dell’ormai celebre caso GameStop, riportando i dati di Bloomberg Intelligence. A tutti questi numeri, aggiunge il quotidiano di Confindustria, si aggiunge che il 43% dei volumi è fatto da operatori che per definizione sono sempre neutrali, ovvero i market maker e gli high frequency traders.

Il quadro che se ne ricava, quindi, è che i trader sono tutt’altro che ininfluenti nel mercato borsistico più grande del mondo. Sono sempre stati considerati l’ultima ruota del carro solo perché sono piccoli, sparpagliati e non coordinati tra loro. Ma se, come ha testimoniato il caso GameStop, in futuro, grazie ai social, folle di piccoli investitori troveranno il modo di organizzarsi in modo sistematico, allora gli equilibri del mondo finanziario potrebbero seriamente essere scossi dalle fondamenta. E, al di là dell’originalità del fatto, in molti si interrogano già sui possibili rischi per la stabilità dei mercati se  quanto successo diventasse una prassi diffusa. 

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