Cautela sugli Usa, rialzisti su Europa e Giappone

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di Finanza Operativa 9 Aprile 2015 | 16:30

A cura di Armando Carcaterra, Direttore Investimenti di Anima Sgr
Il futuro prossimo dei mercati sembra ruotare intorno sostanzialmente a due pilastri: gli effetti sull’inflazione del Quantitative Easing avviato dalla Banca Centrale Europea da una parte e, dall’altra, il momento in cui la Federal Reserve americana darà il via libera al tanto atteso rialzo dei tassi. Del resto, la recente manovra ultra espansiva della Bce si propone proprio di mettere in moto un circolo virtuoso che riporti l’inflazione a una soglia vicina al 2%, ridando così ossigeno anche ai consumi e facilitando la ripresa economica. L’impatto del Quantitative Easing, a circa un mese dall’avvio del piano, ha determinato intanto una lieve ripresa delle aspettative di inflazione , che però restano tra le più basse di sempre. Anche se le valutazioni dei mercati azionari in alcuni casi hanno toccati i massimi, il team gestionale di ANIMA nel medio termine continua a preferire all’interno dei suoi fondi i mercati azionari e in particolare le Borse europee. Queste ultime sono infatti sostenute, oltre che da tassi di interesse ai minimi storici, dal supporto della Bce alla ripresa economica nell’Eurozona. Ciò non esclude, però, che potranno verificarsi momenti di volatilità e di brevi flessioni: il rialzo dei tassi da parte della Federal reserve o situazioni come quella attuale, con le tensioni tra vertici europei e governo greco per la complessa situazione legata al debito ellenico, potrebbero causare movimenti bruschi dei mercati. A livello geografico, oltre all’Europa, privilegiamo ancora il Giappone.
Europa: utili in espansione L’idea sui mercati azionari nel complesso si conferma costruttiva e in termini relativi positiva sui listini europei che in generale hanno inaugurato il 2015 nel segno del rialzo. In particolare, oltre all’ampia liquidità disponibile, riteniamo che i listini dell’Eurozona restino i favoriti per la combinazione di più fattori: l’indebolimento dell’Euro, insieme al minor costo delle materie prime e del petrolio e ancora al supporto che viene dal Qe della Bce, stanno contribuendo al miglioramento dell’economia – sempre più concreto e superiore alle attese – e al contempo allo sviluppo degli utili aziendali. Dopo quattro anni di continue delusioni, infatti, le ultime trimestrali hanno finalmente evidenziato un moderato miglioramento degli utili aziendali nel mercato europeo e, a proposito, ci aspettiamo revisioni al rialzo sulle stime future. In merito al posizionamento dei fondi europei crediamo che nel breve periodo il contributo ad un ulteriore rialzo dei mercati possa venire maggiormente dai settori ciclici rispetto ai difensivi. Nel dettaglio, il giudizio si mantiene positivo in primo luogo per il settore dei consumer discretionary, dal momento che i bassi tassi d’interesse e le aspettative di crescita economica dovrebbero favorire la ripresa dei consumi. Inoltre, il sovrappeso è rinnovato anche per i titoli delle banche dell’Area Euro, date le nostre attese di una risoluzione della questione greca. La visione resta invece negativa per il comparto delle utilities – considerato il continuo deterioramento dei trend operativi dovuti alla diminuzione della domanda energetica ed al potenziale rischio regolatorio che potrebbe ridurre la profittabilità del settore – per il comparto energetico, vista ancora l’incertezza esistente sull’andamento del prezzo del petrolio, e infine su quello degli industriali, considerando anche i livelli di bassa inflazione.
Usa: giudizio di cautela Su questo mercato l’orientamento è ancora improntato alla cautela, complice nel prossimo futuro il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, nonostante il Comitato di politica monetaria, il Fomc, sembri disponibile a mantenere l’attuale tasso di interesse per un periodo più lungo del previsto. Il sottopeso di ANIMA è però soprattutto determinato dalle valutazioni ormai troppo elevate e dalle stime sugli utili per il 2015, che hanno subito revisioni al ribasso significative a causa del rafforzamento del dollaro. Diversi settori continuano però ad offrire rendimenti interessanti come media, food, farmaceutici, tecnologici e telefonici.
Italia: confidenti nella ripresa Come per gli altri listini europei, l’idea sulla Borsa domestica è ancora ottimista, supportata da una serie di aspetti promettenti, primo fra tutti la considerazione che il 2015 sarà l’anno della ripresa economica, ma anche una politica fiscale più bilanciata tra crescita e austerity. Nel dettaglio, la scomposizione del Pil evidenzia la stabilizzazione e la lieve ripresa dei consumi e il buon andamento dell’export, mentre ancora manca un segnale di miglioramento negli investimenti, su cui pesa soprattutto la parte relativa a quelli immobiliari e delle costruzioni. Non vanno poi dimenticati gli impatti derivanti dal Qe della Bce, tra cui, oltre all’indebolimento della moneta unica che favorisce le esportazioni, il forte incentivo alle banche ad aumentare l’offerta di credito: il costo del credito per le aziende italiane rimane elevato rispetto agli altri Paesi europei, ma in progressiva diminuzione. Ancora, la riduzione dei tassi di interesse e la ripresa della domanda dovrebbero sostenere un recupero dei volumi nei prossimi trimestri. In ogni caso, sul fronte interno, sarà importante proseguire l’azione riformatrice per contribuire alla competitività e all’attrattività domestica nei confronti degli investitori stranieri. La riforma del mercato del lavoro o jobs act rappresenta un passo importante, ma non va perso di vista che dopo i segnali positivi di dicembre e gennaio, il mercato del lavoro italiano ha subito a febbraio una nuova battuta d’arresto: 23mila persone in più, rispetto al mese precedente, che cercano lavoro senza trovarlo e ben 67mila disoccupati in più rispetto a febbraio 2014. Per quanto riguarda il posizionamento dei fondi azionari Italia, è confermato il sovrappeso sul settore del lusso, la posizione neutrale sugli industriali e il sottopeso sugli energetici.
Borse asiatiche: Giappone in cima alla classifica Sul piano geografico, sulla spinta della liquidità disponibile e degli utili societari in espansione, la Borsa giapponese resta con i listini europei tra quelle privilegiate nei portafogli dei fondi azionari di Anima. Nei prossimi mesi il mercato nipponico dovrebbe essere influenzato da tre fattori positivi: dall’annuncio di aumenti salariali da parte di alcuni grandi gruppi, compresa la componente base, importante per alimentare l’inflazione dal lato della domanda aggregata e sostenere la politica dell’Abenomics. Secondo, un numero crescente di società che sta uniformando la cultura societaria ai criteri di redditività (ristrutturazioni di rami poco redditizi), ritorno per gli azionisti (aumenti di dividendi e piani di riacquisto di azioni proprie) e best practice di trasparenza (come ad esempio la nomina di membri esterni nel consigli di amministrazione), che sembra alimentare una spirale positiva per imitazione-competizione, visto che il mercato continua a premiare le società che si muovono in questa direzione. Infine, ma non per importanza, la politica espansiva della BoJ, che potrebbe divenire ancora più accomodante. Oltre al Giappone, in attesa del primo rialzo dei tassi in Usa – che rimane un rischio per le valute emergenti e per quei Paesi contraddistinti da situazioni economiche più vulnerabili – in questa fase il posizionamento dei nostri fondi favorisce Cina, India, Messico e Turchia.

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