Isagro innaugura il nuovo centro ricerche. Titolo sugli scudi a Piazza Affari

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di Finanza Operativa 13 Aprile 2015 | 15:45

Isagro (che al momento segna a Piazza Affari un rialzo del 2,7% circa) ha inaugurato il suo nuovo Centro Ricerche (NCR) di Novara. 9400 mq complessivi. 2.250 mq di laboratori, 1370 mq di serre e 750 mq di sito produttivo. Questi i numeri dell’NCR di Isagro, che sorge in un’area storica per la Chimica italiana, quella dell’ex Istituto Donegani, che ha visto nascere tanti nuovi prodotti, con un fervore di innovazione unico nella storia del settore in Italia. L’NCR catalizzerà sul territorio di Novara la maggior parte dei 50 milioni di euro di investimenti in R&S previsti per i prossimi quattro anni. Tutto ciò rientra in un piano di sviluppo che consentirà a Isagro di passare dall’attuale fatturato di circa 150 milioni a oltre 200 nel 2018.

Isagro, che è l’unica società italiana a fare ricerca di nuove molecole in un settore complesso come quello degli agrofarmaci, è uno “small global player”: “piccolo” per la dimensione relativa rispetto ai grandi player che svolgono ricerca innovativa di nuove molecole, “globale” perché, dato l’elevato valore investito annualmente in R&S (circa il 10% del fatturato annuo), l’estrazione di valore dalle proprie invenzioni deve necessariamente avvenire su scala globale.

«Con il suo Nuovo Centro Ricerche, Isagro vuole essere d’esempio e incoraggiamento per altre aziende – ha affermato Giorgio Basile, presidente e ceo di Isagro – vorremmo far giungere un messaggio forte e chiaro: si può rimanere con la testa e il cuore in Italia; gli strumenti e le strategie perché ciò possa accadere esistono. Il caso Isagro lo dimostra ampiamente. Il nostro approccio, basato su investimenti in ricerca e alleanze, mantenendo al contempo il controllo societario attraverso strumenti finanziari innovativi come le Azioni Sviluppo, può essere seguito anche da altri. E di certo non solo aziende chimiche, ma anche le eccellenze italiane nella meccanica, nel tessile, nell’automotive, nella moda e in altri settori. Ovunque sia viva la creatività italiana, riconosciuta e apprezzata a livello mondiale».

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