Russell Inv.: “Europa la preferita, Wall St. molto cara e cautela sugli emergenti”

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 15 Aprile 2015 | 16:00

Alla luce della crescita degli utili per azione (Eps) a doppia cifra, del basso prezzo del petrolio, della politica monetaria accomodante e delle basse valutazioni rispetto agli Stati Uniti, l’Eurozona è l’area geografica preferita per gli strategist di Russell Investments. Il team ha un rilevante sovrappeso sull’azionario europeo e stima una crescita del Pil della zona tra l’1,5% e il 2% nel 2015. Secondo l’Outlook Globale degli strategist di Russell per il secondo trimestre del 2015, lo scenario centrale prevede un modesto miglioramento dei mercati azionari durante il 2015 con una preferenza verso i listini europei. In tale scenario, gli strategist prevedono per gli Stati Uniti una crescita degli utili per azione (Eps) a una cifra, mentre a doppia cifra in Europa e Giappone. Tuttavia, le pressioni sui salari e sull’inflazione in America minacciano questo modesto outlook positivo e la crescita dei salari andrebbe a intaccare i margini di profitto e a generare i timori di un restringimento aggressivo della Fed, che potrebbe portare a un rialzo della volatilità e dei rendimenti obbligazionari.

Due punti di attenzione per l’economia globale riguardano la divergenza delle politiche monetarie delle banche centrali e la quantità di capacità produttiva inutilizzata nell’economia americana – entrambi amplificati dal calo del 50% nel prezzo del petrolio registrato da giugno 2014. I timori di deflazione stanno spingendo la Banca Centrale Europea (Bce) e la Banca del Giappone (BoJ) verso politiche monetarie ancora più accomodanti, mentre il probabile impulso all’economia americana derivante dai bassi prezzi energetici può portare a un inizio anticipato del restringimento della Fed. Tra queste tendenze contrastanti, gli strategist di Russell continuano a preferire l’azionario europeo. Luca Gianelle, Client portfolio manager del team multi-asset di Russell Investments, afferma: “Il puzzle dell’Eurozona fatto da crescita economica, utili aziendali e misure politiche si sta pian piano componendo. La crescita sta tornando e gli utili stanno aumentando, mentre le politiche monetarie e fiscali sono decisamente reflazionarie. In altre parole, i fattori favorevoli stanno creando il loro effetto. Gli asset della zona euro stanno riflettendo questa realtà e il nostro sovrappeso basato su alte convinzioni sta dando risultati”. In merito alla politica monetaria intrapresa dal Presidente della Bce Mario Draghi, Gianelle aggiunge: “Il suo piano sta andando a buon fine. Le aspettative sull’inflazione stanno aumentando e il momentum sulla crescita si sta riprendendo. Anche gli effetti collaterali sono buoni: crescita robusta degli utili aziendali, aumento del prezzo degli asset e maggiore libertà per politiche fiscali. Questo circolo virtuoso dimostra quanto velocemente una situazione possa migliorare quando si uniscono forti forze reflazionarie a basse aspettative”.

Le previsioni 2015 degli strategist di Russell per le singole aree geografiche:

Asia-Pacifico – rendimenti più bassi rispetto al 2014: anche se con un’alta crescita degli utili per azione e politiche monetarie accomodanti in Cina, Giappone, India e Australia, per la regione sono attesi rendimenti più bassi rispetto allo scorso anno. Il Giappone è il mercato azionario preferito nell’area Asia-Pacifico.

Nord America – sottopeso rispetto all’azionario globale: l’indicatore aggregato delle azioni Usa rispetto al reddito fisso è ancora in favore delle azioni, ma si sta muovendo verso neutrale. Un leggero sottopeso sulle azioni americane rispetto a quelle globali è inoltre suggerito causa le valutazioni care dell’azionario e dell’obbligazionario, le pressioni sui margini di profitto e per l’imminente rialzo dei tassi.

Mercati emergenti – cauti, ma opportunità sul lungo termine: anche se le valutazioni dei mercati emergenti continuano a sembrare interessanti, il team è molto cauto per le alte preoccupazioni sul ciclo. Come risultato, gli strategist ritengono gli emergenti una buona opportunità di valore a lungo termine.

Valute – la divergenza delle banche centrali supporta il momentum del dollaro: attualmente il dollaro americano è vicino alla parità con l’euro e prossimo al massimo contro lo yen registrato da otto anni. Tuttavia, la divergenza nell’azione delle politiche monetarie delle banche centrali supporta il momentum del dollaro Usa.

Reddito fisso – i rendimenti dei Treasury potrebbero raggiungere il 3% entro fine anno: gli strategist prevedono che i rendimenti dei Treasury americani a 10 anni saliranno tra il 2,5% e il 3% entro la fine dell’anno e lo spread con i titoli governativi tedeschi possa ampliarsi ancora di più.

Le previsioni degli strategist di Russell in base al processo “ciclo, valore, sentiment:

Ciclo economico: l’Europa al vertice Mentre Stati Uniti e Giappone hanno un punteggio moderato sul ciclo, l’Europa ha attualmente un punteggio molto positivo. I profitti americani stanno crescendo a un ritmo moderato, supportati da una robusta crescita economica. Anche i profitti giapponesi sono in rialzo come risultato dei bassi prezzi energetici e della possibilità di ulteriori stimoli dalla BoJ. I profitti aziendali in Europa, deboli negli ultimi quattro anni, sono ora molto promettenti per gli indicatori economici in miglioramento e il programma di QE della Bce. I mercati emergenti, invece, hanno un punteggio negativo sul siclo per il dollaro americano in aumento, i prezzi delle materie prime in discesa e l’instabilità geopolitica.

Valutazioni: le azioni americane molto care Sia le azioni giapponesi, sia quelle europee sono moderatamente care dopo i forti rally di entrambi i mercati. Gli Stati Uniti sono ancora il mercato azionario più caro, con un valore price-to-book di 2,9 volte e un rapporto price-to-earnings (P/E) – aggiustato ciclicamente – a 22 volte. I mercati emergenti continuano ad apparire a buon mercato.

Sentiment: il momentum si rafforza in Giappone e in Europa Molti dei segnali contrarian – come il sentiment degli investitori – rimangono in territorio di iper-comprato, puntando su un potenziale modesto ribasso dei mercati azionari. Il momentum, comunque, che si è rafforzato in Giappone e in Europa, continua ad agire come driver positivo nella maggior parte dei mercati azionari. Negli Stati Uniti, il momentum si è indebolito, ma un indicatore diverso – il livello di margin debt del New York Stock Exchange – suggerisce che il mercato Usa non è ancora troppo esuberante.

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