Petercam: per la Cina nessun atterraggio brusco in vista

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di Finanza Operativa 16 Aprile 2015 | 12:45

A cura di Hans Bevers, Senior Economist di Petercam
I dati deboli relativi al commercio cinese pubblicati all’inizio di questa settimana hanno attirato parecchia attenzione. Alcuni analisti li hanno definiti addirittura preoccupanti, preannunciando un collasso dell’attività economica del dragone. Tuttavia, dando uno sguardo ai dati più da vicino si capisce che non c’è ragione di farsi prendere dal panico. Le esportazioni cinesi sono calate del 15% da marzo dell’anno scorso (ben al di sotto del consensus del +8%) mentre le importazioni sono scese di circa il 13%.
Questi dati hanno suscitato nuove preoccupazioni sia circa un crollo del settore dell’export, sia per una domanda interna estremamente debole. Molti rapporti dei media e degli analisti sembrano suggerire che un atterraggio brusco dell’economia del Paese sia proprio dietro l’angolo. Tuttavia, l’interpretazione dei dati cinesi a inizio anno deve essere effettuata con maggiore attenzione. Così facendo, infatti, emergerebbe che l’export sta sì diminuendo, ma che non c’è alcun motivo di farsi prendere dal panico.
Le esportazioni cinesi calano sempre in maniera significativa a inizio anno a causa degli sconvolgimenti legati al Capodanno cinese. Se questa festività venisse celebrata sempre lo stesso giorno, infatti, non ci sarebbe alcun problema con il confronto anno su anno. Questo però non è il caso della Cina, per cui una semplice comparazione dei dati crea dei problemi. Di conseguenza, lo scenario più plausibile è che gli scombussolamenti stagionali legati al Capodanno di quest’anno (che ha avuto luogo il 19 febbraio, più tardi rispetto al solito) hanno avuto ancora un impatto negativo sui dati di marzo.
Un approccio trimestrale, piuttosto che mensile, mostra invece che le esportazioni cinesi nel primo trimestre sono aumentate di circa il 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: un rallentamento evidente rispetto ai trimestri precedenti, ma comunque in territorio positivo. Gli indicatori prospettici che misurano la fiducia tra le società esportatrici del Paese suggeriscono inoltre che questo è un dato molto più realistico.
Infine, per quanto riguarda la debolezza del dato sull’import, è essenziale notare che i prezzi delle materie prime a livello globale si sono dimezzati dal primo trimestre del 2014. Quindi, una volta preso in considerazione questo effetto legato ai prezzi e dopo aver letto i dati relativi all’export con maggiore attenzione, le preoccupazioni legate a un atterraggio brusco imminente della Cina sembrano decisamente eccessive.

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