Cina, per raggiungere i target sul Pil serviranno nuovi stimoli

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di Finanza Operativa 17 Aprile 2015 | 15:30

A cura di Craig Botham, Emerging Markets Economist, Schroders
Il dato sul PIL cinese pubblicato questa mattina è risultato in linea con alle attese. Nonostante ciò, non siamo sicuri che gli sforzi di stimolo dell’economia del Dragone siano sufficienti a portare a un’accelerazione della crescita del Paese.
Nel primo trimestre del 2015, il PIL della Cina è cresciuto del 7% a/a, in linea con le attese e più lentamente del 7,3% registrato negli ultimi tre mesi del 2014. Tuttavia, la crescita nominale è stata in verità inferiore a quella reale, per la prima volta dal 2009, rallentando al 5,8% a/a dal precedente 7,7%. Dunque, sebbene l’andamento dell’indice dei prezzi al consumo sia ancora al rialzo, il Paese nel suo complesso sembra essere in deflazione.
Un rallentamento della crescita era certamente atteso per il primo trimestre, data la debolezza del mercato immobiliare e il supporto fiscale inferiore da parte delle amministrazioni locali. Anzi, ci aspettavamo un dato persino leggermente inferiore. Tuttavia, i dati a maggior frequenza hanno mostrato che a marzo l’economia cinese non ha dato segnali di miglioramento, con la produzione industriale che è cresciuta del 5,6%, sui minimi da quindici anni a questa parte, e le vendite al dettaglio in aumento del 10,2%, sui minimi da nove anni. Anche la crescita degli investimenti ha fatto segnare un record negativo, a causa dei continui problemi registrati nell’ambito del settore manifatturiero e immobiliare, nonostante le misure di allentamento decise dalla Banca centrale negli ultimi mesi. In parte, ciò potrebbe essere spiegato dal fatto che, con un deflatore del PIL al -1,2%, i tassi reali siano ancora in aumento, nonostante la politica monetaria più accomodante.
Resta da capire se le cose miglioreranno d’ora in avanti. Il primo trimestre 2014 era stato debole, dando una base di partenza più bassa che ha contribuito a una miglior performance quest’anno. Ciò però si ribalterà dal secondo trimestre in poi, dunque sarà necessaria una ripresa significativa per centrare il target di crescita del 7% per il PIL.
A nostro avviso, le misure di stimolo non costituiscono una risposta sufficiente per dare vita a una grande accelerazione della crescita del PIL cinese. Per esempio, la posizione più accomodante della politica monetaria non ha portato tassi più bassi per i prestiti alle nuove imprese, poiché le banche stanno cercando di tenere per sé i margini netti sugli interessi, mentre i tassi sui prestiti già in essere sono più alti in termini reali nonostante i tagli nominali, a causa della disinflazione. Per questo trimestre è quindi necessario – e atteso – un ulteriore accomodamento della politica monetaria.

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