Sondaggio macroeconomico Aiaf: timidi segnali di ripresa per il nostro Paese

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di Finanza Operativa 21 Aprile 2015 | 16:00

AIAF-Associazione Italiana degli Analisti e dei Consulenti Finanziari ha avviato in partnership con Radiocor un sondaggio macroeconomico volto a monitorare il sentiment dei suoi soci relativamente alle prospettive economiche dell’Italia. La prima edizione del sondaggio, che ha visto la partecipazione dei soci AIAF, mostra una moderata positività nei confronti del mercato italiano grazie alla concomitanza di differenti fattori che potrebbero aiutare la crescita del Paese. Se il 36,5% dei partecipanti al sondaggio ritiene, infatti, che la crescita economica del nostro Paese nei prossimi 12 mesi sarà positiva ma non superiore allo 0,5%, il 47,6% è ottimista e prevede entro la metà del 2016 una crescita compresa tra lo 0,5% e l’1%. A favorire la crescita, secondo l’indagine, anche le misure adottate dalla BCE come il quantitative easing che si innesca su una economia europea già in lento e autonomo miglioramento.
Relativamente all’inflazione il 73,8% dei soci AIAF ritiene che nel corso dei prossimi 12 mesi questa tornerà positiva pur rimanendo su un livello prossimo allo zero. Solo 1,6% stima che resterà negativa per l’intero periodo. Il 45,2% del panel sostiene che, se nei prossimi 12 mesi non ci sarà un ribasso della tassazione, la dinamica dei consumi rimarrà sostanzialmente invariata. Il 38,1% dei partecipanti al sondaggio crede, invece, che sarà possibile un aumento pur inferiore all’1%, mentre soltanto il 7,9% dei soci AIAF ritiene che si registrerà una contrazione dei consumi. Anche in termini di disoccupazione il 51,5% dei soci AIAF è convinto che si manterrà sostanzialmente stabile.
Tuttavia una buona percentuale – il 35,7% – è ottimista e prevede una riduzione della disoccupazione, mentre a percepirla in rialzo è solo il 12,7% dei partecipanti al sondaggio. I timidi accenni di ripresa che si stanno registrando nel mercato del lavoro necessitano, comunque, di ulteriore tempo per verificare se si tratti di fisiologici riallineamenti dopo periodi di caduta libera o se rappresentano davvero segnali di una ripresa strutturata.
Alla domanda su quale sarà l’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato, più della metà degli intervistati (il 52,3%) ritiene che resteranno stabili. Il 26,19% prevede invece un moderato rialzo, seppur inferiore di un punto percentuale. Il 19,8% sostiene, invece, che entro i primi mesi del 2016 ci sarà un ribasso dei rendimenti. In conclusione l’indagine evidenzia che tutti gli elementi attuali dello scenario macroeconomico sembrano mostrare segnali di potenziale ripresa che dovranno, però, essere confermati nei prossimi mesi e potranno comportare un miglioramento delle previsioni già moderatamente positive, favorito anche dal perdurare del basso costo del petrolio e dal rapporto di cambio Euro-Dollaro.
Secondo gli intervistati ci sono, quindi, buoni presupposti affinché anche l’Italia possa cogliere i miglioramenti di scenario, a condizione che vengano intensificate alcune riforme strutturali quali l’adeguamento del sistema Paese agli standard europei, una seria politica industriale, una congrua ripresa degli investimenti e una risoluzione del dualismo tra Nord e Sud come potenziale volano di crescita nel lungo periodo per il Paese.

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