Netcomm, eCommerce: +15% in Italia, 4,2 milioni gli e-shopper fashion in Svizzera

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di Finanza Operativa 24 Aprile 2015 | 15:10
Prosegue la costante crescita a doppia cifra che caratterizza l’eCommerce in Italia a partire dal 2010: dopo aver ottenuto un incremento del 16% nel 2014, l’eCommerce registrerà per il 2015 un’ulteriore crescita del 15% che porterà il mercato a superare i 15 miliardi di €. Il Mobile Commerce si conferma tra i principali fenomeni dell’eCommerce […]

Prosegue la costante crescita a doppia cifra che caratterizza l’eCommerce in Italia a partire dal 2010: dopo aver ottenuto un incremento del 16% nel 2014, l’eCommerce registrerà per il 2015 un’ulteriore crescita del 15% che porterà il mercato a superare i 15 miliardi di €.

Il Mobile Commerce si conferma tra i principali fenomeni dell’eCommerce in Italia: gli acquisti tramite Smartphone crescono del 78% nel 2014 e stanno registrando un’ulteriore crescita del 68% nel 2015, con un valore triplicato in due anni, da un totale di 610 milioni nel 2013 a 1,8 miliardi di € nel 2015.

Questi sono solo alcuni dei dati salienti presentati nel corso della decima edizione del Netcomm eCommerce Forum, alla presenza di oltre 4.000 invitati, tra aziende, professionisti e giornalisti. Un record che mostra come il comparto sia divenuto nel tempo una scelta obbligata e un canale necessario e cruciale per le imprese che vogliano fare business sia nel nostro Paese sia su scala globale.

Secondo le ultime stime di Ecommerce Foundation, in tutto il mondo le vendite complessive di beni e servizi online si attesteranno sui 2.100 miliardi di dollari a fine 2015 (erano 1.840 miliardi a fine 2014), ovvero il 5% sul totale complessivo delle vendite retail. Sono in media il 75% gli utenti che nel mondo accedono al web tramite dispositivi mobili. Se, poi, analizziamo la sola Europa le previsioni per il 2015 si stima a 470 miliardi di euro il fatturato complessivo di beni e servizi acquistati tramite eCommerce, con una preponderanza del 54% dei beni rispetto al 46% dei servizi. In Europa la popolazione di e-shopper supera i 230 milioni di individui e sono circa 2,5 milioni i posti di lavoro che direttamente o indirettamente l’eCommerce sta generando nel Vecchio Continente. Nel corso del 2014 i 3 Paesi europei in cima all’ideale classifica delle vendite online che catalizzano il 60% delle vendite online sono: UK con 122 miliardi di euro, Germania con 70 miliardi, Francia con 56,8.

“Sempre più interlocutori, finalmente, iniziano a cogliere le opportunità che solo la rete è in grado di assicurare al nostro tessuto imprenditoriale, aiutando e sostenendo le aziende, le startup e i player internazionali qui convenuti a competere con norme chiare e trasparenti”, sottolinea in apertura Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano. “Oltre ai numeri positivi e di crescita a doppia cifra che da anni segnaliamo, va rimarcato che le imprese italiane che vendono online sono oggi solo il 4% del totale, l’accesso alla banda larga rimane carente e la copertura finanziaria per gli investimenti necessari sono ancora un interrogativo non risolto.

L’Italia è conosciuta nel mondo per i suoi prodotti di abbigliamento, calzature, accessori, moda, arredo, design, vino e prodotti alimentari-gastronomici di qualità. Tutte le piccole e medie imprese italiane che producono e/o commercializzano questo tipo di prodotti hanno degli spazi di mercato veramente straordinari. Tecnicamente stiamo parlando di una platea di oltre 1 miliardo ci consumatori che abitualmente compra online, affascinata dal Made in Italy in tutte le sue sfaccettature, e di 4,2 miliardi di individui che quotidianamente sono su internet. Ma stiamo perdendo competitività a livello globale e non riusciamo a sfruttare il potenziale di domanda che potrebbe trovare più facilmente sbocchi su questi mercati”.

“In Italia la penetrazione dell’eCommerce sul totale del mercato retail sta crescendo e passa dal 3,6 al 4% nell’ultimo anno”, afferma Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – Politecnico di Milano. “Un ruolo chiave, in questa crescita, ce l’hanno anche settori “emergenti” per il nostro eCommerce, come ad esempio l’Arredamento che raggiunge quota 350 milioni di €, +75% rispetto al 2014, e il Food&Wine enogastronomico che sfiora i 260 milioni di €, in crescita del 30% rispetto allo scorso anno. Ne sta beneficiando sopratutto la vendita di prodotti, che nel 2015 pareggerà quella di servizi, passando dal 46 al 50% delle vendite online da siti italiani.”

Tra i prodotti, l’Informatica fa registrare l’incremento più elevato (+26%), seguita a ruota dall’Abbigliamento, che registra un +23%, e dall’Editoria e dal Grocery, che balzano avanti del 21%.

“Il Turismo ottiene un incremento in linea con la media degli ultimi 4 anni, pari al 9%, confermandosi così il comparto principale dell’eCommerce con un valore di quasi 5,5 miliardi di €, pari al 37% del mercato” aggiunge Riccardo Mangiaracina, Responsabile Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano. “L’Abbigliamento passa dal 14 al 15% del mercato, e l’Informatica ed elettronica di consumo dal 12 al 13%; seguono l’Editoria con una quota del 3% e il Grocery con l’1%. Turismo e abbigliamento si confermano inoltre i due comparti che spingono maggiormente l’export dell’eCommerce italiano portandolo a crescere del 18% nel 2015 e a raggiungere una quota superiore ai 3 miliardi di €.”

“Visti i numeri italiani, europei e globali è evidente che si tratta di comprendere che la partita che stiamo giocando coinvolge l’intero sistema Paese e il mio appello va a tutte le istituzioni e forze politiche ed economiche perché agevolino le imprese e i consumatori nella loro vita digitale, semplificando da un lato processi e servizi e rendendo le normative fiscali e legali più rispondenti alla nuova economia digitale”, conclude Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano. “Non possiamo non cogliere le opportunità che ci si presentano dinanzi. Abbiamo prodotti unici e dobbiamo saperli proporre al meglio nelle arene digitali, lavorando con assiduità sia presso le istituzioni comunitarie con la nostra associazione europea sia presso quelle italiane, come torneremo a fare dopo gli incontri dei mesi scorsi a Roma presso la Camera dei Deputati. Ci aspettiamo che i prossimi 10 anni di Netcomm siano ancora più prolifici dei precedenti 10 che festeggiamo in questo anno.”

Fashion e Abbigliamento sono invece le categorie che attirano maggiormente gli acquisti online della popolazione svizzera. Netcomm Suisse, associazione che riunisce gli operatori elvetici del commercio elettronico e della comunicazione digitale, in occasione dell’evento “eCommerce meets Fashion in the Ticino Fashion Valley”, ha portato alla luce le best practice e diffuso dati mirati sulla moda nel settore e-commerce.

“La principale categoria di prodotti acquistati online dagli e-shopper elvetici nel 2014 è quella legata all’abbigliamento e accessori, con un aumento del 16,3% sull’anno precedente secondo quando dichiarato dagli stessi online shopper. – commenta Alessandro Marrarosa Presidente NetComm Suisse e-Commerce Association – Il 52% degli online shopper svizzeri ha effettuato almeno un acquisto online in prodotti legati alla moda, investendo in media 463 CHF all’anno, secondo quanto abbiamo rilevato nello spaccato verticale dedicato alla moda dell’indagine promossa da NetComm Suisse e realizzata da ContactLab”.

Questi sono solo alcuni dei risultati emersi dalla ricerca Swiss Internet Users & E-Commerce Research 2014, commissionata da NetComm Suisse e realizzata da ContactLab (estratto disponibile al link: http://e-commerceconference.ch/download-research/).

La ricerca mette in luce numeri ancora più rilevanti rispetto a questo fenomeno in alcuni Paesi europei, dove gli e-shopper che dichiarano di aver comprato nell’ultimo anno almeno un capo di abbigliamento sono: il 45% in Italia, il 58% in Spagna, il 66% in Francia, il 74% in Germania, e l’81% nel Regno Unito.

L’universo di riferimento è quello degli utenti internet “regolari”, connessi a internet almeno una volta alla settimana da qualunque dispositivo, svizzeri di età 16-65 pari all’88% della popolazione di questa fascia, ossia 4,8 milioni. Fra questi, il 90% ha effettuato un acquisto online nel 2014 (4,2 milioni).

“Il settore del fashion rappresenta chiaramente un elemento trainante per lo sviluppo dell’eCommerce in Svizzera – commentaCarlo Terreni General Director NetComm Suisse e-Commerce Association è per questo che abbiamo deciso di dedicare l’evento di oggi eCommerce meets Fashion in the Ticino Fashion Valley proprio all’analisi di questo specifico comparto proponendo un confronto diretto con alcune delle best practice più significative che operano in questo mercato. Rispetto ai canali di acquisto online preferiti dagli e-shopper di moda, al primo posto per frequenza di scelta si posizionano gli e-commerce dei brand che hanno anche un punto vendita fisico, indicati come canali usati dal 41% degli utenti che hanno acquistato moda online; seguono il sito del produttore, scelto dal 32% degli online shopper e i siti specializzati per tipologia di servizio o di prodotto (23%). Solo al quarto posto troviamo i portali e-commerce multibrand, con un 14% di preferenze nella scelta, a parimerito con i siti di vendite private”.

Il mondo digitale è in piena crescita, e in tutta Europa la categoria più acquistata online è la moda. Per questi brand la sfida è soddisfare i bisogni e le aspettative dei consumatori digitali, cominciando da quelle dei clienti esistenti e sorvegliando nello stesso tempo i trend e i segmenti emergenti – dichiara Arianna Galante, Director of Agency Dept. di ContactLab e managing director di ContactLab France.

“In termini di comunicazione digitale questo significa che i brand devono personalizzare la conversazione con un tocco sempre più umano, rinforzando la relazione tra brand, prodotto e consumatore con lo storytelling e facendo leva sul potere aspirazionale del fashion. In questo contesto senza frontiere i brand devono necessariamente pensare “glocal”, definendo una propria identità valida in tutto il mondo ma adattando i messaggi alle esigenze del singolo mercato di riferimento. L’online store e le boutique – conclude Galante – devono essere completamente intercambiabili, per garantire all’utente un’esperienza di shopping senza barriere.

I nostri studi sugli utenti internet e il loro rapporto con i marchi della moda forniscono agli analisti e al mercato preziosi elementi – prosegue Galante – che consentono di comprendere in profondità i comportamenti di acquisto, per poter definire una strategia integrata tra il canale retail e l’e-commerce, sia in termini di vendite sia di promozione e comunicazione”.

In linea con il resto d’Europa, i canali di ricerca delle informazioni pre-acquisto, vedono al primo posto il sito del produttore (indicato come fonte di informazione pre-acquisto online di moda dal 43% degli acquirenti), seguito subito dopo dalla newsletter, indicata da quasi un online shopper di moda su quattro come canale preferito per informarsi (23%) e dal passaparola (16%).

La newsletter, infine, è un potente strumento di traino delle vendite; va da sé quindi andare ad esplorare quale rapporto hanno gli utenti svizzeri con questo mezzo, che considerano il più efficacetra tutte le modalità di contatto digitale con un brand oggi a disposizione (email, pagine social, chat e push notification).

Più di otto utenti internet svizzeri su dieci (85%) ricordano di avere attivato un servizio di newsletter. La scelta degli argomenti riflette i trend dell’e-commerce: il 46% degli utenti svizzeri è iscritto ad almeno una newsletter di moda, abbigliamento o accessori, e la percentuale cresce tra gli online shopper di moda: tra loro il 65% riceve almeno una newsletter relativa a questi prodotti.

La fiducia nei confronti delle email inviate dai brand risulta molto alta, per cui il 66% dei sottoscrittori tra gli online shopper di moda ritiene molto o abbastanza credibili e affidabili i contenuti che riceve via newsletter. Quasi uno su quattro, tra questi utenti, risulta anche disponibile a fornire più informazioni su di sé al fine di ricevere messaggi personalizzati (22%).

 

 

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