Il settore automobilistico statunitense prende velocità…senza pericolo?

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 28 Aprile 2015 | 14:00

A cura di Coface
Il salvataggio dell’industria automobilistica americana, che è costata 80 miliardi di dollari e che ha portato a numerosi licenziamenti, ha traumatizzato gli Stati Uniti. Oggi, i costruttori ritrovano la propria competitività e beneficiano della ripresa della crescita americana (prevista al 2,9% nel 2015). La filiera si è ripresa e la domanda è in parte generata da un accesso al credito agevolato, ma a che prezzo? Il modello Coface prevede un aumento delle vendite del 3,8% per il 20151, un livello sostenuto ma nettamente al di sotto di quello registrato negli anni passati.Il settore dell’auto deve continuare a guardare al futuro e mettere in atto i cambiamenti necessari per rispondere alle nuove sfide che si presenteranno.
Una ripresa supportata dai consumi domestici e dal recente aumento degli investimenti Dopo il crollo del 35% durante la crisi, nel 2014 le vendite di auto negli Stati Uniti sono tornate al livello del 2007. Sicuramente ha contribuito il recente calo dei prezzi del petrolio (- 48% nel 2014). Ma la ripresa di questo settore, fortemente colpito dalla crisi, è stata sostenuta anche da due fattori chiave. Il primo è la ripresa dell’economia americana che ha permesso alle famiglie di beneficiare di tassi di interesse molto bassi: questa facilità di accesso al credito ha aumentato il loro potere di acquisto e ha permesso loro di sostituire le vecchie auto.
Tale miglioramento dello stile di vita è generato anche da un aumento dei salari più rapido rispetto all’aumento dei prezzi. Infatti, poiché il tasso di disoccupazione è diminuito molto, le imprese rivalutano la retribuzione della manodopera qualificata. Tutto ciò contribuisce a rafforzare la fiducia delle famiglie americane nell’economia. Il secondo è il contesto economico favorevole che consente alle imprese del settore di rilocalizzare la produzione nel paese.
Gli investimenti in maggiore automazione dei metodi di produzione riduce la correlazione tra i costi di manodopera e la localizzazione. Così, i più grandi costruttori e fornitori di componenti a livello mondiale, eccetto rari casi, si trovano ora negli Stati Uniti. Le autorità pubbliche hanno ampiamente sostenuto il settore, mantenendo un tasso di interesse basso e promuovendo politiche d sostegno: «incentivi alla rottamazione», e aiuti finanziari ai due più grandi costruttori americani (contributo di circa 80 miliardi di dollari per GM e Chrysler).
Disaffezione nei confronti dell’auto? Il calo della disoccupazione non riguarda le giovani generazioni. La generazione del nuovo millennio (la cosiddetta generazione Y) non è totalmente integrata in questo circolo virtuoso, e prosegue gli anni di studio per aumentare le possibilità di trovare più facilmente un impiego. Di conseguenza, la capacità di indebitamento è già appesantita dai prestiti di studio: ritardando l’acquisto di auto e diventando debitori ad alto rischio. Inoltre, sembrano meno interessati al possesso di un veicolo, preferendo i mezzi di trasporto alternativi, aspetto sorprendete in un paese in cui regna l’auto.
Nella fascia di età tra i 20 e i 29 anni, tra il 1995 e il 2010, il numero di coloro che hanno la patente è diminuito del 9%, segno di una relativa disaffezione per l’auto. Esiste tuttavia il rovescio della medaglia di questa facilità di accesso al credito a ridotto tasso: Le banche concedono più credito alle categorie «subprimes», allo scopo di aumentare la redditività dei loro crediti. Ciò coinvolge le famiglie cosiddette «a rischio»; il numero di mancati pagamenti aumenta significativamente e continuerà a crescere nel 2015. Un’altra possibile fonte di tensione è la FED, che quest’anno potrebbe incrementare i tassi di interesse. Ciò comporterebbe un’ulteriore pressione per le famiglie indebitate a tasso variabile, spingendole a cedere le proprie auto rapidamente.
Un’industria concentrata sul cambiamento Le imprese devono adattare la propria offerta definendo un modello basato su questa nuova domanda. La dinamica degli investimenti in R&S, sarà determinante in un settore basato sull’offerta come quello dell’auto, in cui i nuovi modelli giocano un ruolo diretto nell’aumento delle vendite, stimolando il desiderio dei consumatori.

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