Borse asiatiche nervose. Tokyo riaprirà domani dopo tre giorni di festività

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 6 Maggio 2015 | 10:00

Borse asiatiche contrastate questa mattina. Il Nikkei è rimasto chiuso per il terzo giorno consecutivo di festività e tornerà alle contrattazioni a partire da domani, mentre le altre piazze azionarie hanno risentito del negativo andamento di ieri a Wall Street e delle nuove turbolenze che la Grecia sta creando all’Unione Europea.
La Borsa cinese ha comunque accennato un rimbalzo dopo il sell off di ieri mettendo a segno un recupero che si limita però a pochi decimi di punto percentuale. In leggera ripresa anche Hong Kong che guadagna lo 0,3% mentre Seoul ha chiuso in calo dell’1,3% e la borsa indiana cede 2 punti percentuali.
In deciso ribasso anche la borsa australiana con l’ASX200 in ribasso del 2,3%.

Sul fronte macroeconomico da segnalare che in aprile, il purchasing managers index (Pmi) nel settore dei servizi in Cina stilato da Hsbc/Markit ha continuato a crescere, attestandosi a 52,9 punti da 52,3 punti di marzo (52,0 in febbraio), ai massimi degli ultimi quattro mesi, dopo aver toccato in gennaio i minimi del precedente semestre a 51,8 punti. Il dato resta ampiamente sopra la soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione ma è inferiore ai 53,1 punti del consensus.

In ambito societario invece è di ieri la notizia secondo la quale le vendite di Hyundai Motor nel mese di aprile sono calate dello 0,8% a 436.859 veicoli. Il gruppo automobilistico sudcoreano ha registrato un deciso declino del 4,3% delle vendite in patria. Su base mensile le vendite sono rimaste sostanzialmente invariate, nonostante il progresso dell’8,8% segnato in Corea del Sud. Il titolo Hyundai ha chiuso in progresso dell’1,78% la seduta a Seoul.

L’Isp australiano iiNet ha accettato l’offerta d’acquisto migliorata a 1,56 miliardi di dollari australiani (1,1 miliardi di euro) da parte della più grande rivale Tpg Telecom, dopo che a fine aprile un altro player del settore, M2 Group, aveva messo sul piatto 1,6 miliardi di dollari, superando la proposta iniziale di Tpg pari a 1,4 miliardi (poco meno di un miliardo di euro).
Il titolo iiNet ha perso quasi il 3% a Sydney restando comunque sopra al valore dell’Opa di Tpg a 9,65 dollari, con il mercato che scommette evidentemente su un nuovo rilancio da parte di M2. Il titolo Tpg è invece andato in rally di quasi il 4%.

a cura di Trend Online

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