Il voto in Gran Bretagna dà certezze agli investitori: l’analisi di Schroders

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di Finanza Operativa 8 Maggio 2015 | 16:15

A cura di Azad Zangana, Senior European Economist & Strategist, Schroders

Via via che arrivano i risultati dell’elezione dall’esito più imprevedibile di sempre per il Regno Unito, pare essere sempre più chiaro che i sondaggi sbagliavano quando indicavano un testa a testa tra Laburisti e Conservatori: probabilmente, gli investitori reagiranno positivamente alla notizia. Al momento, sembra che il Partito Conservatore di David Cameron otterrà la maggioranza assoluta, un risultato straordinario e totalmente inatteso dai sondaggisti e dalle società di scommesse.

La polarizzazione dei partiti nello spettro politico ha avuto due effetti. In primo luogo, il partito Liberal Democratico è stato decimato, con gli elettori che si sono spostati verso il Partito Laburista o quello Conservatore. Il secondo impatto riguarda il movimento dei voti dei centristi verso il partito di Cameron: mentre i laburisti sono stati trascinati sempre più a sinistra dallo Scottish National Party (SNP), il leader conservatore ha mantenuto la propria posizione. L’SNP ha ottenuto risultati fantastici in Scozia, alle spese dei laburisti e dei liberaldemocratici. Questo porterà certamente a un allargamento delle distanze con il resto del Regno Unito e a una ripresa del dibattito sull’indipendenza della Scozia.

Per gli investitori, avere un chiaro vincitore alle elezioni elimina un enorme ammontare di incertezza nel breve termine sulla capacità del Governo di agire e legiferare. Di conseguenza, la sterlina è risalita di circa l’1,25% contro il dollaro e del 2,5% contro l’euro, mentre i future sul FTSE 100 scambiano in rialzo dell’1,7%, con ottimi guadagni del settore bancario e di quello delle utility, sui quali pendeva la spada di Damocle delle politiche laburiste.

Nel corso del tempo, l’attenzione degli investitori si sposterà sull’incertezza attorno al referendum proposto per il 2017 sull’appartenenza del Regno Unito all’Unione Europea, che potrebbe portare a un rinvio di alcuni investimenti locali e oltremanica. Gli ultimi sondaggi suggeriscono che il fronte dei favorevoli alla permanenza nell’UE ha un piccolo vantaggio, ma al contempo la maggioranza della popolazione è ancora indecisa.

Per il resto, nel breve termine la chiarezza offerta dall’esito elettorale darà sostegno all’attività economica nel Regno Unito, con le famiglie e le imprese che possono decidere i propri investimenti con maggior certezza riguardo tasse e regole. Allargando lo sguardo, le proiezioni sul risultato del voto danno ai conservatori la forza di continuare ad attuare il piano di austerità, anche se negli ultimi anni è stato un po’ allentato. I tagli alla spesa del Governo probabilmente proseguiranno, soprattutto per quanto riguarda i sussidi sociali, ambito in cui l’Esecutivo ha cercato di aumentare la convenienza di tornare a lavorare rispetto al vivere con i sussidi.

Poiché Cameron promette di aumentare i fondi al Servizio Sanitario Nazionale e di non incrementare le tasse sino alla fine del decennio, è persino più importante ora per il Governo riuscire a risparmiare tagliando gli sprechi e combattendo l’evasione fiscale, in modo da rispettare i target di bilancio. Il deficit resta elevato, poco sopra il 5% del PIL. Al contempo, il disavanzo di parte corrente è vicino ai massimi di sempre, segnalando la carenza di risparmio relativamente alla crescita degli investimenti locali.

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