Sondaggio Morningstar: sul reddito fisso cambia il sentiment dei gestori

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di Finanza Operativa 14 Maggio 2015 | 15:00

A maggio, gli indici MIISI sui titoli governativi muovono verso uno scenario neutrale, tra incertezza e attesa per le mosse della Fed. Ancora ottimismo sul mercato azionario, soprattutto europeo. I gestori, interpellati da Morningstar nell’ultimo sondaggio mensile condotto tra le principali case di investimento che operano in Italia (a cui hanno partecipato 23 investitori professionali) confermano le previsioni positive per i mercati azionari, mentre rivedono le stime sui prezzi dei titoli obbligazionari.

Nel complesso, il Morningstar Italy Investment Sentiment index (MIISI), costruito sulla base delle probabilità attribuite a diversi scenari (mercati in salita, stabili o in discesa) su un orizzonte di sei mesi, è più ottimista sulle Borse europee rispetto agli Stati Uniti e ai mercati emergenti. Inoltre, si muove verso la neutralità la previsione sui prezzi dei governativi italiani, tedeschi ed americani.

Europa, occhi sugli utili A maggio, l’indice di sentiment sulle Borse europee si è attestato a 69,66 punti, in leggero rialzo rispetto ai 67,37 punti di aprile. Mentre sul piano economico, le sorprese positive sembrano ormai limitate, l’attenzione è ora rivolta agli utili aziendali e alle possibili revisioni al rialzo degli Eps (Earning per share). Dopo quattro anni di continue delusioni, infatti, ci sono segnali di miglioramento nei conti delle aziende europee.

E’ in linea con quello continentale, il giudizio su Piazza Affari (68,26 punti contro i 67 di aprile). Negli ultimi sei mesi (al 30 aprile), l’indice Ftse Mib ha guadagnato il 16,86%, grazie all’abbondante liquidità sul mercato immessa dalla Banca centrale europea con il programma di Quantitative easing. Anche sul fronte macro, sono emersi alcuni segnali positivi, seppure in un contesto ancora molto debole.

Usa, il quadro macro non convince L’indice di fiducia su Wall Street è leggermente salito a maggio passando dai 55,5 punti di aprile a 57,39. Alcuni dati macro deludenti hanno fatto sorgere il timore per una fine del ciclo espansivo, ma Francisco Torralba, senior economist di Morningstar Investment Management, esclude questa ipotesi per il momento. Ammette, però, che l’attuale situazione potrebbe allontanare ancora per un po’ l’innalzamento dei tassi di interesse dal parte della Federal Reserve. In ogni caso, quando accadrà, l’inasprimento sarà molto contenuto.

Tokyo, la lotta alla deflazione funziona Il MIISI sull’indice Nikkei 225 sale a 65,45 punti, confermando lo scenario positivo per il mercato azionario nipponico. I gestori apprezzano i risultati dell’Abenomics (serie di provvedimenti governativi per stimolare l’economia) e l’impegno della Banca del Giappone nel combattere la deflazione. La congiuntura è sostenuta anche da fattori temporanei esterni come il calo dei prezzi del petrolio e il basso livello dei tassi globali.

Gli emergenti aspettano la Fed A maggio, i gestori hanno confermato il sentiment sui mercati emergenti. Il MIISI è salito leggermente da 56,37 a 58,18 punti. In particolare, lo scenario sembra favorevole per l’area asiatica, grazie all’elevata liquidità e ai tassi bassi. Inoltre, la Cina dovrebbe trarre vantaggio dalla liberalizzazione del mercato e da politiche monetarie più morbide. Nelle aree in via di sviluppo, tuttavia, rimane l’incognita di “quando e quanto” la Fed rialzerà i saggi di riferimento.

Governativi senza direzione Il reddito fisso è il segmento più interessato dai cambiamenti nel sentiment dei gestori a maggio. L’indice MIISI sul BTp italiano a dieci anni è salito da 44,37 a 53,09 punti, il livello più alto dall’inizio dell’anno, quello sul Bund tedesco pari-scadenza è passato da 38,25 a 48,75 punti e infine quello sul Treasury da 35,75 a 47,5. Il mercato dei governativi non sembra indicare una direzione precisa, dopo aver inaugurato la stagione dei tassi negativi. I gestori sono convinti che le banche centrali continueranno a produrre effetti distorsivi e la divergenza nelle politiche monetarie rimarrà il driver principale nei prossimi mesi. Da un lato, gli investitori cercheranno maggior sicurezza, dall’altro rendimenti superiori (e quindi minor qualità del credito). In più, aumentano gli operatori che sono convinti che stia per cominciare una fase di inflazione e che quindi sia giunto il momento della risalita dei rendimenti.

Il debito emergente divide i gestori Un discorso a parte va fatto per il debito emergente. L’indice di sentiment è rimasto praticamente invariato intorno allo scenario neutrale a maggio. I gestori sono divisi tra previsioni negative, legate al futuro aumento dei tassi americani, e positive, che si spiegano soprattutto con la stabilizzazione della situazione geopolitica, dinamiche inflazionistiche meno pericolose e rendimenti attraenti.

Dollaro a fine corsa A maggio, l’indice MIISI sul rapporto di cambio tra euro e dollaro è rimasto invariato intorno ai 44 punti.  Il mercato valutario è stato molto volatile ad aprile e gli investitori ne hanno approfittato per riequilibrare le posizioni tra le due divise. Intanto, continuano a ragionare sugli effetti del dollaro forte sull’economia e sulle future decisioni della Federal Reserve.

 

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