Rame di nuovo in ascesa in scia alla politica monetaria di Pechino

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di Finanza Operativa 15 Maggio 2015 | 17:00

Il rame continua la propria fase di consolidamento grazie al bilanciamento tra domanda e offerta che sta caratterizzando il mercato del metallo rosso in questi ultimi giorni. “Le paura riguardante la debole domanda vengono bilanciate dalla speranza di una ripresa del difficile mercato immobiliare cinese, ripresa stimata per la fine del 2015 – affermano gli analisti di Wings Partners Sim – e  il taglio dei tassi d’interesse, apportato da Pechino nel week-end scorso, è stata l’ultima di una serie di manovre indirizzate a sostenere il debole settore immobiliare cinese, mercato che rappresenta un fondamentale driver della domanda di metalli industriali”. Non solo. “A sostenere ulteriormente il lato della domanda – aggiungono gli analisti di  Wings Partners Sim – la spesa fiscale cinese aumenta del 33,2% in aprile su base annua, incremento nettamente più consistente rispetto al dato di marzo, che mostrava una crescita più modesta pari al 4,4%”.

“Inoltre – continuano gli analisti della Sim milanese – troviamo un sostegno per un ulteriore fase rialzista anche dal punto di vista dell’offerta, vista la contrazione nel mese di aprile nella produzione di rame raffinato cinese pari al 5,2% su base mensile e vista la rivisitazione al ribasso, da parte del Cile, degli investimenti nel settore minerario. Il Cile, primo produttore al mondo di rame, stimava un investimento complessivo dal 2014 al 2023 pari a $105 mld, ma il dato viene rivisto al ribasso ad un valore di $74 mld per il periodo che va dal 2015 al 2024. Nel dettaglio, i fondi destinati ai progetti riguardanti le miniere di rame ammostano per circa $64 mld.

Tutti questi elementi puntano a favore di un potenziale ulteriore allungo del metallo rosso che, dopo aver toccato nelle contrattazioni della scorsa settimana i massimi del 2015 a quota 6.481 dollari, si ritrova a percorrere una fase laterale di mercato.

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