Torna la crescita, ma l’Italia resta fragile

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 18 Maggio 2015 | 16:00

a cura di Mazziero Reasearch

L’Italia torna a crescere e lo fa con un dignitoso +0,3% trimestrale, ma la variazione su base annua resta ancorata a zero; ora si potrebbe sperare di riagganciare la ripresa dell’Eurozona, se non fosse che la cosiddetta “congiunzione astrale” (i bassi prezzi del petrolio, un euro debole contro dollaro e il quantitative easing della BCE) stia già perdendo l’allineamento di due dei tre fattori favorevoli.

A questo punto il DEF, a un mese dalla sua approvazione, presenta già evidenti falle e questo non solo a causa della decisione della Consulta sulla Legge Fornero, ma proprio perché lo scenario di base prevede fattori esogeni troppo favorevoli e troppo stabili per un lungo periodo di tempo, sino al 2019.
Come se non bastasse anche i rendimenti dei titoli di Stato sono tornati a salire e questo potrebbe aggravare i conti di 2-3 miliardi da qui a fine anno.

In tale contesto il debito pubblico non accenna a diminuire, segnando un nuovo record a 2.185 miliardi; si tratta solo di una tappa intermedia in quanto secondo le stime Mazziero Research crescerà ancora superando 2.200 miliardi, per poi terminare l’anno tra 2.170 e 2.185 miliardi.

Proprio per questo i moniti sia del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco sia della Corte dei Conti andrebbero tenuti in debita considerazione e lo sforzo programmatico dovrebbe essere rivolto verso la messa in sicurezza dei conti del Paese.
Invece quel che appare è che la spending review, se ancora resta un tema attuale, non serva per ridurre il debito, ma per ampliare il livello di spesa. Il problema è che non sembrano esistere piani B e basta che qualcosa vada storto per trovarsi subito in affanno; a questo punto potrebbe riaffiorare la tentazione di lasciar scattare le clausole di salvaguardia, dato che ben tre Istituti, non meglio identificati dalla Corte dei Conti, avrebbero prodotto una ricerca sugli effetti benefici sul PIL di un aumento IVA.

L’Osservatorio Mazziero Research pone in grande risalto tutti questi temi, con approfondimenti, studi e statistiche condotti applicando un metodo di ricerca sviluppato in proprio nel corso di questi cinque anni di pubblicazione.

Stime debito pubblico per il mese di aprile e per fine 2015 I modelli previsionali della Mazziero Research stimano un debito pubblico per il mese di aprile 2015 compreso in una forchetta tra 2.192 e 2.195 miliardi; seppur con un minor grado di confidenza è possibile attendersi un debito intorno a 2.194 miliardi.
Nei prossimi due-tre mesi il debito pubblico supererà la quota di 2.200 miliardi, con un nuovo record compreso tra 2.208 e 2.216 miliardi; tenderà invece ad arretrare nel corso del secondo semestre terminando l’anno in una zona tra 2.170 e 2.185 miliardi.

 E’ possibile scaricare il XVIII Osservatorio sui dati economici italiani al 1 trimestre 2015 al link: Italia 1 trim 2015: Pil, debito & Co.

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