Attenzione al dollaro canadese

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di Finanza Operativa 22 Maggio 2015 | 09:17

Lo S&P500 si è riportato nuovamente sui massimi storici, con le borse europee ricorrelatesi ai flussi di investimento americani ed il valutario continua a rimanere dollarocentrico nel momento in cui vengono riassorbiti gli effetti iniziali di aumento di volatilità derivanti dalla pubblicazione di dati relativi alle economie principali non americane. Questa chiave di lettura sembra continuare a mostrare le propria validità e ieri ne abbiamo avuto evidenza soprattutto guardando alla reazione della sterlina sulla pubblicazione dei dati sulle vendite al dettaglio relative al mese di aprile, le quali hanno fatto registrare un +1.2% contro attese pari ad un punto percentuale in meno. Il pound è andato a salire in maniera interessante per poi consolidare vedremo tra poco su quali livelli, movimento seguito dall’euro ma non dallo yen, con l’australiano in sordina sul quale sono partiti iniziali acquisti di dollaro verso metà mattina, così come sullo yen ed in lieve ritardo sull’euro (mentre abbiamo assistito a vendite nel corso della notte).
Possiamo dunque continuare a seguire queste logiche interpretative ed oggi dovremo prestare attenzione soprattutto alle ore pomeridiane, quando verranno rilasciati i dati sull’inflazione americana, forse il dato più seguito al momento (insieme alla classica disoccupazione, o meglio, ai classici non farm payrolls, data la presenza di un tasso di partecipazione alla forza lavoro da parte dei disoccupati americani che spesso va a sporcare il dato singolo relativo al tasso di disoccupazione). Sappiamo infatti che la Yellen e company vogliono valutare un basket di dati prima di procedere con un rialzo di tassi, valutazioni che tout cour sono state rilasciate all’interno delle ultime minute del FOMC e che hanno iniziato a produrre effetti di slittamento a livello di aspettative, circa le tempistiche di inizio della normalizzazione della politica monetaria (confermatoci dai movimenti sui listini americani secondo la logica di ricerca di rendimenti superiori agli obbligazionari).
Pur non andando ad incidere sulle aspettative dunque, il dato di oggi potrebbe produrre comunque aumenti di volatilità da gestire dato anche il fatto che ci troviamo in chiusura di settimana, con gli occhi puntati anche sul dollaro canadese (ed i suoi cross), una divisa ultimamente molto tecnica e che vedrà la pubblicazione di dati su inflazione e disoccupazione in concomitanza delle release a stelle e strisce.
Eur/Usd Dopo avert entato degli avvicinamenti ai supporti sui quali avremmo studiato delle potenziali rotture ribassiste, l’euro ha ripiegato a rialzo andando a superare l’area passante per 1.1145 ma non estendendo fino a 12 figura, con 1.1180 intervenuto a frenata dei flussi di acquisto. Siamo poi rimasti all’interno di una brutta congestione che questa mattina sta cercando di spingere il dollaro a ribasso, con l’area da studiare prima di ragionare su potenziali accelerazioni a rialzo che passa sui massimi di ieri. Oltre essi il mercato potrebbe infatti trovare la forza di tentare delle estensioni verso 1.1200 (precisamente 1.1195 e 1.1215) area intorno alla quale potrebbe essere il caso di ragionare su potenziali prese di profitto in caso di valutazione di posizionamenti long, che potrebbero essere pensati (e dal punto di vista di R/R saremmo messi sicuramente meglio) nel momento in cui i prezzi dovessere tornare verso i livelli di supporto di brevissimo periodo, posizionati intorno a 1.1140 (estendibili fino a 30), tenendo conto che in caso di superamento a ribasso dell’area passante per 1.1105 potremmo assistere a tentativi di accelerazione verso i minimi studiati ieri.
Usd/Jpy Molto bello invece il dollaro yen, con la visita dei supporti studiati e la ripartenza dei prezzi che hanno colpito precisamente i primi target ipotizzati, prima di congestionare durante la restante parte della giornata e di scendere sulle vendite di dollaro della notte. Abbiamo avuto una divergenza rialzista a 15 minuti a terminazione della quale sono intervenuti i punti statici e la media a 21. Seguiamo il cambio con le stesse logiche viste sull’euro, con in questo caso resistenze (il dollaro è al numeratore, non al denominatore) che potrebbero intervenire in area 120.85 (estendibili fino a 95), per ritorni dei prezzi verso 120.65, area che se superata potrebbe lasciare spazio verso 120.45. Nel momento in cui dovessimo assistere a superamenti a rialzo di area 121.15 potremmo attenderci un ritorno verso i massimi di due giorni fa.
Gbp/Usd Buone le straategie difensive studiate ieri sulla sterlina, la quale ha rotto a rialzo le resistenze studiate e, superando l’area di 1.5610, ha raggiunto i target posti intorno a 1.5635 e 1.5660, andando a confermare il quadro di rimbalzo rialzista che si può osservare su un time frame a 4 ore e che mostra i prezzi in tenuta dalla parte bassa del canale ascendente con stocastico in sincronia con i prezzi. Ci troviamo ora all’interno di una fase di congestione che potrebbe essere sfruttata con ordini OCO a rialzo o a ribasso (per gli scalper)che a nostro parere può offrire delle buone basi operative, date le due buone situazioni tecniche a 4 ore ed oraria, sui cui aspetti ragioneremo amopiamente all’interno del nostro Morning Meeting. Studiamo dei possibili appoggi sui supporti statici e dinamici orari opassanti tra 1.5630 e 1.5645 per poter valutare evenutali acquisti di pound, con l’idea che ritorni sotto gli ultimi supporti visti (1.56 ¼ potrebbe rappresentare un buon trigger) potrebbero condurre verso 1.5560. Nel momento in cui i prezzi dovessero ripartire potremmo ipotizzare dei livelli iniziali di arrivo sui massimi di ieri e potenziali tentativi di estensione verso 1.5740, con quest’ultimo un livello raggiungibile anche in caso di rottura diretta dei massimi (potrebbe essere interessante, in questo caso, studiare dei pullback su time frame a 15 minuti).
Aud/Usd Ottima la tenuta delle resistenza impostate ieri, con i prezzi che hanno raggiunto i minimi che rappresentavano i target studiati, sui quali siamo arrivati con stocastico vicino all’ipervenduto il che non ha permesso la valutazione di estensione verso minimi ulteriori. Ci troviamo ora in rimbalzo, con un 15 minuti che restituisce delle aree di supporto passanti tra 0.7905 e 0.7915, all’interno delle quali poter ipotizzare acquisti di dollaro australiano, tenendo conto che in caso di superamento a ribasso dell’area passante per 0.7890 il mercato potrebbe puntare i minimi, sui quali effettueremo discorsi simili a quelli di ieri per valutare delle rotture verso 0.7830 e 0.78 figura. In caso di ripartenza, le quotazioni potrebbero tentare delle estensioni verso 0.7940 e 0.7960, livelli potenzialmente raggiungibili anche in caso di superamento diretto di area 0.7935.
A cura di Matteo  Paganini, FX analyst FXCM

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