Qual è lo stato di salute del mercato immobiliare Usa?

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di Finanza Operativa 26 Maggio 2015 | 16:00

Qual è lo stato di salute del mercato immobiliare USA? Un mercato solido I recenti dati relativi al mercato secondario degli immobili negli Stati Uniti hanno fornito un quadro interlocutorio facendo registrare un calo del 3,3% in Aprile con 5,04 milioni di transazioni dopo un ragguardevole 5,21 milioni nel mese precedente, come riportato dalla National Association of Realtors – lo scorso giovedi’ – a Washington; da segnalare, nel contempo, che i prezzi sono aumentati in virtu’ del minor numero di immobili sul mercato. Il contesto generale del mercato, pur in presenza di alcuni segnali incoraggianti, rimane fortemente condizionato dal livello dei redditi e dalla capacita’ degli acquirenti di assumersi nuova leva finanziaria,pur in presenza di tassi d’interesse ai minimi storici.

Gli economisti di Well Fargo, Tim Quinlan e Erik Nelson, segnalano che la forza del dollaro potrebbe creare alcune difficolta’ nonostante l’effetto negativo degli scioperi nella West Coast andra’ rientrando nelle settimane a venire. Comunque, l’ultimo dato relativo al numero medio di cittadini americani che hanno fatto richiesta di sussidio di disoccupazione e’ sceso al minimo da 15 anno e, nel contempo, l’indice del Conference Board relativo agli indicatori predittivi si trova ai massimi degli ultimi nove mesi. Positiva la reazione dei mercati con l’indice S&P 500 cresciuto dello 0,2% a 2130,82. Per cio’ che riguarda l’andamento del mercato delle case esistenti e’ da segnalare che il mese di aprile ha fatto registrare 5,23 milioni di transazioni dopo 5,19 del mese precedente con un ticket medio di ca $ 219.400; non va dimenticato, peraltro, che esso rappresenta il 90% del mercato residenziale, mentre i contratti relativi alle case di nuova costruzione coprono circa il restante 8/10%.

L’andamento positivo del mercato se da un lato puo’ diminuire la capacita’ dei compratori, dall’altro incrementa il valore degli immobili esistenti e soprattutto aumenta il ratio tra valore della proprieta’ e ammontare del debito contratto. Positivi anche i segnali relativi al numero di “first time buyers” ovvero coloro i quali si affacciano per la prima volta sul mercato, anche se come dichiarato da Lawrence Yun, la velocita’ con la quale cio’ avviene e’ ancora decisamente lenta. In definitiva, possiamo dire che – sebbene non tutti gli elementi siano positivi, i segnali sono incoraggianti, come ad esempio il fatto che si impiegano 39 giorni in media per chiudere una transazione invece dei 40 dello scorso anno.

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