Quindi sarà Grecia fuori o dentro dall’euro? Il punto tecnico sul mercato Forex

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di Finanza Operativa 2 Giugno 2015 | 09:45

I temi di discussione che hanno caratterizzato la settimana appena trascorsa e che, con alta probabilità, andranno a delineare le linee guida dell’attuale non risultano diversi dal tandem commentato durante le ultime settimane: dollaro e Grecia, con il primo a fare da catalizzatore di flussi di investimento ed a ricoprire il ruolo di bussola dei mercati e la seconda che, a dire il vero, non ha portato grande scompiglio (per ora), andando a provocare effetti soltanto sui listini, movimenti quest’ultimi tra l’altro abbastanza contenuti rispetto agli effetti che si sarebbero potuti verificare di fronte a notizie negative certe, le quali, per il momento, non sono arrivate. E proprio dalla conclusione del meeting del G7 tenutosi a Dresda e sul quale abbiamo messo in guardia durante le ultime sedute di trading vogliamo partire, prendendo atto di come, per la prima volta, il FMI abbia parlato apertamente della possibilità che la Grecia esca dall’euro, una dichiarazione che si è cercato di smorzare tramite le parole del numero uno della Commissione Europea Juncker il quale ha sottolineato (mostrando dunque un ottimismo maggiore a riguardo) come verrà trovata una soluzione “nei prossimi giorni o settimane”. Ha parlato anche il segretario del Tesoro americano il quale ha lasciato intendere come il 5 giugno possa non rappresentare la “scadenza ultima” per valutare la capacità del Paese di trovare un accordo soddisfacente con i creditori, mostrando in qualche modo una potenziale apertura verso negoziati più concreti da parte dell’America. Tutto e niente dunque da un meeting all’interno del quale, stando a fonti ufficiali, si è affrontato il tema greco soltanto per pochi minuti, un tema superato da quello relativo al finanziamento al terrorismo ed alle valute virtuali, stando a quanto dichiarato dalla Germania. Settimana scorsa ci siamo azzardati a definire qualsiasi notizia relativa alla Penisola ellenica come un rumor (data la poca chiarezza che caratterizzava – e che continua a farlo – le diverse notizie susseguitesi e la reazione dei prezzi) ed, almeno fino alla fine di questa settimana, potremmo riproporre questa chiave di lettura che vede un dollaro in pausa e borse che alternano momenti di rialzi con sedute ribassiste, non ancora caratterizzanti dei potenziali movimenti strutturali di ribasso. Sarà una settimana molto interessante anche dal punto di vista delle pubblicazioni macro e delle riflessioni a livello di politiche monetarie da parte di RBA, BCE e BoE, con le tre banche che si riuniranno rispettivamente questa notte, mercoledì e giovedì e con diversi dati di cui cominceremo a parlare domani (tra cui l’inflazione dell’area euro domattina) che culmineranno con i Non Farm Payrolls di venerdì.

Eur/Usd Grafico contrastato sull’euro, con i prezzi allì’interno di quella che potrebbe risultare una potenziale bandiera di correzione su un movimento principale ribassista, la quale però ha condotto le quotazioni al di fuori di quella che poteva essere considerata la linea di tendenza principale ribassista e che quindi ci porta a considerare anche il fatto che la price action si stia sviluppando a massimi e minimi crescenti. Una tale situazione ci porta a ragionare su potenziali acquisti in stop nel momento in cui dovessimo assistere a rotture rialziste di area 1.1015, con il mercato che potrebbe tentare delle accelerazioni verso 1.1045 (se raggiunta l’area l’idea di mantenere parte della posizione verso 1.10 ¾ non sembra malvagia), o a potenziali vendite altrettanto in stop nel momento in cui i prezzi dovessero superare a ribasso l’area che si distribuisce intorno a 1.0915, con potenziali tentativi di accelerazione verso 1.0860 ed eventuali estensioni sui minimi.

Usd/Jpy L’area che si distribuisce tra 123.50 e 123 ¾ potrebbe rappresentare una buona zona di supporto all’interno della quale poter ragionare su potenziali acquisti di dollaro, per ripartenze verso 124.10, i massimi di settimana scorsa ed eventuali tentativi di estensione verso quei lidi che cominciano a passare per area 125.60 ma che, prudenzialmente, stimiamo in 124.85, con l’idea che nel momento in cui i prezzi dovessero superare a ribasso l’area passante per 123.15 il mercato potrebbe tentare dapprima delle sortite verso 122.85, per poi poter tentare eventuali estensioni verso 122.40.

Gbp/Usd La sterlina si sta muovendo all’interno di quella che potrebbe rivelarsi una figura di continuazione del primario trend di breve periodo, ancora decrescente. Ci troviamo di fronte a prezzi che stanno infatti muovendosi all’interno o di un triangolo o di una potenziale bandiera di continuazione ribassista, con la possibilità di seguire tutta l’area che si distribuisce tra 1.5335 e 1.5355 come potenziale zona di resistenza all’interno della quale poter ragionare su eventuali acquisti di dollaro, tenendo conto che in caso di ripartenza oltre area 1.5385 il mercato potrebbe tentare degli approfondimenti verso 1.54 ¼, con l’idea di seguire una potenziale divergenza ribassista oraria (che potrebbe svilupparsi anche prima delle resistenze viste) per ritorni verso (in entrambi i casi) 1.53 figura, 1.5270 ed i minimi.

Aud/Usd Congestione anche sul dollaro australiano, con i prezzi che si stanno distribuendo all’interno di una potenziale figura di continuazione del trend di breve periodo in atto. Potrebbe essere possibile ragionare su eventuali acquisti di dollaro americano fino a quando il mercato dovesse mantenersi sotto l’area che si distribuisce tra 0.76 ¾ e 1.7685, per ritorni verso 0.7645, i minimi e potenziali estensioni verso 0.7595, con l’idea che nel momento in cui i prezzi dovessero portarsi oltre area 0.7710 il mercato potrebbe tentare delle accelerazioni verso 0.7735 e 0.7760.

di Matteo  Paganini, analista di Fxcm

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