In stand-by in attesa del referendum greco. Il punto tecnico sul mercato Forex

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di Finanza Operativa 2 Luglio 2015 | 09:00

60 milioni. Questa secondo Juncker la distanza che separava il raggiungimento dell’accordo tra creditori e Grecia che ora non avranno più contatti fino a quando non arriveranno gli esiti del referendum. L’Eurogruppo tenutosi ieri infatti ha avuto come risultato un allineamento dei ministri finanziari dell’area euro con la volontà della Germania, la quale aveva fatto sapere già nel pomeriggio, in risposta alla lettera inviata da Tsipras a BCE, FMI e Commissione Europea all’interno della quale si chiedeva la proroga del programma di aiuti di altri due anni, che non avrebbe valutato neanche lontanamente questa proposta e che avrebbe atteso l’esito della consultazione di domanica. Stallo insomma e novità che non dovrebbero giungere fino al week end, dove si deciderà se accettare le misure di austerity proposte dalla troika ovvero dove non si accetteranno. Nel primo caso, Tspiras, con una probabilità vicina al 100%, dovrebbe dimettersi e si ricomincerebbe il teatrino di aiuti che tra un anno (o forse meno) ci riporterà di fronte ad una situazione uguale a quella che stiamo vivendo, con conti ulteriormente peggiorati. Nel secondo caso, Tsipras è convinto che si potranno ottenere condizioni migliori da parte dell’Europa, staremo a vedere cosa accadrà. Nel frattempo, le Borse risultano essere le maggiori interessate dal punto di vista delle reazioni del mercato e ieri abbiamo rivisto dei tentativi di ritornare ad un valutario dollaro centrico, con dollari acquistati contro tutte le valute principali seppur con classi di volatilità differenti e con le materie prime nuovamente sotto pressione (il caso più eclatante è rappresentato dal petrolio, sceso da quota 59 a oltre 57 – ora seguiamo rimbalzi verso le resistenza per curare possibilità di nuove vendite). Raccomandiamo prudenza, leve basse e stop sempre in macchina; i rumor, nel momento in cui dovessero arrivare, potrebbero portare a reazioni inaspettate dei prezzi. Questo pomeriggio sarà in turno anche delle pubblicazioni sul mercato del lavoro americano, anticipate di un giorno rispetto alla normalità a causa della festa dell’indipendenza negli Stati Uniti che si festeggerà domani e sabato.

Eur/Usd Tentativo di rottura ribassista ieri pomeriggio sul riallineamento di forza di dollaro che prima era partita contro sterlina, yen e dollaro australiano. Il mercato ha sentito in maniera buona l’importante livello che passa intorno a 1.1060, area che cureremo per valutare potenziali approfondimenti rialzisti del biglietto verde verso 1.1035, che se superato potrebbe lasciare spazio verso 1.0990 e verso l’area che si distribuisce tra 1.0960 e 1.0970. Non considereremo potenziali vendite in limit, se non all’interno dell’area che si distribuiscetra 1.1100 e 1.1115, area raggiungibile in caso di superamento di 1.1085 (che potrebbe essere considerata come area di stop in caso difalsa rottura ribassista), per ritorni verso 1.1080, 1.1060 ed eventualmente estensioni verso i livelli più bassi già visti, tenendo conto che in caso di superamento rialzista di area 1.1135 il mercato potrebbe tentare delle estensioni iniziali verso 1.1165.

Usd/Jpy Buona salita del UsdJpy sulla salita di borse, il che conferma la correlazione che vede lo yen come potenziale valuta di rifugio nel momento in cui le borse ed il rischio in generale dovessero essere vendute in maniera pesante. Ci troviamo ora sopra la media a 21 oraria che, insieme all’area che si distribuisce tra 123.10 e 123 ¼, potrebbe rappresentare un’area dove poter valutare eventuali acquisti di dollaro per ripartenze verso 123.30, 123.45 ed eventuali estensioni verso 123.70, area che se raggiunta potrebbe condurre alla decisione di mantenere parte della posizione verso 124.00, con l’idea che in caso di discesa oltre area 122.85 i prezzi potrebbero tentare delle estensioni verso 122.55 (attenzione all’area ¾ che potrebbe intervenire).

Gbp/Usd Buona rottura ribassista della sterlina che ora si trova in tentativo di approfondimento ribassista dopo la formazione di un triangolo di continuazione, che potrebbe anche trasformarsi in bandiera. Curiamo con attenzione la possibilità di considerare sia vendite in limit (all’interno dell’area che si distribuisce tra 1.5620 e 1.5635) sia in stop (sotto area 1.5595 per chi è più propenso al rischio o sotto 1.5585 per chi fosse più conservativo) per estensioni che potrebbero condurre verso 1.5540. Nel caso in cui i prezzi dovessero superare area 1.5650 cominceremmo ad entrare all’interno di un’area critica di resistenza che a nostro parere dev’essere ben superata prima di farci considerare dei posizionamenti lunghi. Essi infatti potrebbero essere considerati a partire da prezzi sopra area 1.5695 (per chi fosse davvero propenso al rischio si può azzardare un 1.5675), preferiamo lavorare con stop fissi in macchina a meno di vendite importanti di dollari sui NFP delle ore 14.30, ci collegheremo prima apposta, per aggiornare i livelli.

Aud/Usd Bella rottura ribassista ieri che ha seguito la discesa del neozelandese. Siamo ora sotto la media a 21 oraria che è già intervenuta con i punti statici passanti per 0.7650 come resistenza ed ora curiamo la possibilità che avvengano della rotture ribassiste verso 0.7610 e 0.7585, con lidea che per assistere a ritorni verso 0.76 ¾ e figura occorra passare a rialzo l’area passante per 0.7665.

di Matteo  Paganini, analista di Fxcm

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