Inflazione: l’ultimo dato potrebbe annebbiare la nostra capacità di giudizio?

A
A
A
di Finanza Operativa 9 Giugno 2015 | 16:00

a cura di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas

La correzione dei mercati obbligazionari la scorsa settima suggerisce che, nel breve termine, la volatilità rimarrà elevata. Di ritorno dal clima caldo degli Emirati Arabi Uniti, resto positivo sul contesto macro-economico dei prossimi trimestri sebbene, nonostante la sensazione di benessere generale dovuta alla piacevolezza del clima, non riporrei troppa fiducia nel barometro. Nel brevissimo termine, l’andamento dei negoziati con la Grecia potrebbe generare ulteriore volatilità sui mercati obbligazionari dell’Eurozona dato che la protezione offerta dal QE della BCE è attualmente modesta. Anche se continuiamo a ritenere che, a giugno, i rendimenti in Eurozona ricominceranno a scendere non appena la liquidità sui mercati inizierà a ridursi, riteniamo che, essendo in aumento la poche di liquidità detenuta dagli investitori, il bond tantrum potrebbe prolungarsi fino ai primi di luglio. Molti investitori non vorranno, infatti, assumere un maggior rischio alla luce di un probabile rialzo dei tassi della Fed a partire dalla riunione dell’FOMC di settembre.

L’attenzione dei prossimi mesi si focalizzeà sull’andamento delle stime di inflazione. Negli Stati Uniti, oltre all’impatto derivante dal primo rialzo dei tassi, la forza dell’inflazione salariale darà indicazioni sul ritmo di inasprimento monetario che la Fed attuerà nel 2016. Nell’Eurozona, le stime di inflazione alimenteranno il dibattito sul comportamento della BCE dopo settembre 2016. In questo contesto, l’inflazione di maggio è stata sostenuta dall’andamento dei prezzi energetici, ma il significativo rialzo dell’inflazione core, dallo 0,6% allo 0,9%, ha sorpreso la maggior parte degli analisti. In parte tale rialzo è dovuto a fattori temporanei: il considerevole ed insolito crollo dei prezzi nei settori Culture e Leisure, avvenuto in Germania a maggio 2014, quest’anno non si è ripetuto mentre in Italia, alla luce delle date nelle quali sono cadute le festività pasquali, si è assistito ad un insolito rialzo dei prezzi dei servizi. Gli effetti di questi fattori favorevoli dovrebbero invertirsi a giugno.

Più in generale, con alcune eccezioni (per esempio Brasile, Turchia, Russia e India), l’inflazione a livello globale è ancora contenuta. In particolare, l’inflazione è al di sotto del target in 29 dei 34 paesi OCSE e, nella metà di essi, è molto bassa anche in termini assoluti. Sebbene gli effetti favorevoli dovuti all’andamento dei prezzi dell’energia continueranno a sostenere l’inflazione headline nel corso dei prossimi trimestri, non pensiamo che ciò possa rappresentare l’inizio di un trend di lungo periodo caratterizzato da un rialzo dell’inflazione in molti paesi fino al raggiungimento dei loro target.

In primo luogo, a livello mondiale vi è ancora un significativo eccesso di offerta di manodopera. Come mostrato dal nostro leading indicator sul commercio, il ritmo della globalizzazione è rimasto contenuto fin dall’inizio della crisi finanziaria, mentre la capacità produttiva mondiale continua ad influire sul trend ribassista dei prezzi. In secondo luogo, nonostante la significativa espansione di bilancio delle banche centrali, l’inflazione è rimasta debole. Le banche centrali non sono quindi più credibili nel loro intento di alzare le stime e le aspettative di inflazione : gli istituti possono contenere il rischio di deflazione, ma l’efficacia delle loro politiche monetarie è chiaramente compromessa. Infine, il pricing power delle imprese si è notevolmente ridotto a causa dalla debolezza della domanda a livello globale e dei cambiamenti tecnologici.

L’inflazione tenderà ad aumentare nel corso dei prossimi mesi, soprattutto a causa dell’andamento del prezzo delle materie prime energetiche. I movimenti del prezzo del petrolio saranno anche fondamentali per capire l’andamento dell’inflazione nel breve termine. A mio avviso dovremmo analizzare con attenzione le valutazioni dell’IEA relative all’andamento della domanda globale di petrolio. A giugno 2014, la significativa revisione al ribasso della domanda mondiale di petrolio da parte dell’IEA ha rappresentato uno dei catalizzatori che hanno successivamente determinato l’inizio del crollo del prezzo del petrolio. Quando vedo che anche ad Abu Dhabi le persone guidano sempre più auto a GPL o ibride, mi convinco di come l’efficienza energetica globale possa migliorare in maniera superiore alle attese. Dal punto di vista dell’offerta, sarà anche interessante osservare l’andamento del numero di piattaforme per l’estrazione del petrolio in USA, che si è recentemente stabilizzato. L’idea di una normalizzazione dell’inflazione globale potrebbe rappresentare solo una temporanea illusione.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Investimenti: la nuova frontiera del Metaverso

Mercati, Prismi: cresce e migliora l’offerta. L’analisi

Raccomandazioni di Borsa: i Buy di oggi da Anima a Wiit

NEWSLETTER
Iscriviti
X