Msci posticipa l’ingresso delle A-Shares cinesi negli indici. Il commento di Fidelity

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di Finanza Operativa 10 Giugno 2015 | 16:30

“Nonostante la possibile delusione a breve termine da parte degli investitori privati cinesi, la decisione non coglie di sorpresa e non riteniamo possa provocare scossoni di mercato significativi”. Questo il commento alla la decisione di MSCI di posticipare l’ingresso delle azioni cinesi di classe A nei propri indici di Matthew Sutherland, Responsabile della gestione prodotti per il mercato asiatico di Fidelity Worldwide Investment che spiega:

“L’accesso al mercato interno cinese è stato semplificato dallo sviluppo del programma Hong Kong-Shanghai Connect. In precedenza potevano accedere al mercato A-Share soltanto gli investitori in possesso di quote come Qualified Foreign Institutional Investor (QFII) o Renminbi Qualified Foreign Institutional Investor (RQFII), entrambe di dimensioni limitate e senza liquidità giornaliera.

Il programma Connect, tuttavia, pone ancora degli ostacoli, come i problemi sulla proprietà effettiva e i diritti alle distribuzioni di capitale, nonché aspetti legati al pre-funding e pre-delivering per acquisti e vendite. Inoltre, non tutte le A-Share di Shanghai sono coperte dal programma e per il momento, l’altro mercato A-Share, Shenzhen, non ha un programma Connect, sebbene se ne attenda l’annuncio a breve.

Gli investitori più preoccupati sono senza dubbio i fondi passivi, che devono essere in grado di eguagliare un benchmark in modo esatto, ricalibrandosi con cadenza giornaliera e offrendo liquidità quotidiana. Ed è proprio perché questi fondi non possono ancora farlo via Connect che MSCI ha scelto di posticipare l’ingresso delle AShare nei suoi indici, annunciando però l’intenzione di includere le A-Share una volta risolti questi problemi. MSCI lavorerà quindi a stretto contatto con le autorità cinesi per cercare di identificare e risolvere gli aspetti più complessi. La soluzione a tali problemi sarà un passo importante nell’apertura della Cina e potrebbe anche aiutarla a ottenere l’inclusione del renminbi nel paniere Special Drawing Rights (SDR) del Fondo Monetario Internazionale delle valute più negoziabili del mondo. L’ingresso delle A-Share, quando avverrà, sarà gestito con gradualità. Secondo alcune analisi ciò potrebbe tradursi in flussi in entrata da parte di strumenti passivi per circa 2 miliardi di dollari. Alla fine le azioni di classe A sarebbero interamente incluse, potenzialmente portando i flussi a 33 miliardi di dollari. Tutto ciò è positivo e costituisce un driver di crescita in quanto aumenterebbe l’importanza della Cina sui mercati mondiali. Fidelity recentemente ha acquisito un’ulteriore quota di QFII per un valore complessivo che si attesta sui 1,2 miliardi di dollari, cioè più di ogni altro asset manager internazionale. Siamo infatti uno dei più grandi ed esperti investitori in questo mercato.

Nonostante la crescita registrata su questo mercato, il nostro team di analisti specializzati sull’azionario cinese continua a individuare titoli con potenziale di ulteriore apprezzamento nel mercato delle A-Share. Vi sono infatti ancora società di qualità con valutazioni e dividend yield interessanti”.

“La Cina rappresenta oltre il 14% del PIL mondiale ma attualmente meno del 3% del benchmark globale MSCI ACWI – afferma Paolo Federici, Managing Director Southern Europe and Latin America di Fidelity Worldwide Investment –  Fidelity possiede una conoscenza particolarmente approfondita del mercato azionario e di quello obbligazionario cinesi, sui quali ha maturato nel tempo una esperienza unica. Gli investitori Europei e italiani hanno avuto modo di beneficiare della straordinaria storia di crescita e riforme della Cina anche grazie alle soluzioni uniche sviluppate da Fidelity proprio per cogliere i trend più promettenti presenti in questo mercato.

In particolare in ambito azionario FF China Consumer Fund è il fondo di riferimento per trarre beneficio dal tema delle riforme e della crescita dei consumi in Cina, con un focus specifico sui settori della “Nuova Cina”, mentre il FF China Focus Fund è la soluzione per chi fosse interessato ad un approccio “value”, volto a identificare i titoli il cui valore è sottovalutato dal mercato, che includa sia i settori della “Nuova Cina” sia quelli più tradizionali”.

Jing Ning, Gestore di FF China Focus Fund, investe oltre il 10% del fondo che gestisce nelle azioni di classe A (fonte FIL al 30.04.15). Il gestore commenta: “le prospettive del comparto A-Share sono incoraggianti, soprattutto considerando gli ottimi flussi di cassa disponibili e i buoni rendimenti associati a questi titoli. Tuttavia la corsa al rialzo delle azioni A è stata spesso contrassegnata da grandi oscillazioni quotidiane. Ciò è legato al fatto che oltre l’80% del volume giornaliero di contrattazioni delle A-Share deriva dagli investitori privati, molti dei quali stanno investendo per la prima volta. Pertanto per trovare valore in questo segmento occorre guardare dove gli altri non sono ancora arrivati, trovando azioni e settori che offrono opportunità concrete di valore e crescita nel medio e lungo periodo. Per fare ciò mi avvalgo di una solida struttura di ricerca proprietaria, che compie analisi approfondite sui singoli titoli, sui loro concorrenti, sui clienti e i fornitori, con l’obiettivo di identificare opportunità non correttamente prezzate dal mercato”.

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