Riboldi (Banor Sim): “L’Italia farà meglio degli altri mercati azionari”

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di Finanza Operativa 11 Giugno 2015 | 12:30

Banor Sim, la più grande Sim italiana indipendente specializzata nella gestione di capitali e nella consulenza su grandi patrimoni presenta i risultati delle linee di gestione e fa il bilancio di 10 anni di lavoro del team. Nel primo trimestre di quest’anno gli asset in gestione discrezionale sono passati da 1,26 miliardi a 1,37 miliardi, portando la massa complessiva amministrata di Banor Sim vicino a 4 miliardi. E’ stata un’ulteriore conferma del trend di crescita della raccolta; negli ultimi 10 anni infatti la massa gestita è più che triplicata (+340%). La clientela di Banor Sim comprende la maggiori famiglie imprenditoriali italiane, oltre a diversi investitori istituzionali che ormai da anni rinnovano la loro fiducia nel team di professionisti di Banor Sim.
Alla raccolta italiana di Banor Sim si aggiungono gli oltre 700 milioni di Euro di asset gestiti dalla partecipata Banor Capital Ltd, società di gestione inglese (autorizzata FCA). Banor Capital gestisce clientela internazionale tra cui Banor SICAV, una Sicav Lussemburghese multicomparto con una gamma di prodotti di nicchia a forte valore aggiunto dedicati ad investitori sia privati che istituzionali.
“Siamo nati 15 anni fa, ma è da 10 anni che questo team lavora insieme e porta risultati eccellenti come dimostrano le performance delle nostre linee di gestione” ha chiarito Massimiliano Cagliero, Amministratore delegato di Banor SIM. Luca Riboldi, Direttore degli Investimenti, è a capo della squadra di gestione che comprende, tra gli altri, Angelo Meda, Responsabile Azionario; Tomaso Mariotti, Responsabile Obbligazionario; Roberto Bianchi, Responsabile selezione fondi e linea internazionale. Il team si compone inoltre di altri 8 professionisti tra cui 3 analisti CFA.
“Sentivamo il bisogno di condividere con il mercato e i nostri clienti la soddisfazione per questi risultati ed esprimere la nostra gratitudine a chi da oltre 10 anni ci da fiducia” ha concluso Cagliero, illustrando i progetti per il futuro.
Banor SIM conferma i suoi piani di crescita per il biennio 2015-2016: espansione nel nord est e consolidamento nel centro nord anche grazie ad un piano di reclutamento di nuovi e selezionati private banker e la continua acquisizione di nuova clientela sia privata che istituzionale.
“Stiamo rafforzando la nostra presenza locale in Italia e all’estero. Intendiamo consolidare la nostra offerta e consulenza agli investitori istituzionali, oltre che alla clientela privata, con un’attenzione particolare agli investitori istituzionali americani.
Attraverso la partecipata Banor Capital siamo inoltre presenti a Londra e Lussemburgo. È con questa società basata a Londra, che gestisce i fondi della Banor Sicav, che verrà inaugurata l’apertura al mondo retail con il collocamento dei fondi armonizzati UCITS IV attraverso la distribuzione sulle principali piattaforme di vendita e con accordi di distribuzione con banche e reti. E’ di poche settimane fa, infatti, l’accordo di distribuzione con Allfunds Bank anche per la clientela retail.
“Nel 2014 gli investitori hanno riscoperto i mercati azionari europei e in particolare la Borsa Italiana. Noi crediamo che vi siano le condizioni perché l’indice azionario italiano dopo anni di delusioni possa fare meglio degli indici dei principali mercati azionari sviluppati (Germania, USA, Francia). Il rapporto prezzo/patrimonio netto della borsa italiana è poco sopra 1 mentre l’indice tedesco sta a 1,75, quello Giapponese a 1,85 e quello americano vicino a 3. Questo è dovuto alla scarsa redditività delle aziende Italiane, specie del settore bancario e di quelle molto esposte al mercato domestico. Se verranno attuate le riforme che il governo Renzi sembra voler continuare a fare a passo veloce, allora ci saranno ampi spazi per migliorare i margini di profitto delle aziende Italiane. Questi ultimi, infatti, sono oggi compressi a causa dell’elevata tassazione, dalla scarsa produttività, dalla pesante burocrazia e da un elevata disoccupazione che frena la ripresa dei consumi. Oltre a ciò non va dimenticato il problema della corruzione ancora diffusa nel nostro Paese.
Da inizio anno assistiamo ad una costante sovraperformance dell’indice europeo rispetto a quello USA, soprattutto in valuta locale. Tutti i mercati azionari europei registrano performance ampiamente positive, con l’indice italiano tra i migliori d’Europa da inizio anno. Tutti segnali positivi che beneficiano dell’effetto dell’Euro debole e del basso prezzo del petrolio, ma che potranno consolidarsi in una crescita strutturale e non ciclica solo se continuerà il processo di riforme del Paese” ha spiegato Luca Riboldi, direttore investimenti di Banor Sim.
Riboldi continua commentando l’andamento dei mercati e illustrando la performance delle gestioni patrimoniali realizzate dal team che oggi compie 10 anni di lavoro insieme: “siamo tra i pochissimi operatori in Italia che possono vantare risultati e performance certificati; anche Il nostro processo d’investimento è certificato – Le nostre metodologie di investimento ed il nostro numeroso team di analisti/gestori buy side (che fanno cioè ricerca ed analisi di settore su scala globale ad esclusivo utilizzo interno) ci hanno consentito dal 2004 ad oggi di battere ogni anno di circa 350 punti base (3.5%) i benchmark di riferimento delle nostre linee di gestione.”
Dal 2013, infatti, BANOR ha ottenuto la certificazione di conformità agli standard GIPS (Global International Perfomance Standards) del proprio processo di investimento e delle performance, rilasciata da Price Waterhouse Coopers. Sono sette le linee di gestione patrimoniale di Banor SIM. Ciascuna è caratterizzata da universi investibili e stili di gestione ben definiti, con profili di rischio variabili che includono investimenti azionari globali e regionali, obbligazionari, valutari, sulle materie prime e flessibili. Le due linee più rappresentative di Banor SIM sono:
VALUE è la linea di gestione che meglio incarna la filosofia d’investimento del Value Investing teorizzata dagli americani Graham e Dodd della Columbia Business School di New York. La linea Value 30, con un investimento medio in azioni di circa il 25%, ha ottenuto un rendimento cumulato da gennaio 2004 ad aprile 2015 dell’81,9% contro un benchmark che nel medesimo periodo ha realizzato un rendimento del 42,5%. La linea Value 100, con un investimento medio del 75% circa in azioni, ha realizzato nel medesimo periodo un rendimento del 119,4% contro il 48,9% del rispettivo benchmark.
HIGH FOCUS abbina l’approccio bottom up attraverso l’analisi fondamentale dei titoli ad una selezione opportunistica con un’asset allocation flessibile e dinamica. La linea High Focus 30 con un investimento medio in azioni del 30%, da gennaio 2004 al 30 aprile 2015 ha realizzato una performance dell’85,3% contro il 53,7% del proprio benchmark di riferimento nel medesimo periodo.

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