L’Europa festeggia troppo presto il possibile accordo con Atene, ma Fmi rovina la festa

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di Finanza Operativa 11 Giugno 2015 | 18:05

I principali indici della Borsa di Atene hanno chiuso con rialzi superiori agli 8 punti percentuali sulla scia delle attese positive sull’esito delle negoziazioni tra Atene e creditori. Nonostante il taglio del rating sul debito del paese ellenico da parte di S&P’s le indiscrezioni di ieri sull’apertura del cancelliere tedesco Angela Merkel a concedere nuovi fondi alla Grecia in cambio di riforme ha allentato notevolmente le tensioni sui negoziati.
L’accordo come affermato da Draghi dovrà comunque essere forte (puntare a crescita, giustizia sociale e sostenibilità). Crediamo che, nel compromesso, vi siano elevate probabilità che possano entrare i target di avanzo primario (piu’ vicini a quelli richiesti da Atene 0,6% nel 2015, 1,5% nel 2016), l’aumento dell’IVA (modifica delle aliquote) e il piano di privatizzazioni. Sarà molto interessante se si inserisse nell’accordo anche una riforma delle pensioni in modo da rendere il sistema pensionistico greco sostenibile. I creditori hanno richiesto di inserire regole molto più stringenti per le pensioni anticipate, l’aumento dell’età pensionabile, il consolidamento dei fondi pensione e la fine dei ricchi benefici per alcune categorie di persone. Riteniamo invece quasi impossibile che possa essere inclusa anche una riforma sul mondo del lavoro (aumento del salario minimo, reintroduzione della contrattazione collettiva, sussidi, tagli del personale), considerate anche le notizie odierne con la riapertura della TV di stato ERT chiusa 2 anni per le misure di austerity. Sul fronte occupazionale (oggi uscite anche le cifre macro su disoccupazione nel primo trimestre al 26,6% in rialzo dal 26,1% del trimestre precedente), Tsipras non sembra intenzionato a soddisfare le richieste dei creditori internazionali, mantenendo così le promesse fatte nei mesi scorsi in campagna elettorale.
A rovinare la festa, cambiando radicalmente il sentiment sui mercati, è arrivato il Fondo Monetario Internazionale che ha comunicato che vi sono forti divergenze e le trattative sono molto lontane dal raggiungere un accordo. Rimangono notevoli ostacoli nel trovare un compromesso su pensioni e tasse e il team di tecnici del FMI è tornato a Washington a causa dell’impossibilità nel fare progressi con lo staff di economisti del paese ellenico.
Rimane evidente come è la volatilità a regnare sui mercati. Dichiarazioni su possibile accordo avevano portato gli indici europei a guadagnare quasi 2 punti percentuali per tutta la seduta e poi le parole del portavoce del FMI hanno eliminato tutti i guadagni. Non crediamo possibile che l’accordo possa saltare solamente con l’opposizione del Fondo. Sappiamo come il Fondo sia molto legato agli Stati Uniti, forti sostenitori di un accordo nel brevissimo periodo. Riteniamo che il gruppo di creditori internazionali (Brussels Group) stia cercando di inserire più riforme possibili nel nuovo pacchetto di aiuti. Se sul fronte occupazionale difficilmente si riuscirà a ottenere risultati concreti, la riforma del sistema pensionistico verso la sostenibilità di lungo periodo potrebbe essere una grande conquista da parte del Brussels Group.
Asia forti timori per MERS, Korea abbassa i tassi d’interesse per evitare effetti negativi su economia. Intanto si segnala un aumento delle tensioni in Asia per la diffusione in Korea della MERS la Sindrome respiratoria mediorientale. E’ intervenuta anche la banca centrale di Seoul ad abbassare il costo del denaro per limitare gli effetti negativi delle paure per la malattia sull’economia.
A cura di Filippo Diodovich, market strategist di IG

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