Asia, calano le pressioni inflazionistiche

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di Finanza Operativa 15 Giugno 2015 | 17:00

A cura di Andrew Harmstone, Managing Director Portfolio Manager Morgan Stanley Im
La view sul Giappone…
ECONOMIA. All’inizio di maggio Markit ha segnalato una leggera flessione dell’indice Pmi per il settore manifatturiero giapponese, dai 50,3 punti di marzo ai 49,9 di aprile, un livello coerente con un deterioramento molto graduale delle condizioni operative. L’istituto di statistica nazionale ha riferito che a marzo la spesa al consumo mensile media per famiglia è stata pari a 317.579 yen, in calo dell’8,1% in termini nominali e del 10,6% in termini reali rispetto allo stesso mese del 2014. Il Ministero dell’economia, del commercio e dell’industria (Meti) nipponico ha reso noto che a marzo la produzione industriale è diminuita dello 0,3% in termini destagionalizzati e dell’1,2% su base annua. Il governo aveva in precedenza segnalato che il Pil reale era cresciuto dello 0,6% su base destagionalizzata nel quarto trimestre del 2014 rispetto ai tre mesi precedenti.
Dopo aver ampliato il programma di acquisto a ottobre, a fine aprile la Banca del Giappone ha lasciato invariata la propria politica monetaria. L’istituto acquisterà titoli di Stato nazionali (Jgb) aumentando le masse a un ritmo annuale di circa 80.000 miliardi di yen. La scadenza media residua dei titoli acquistati sarà di 7-10 anni. La banca centrale acquisterà anche exchange-traded fund (Etf) e fondi immobiliari giapponesi (J-Reit) aumentando rispettivamente le consistenze a un ritmo annuale di 3000 e 90.000 miliardi di yen circa. Saranno conservate le posizioni in carta commerciale e obbligazioni societarie per circa 2200 e 3200 miliardi di yen rispettivamente.
AZIONI. Nel mese, l’indice Msci Japan si è apprezzato del 3,51% in dollari Usa, in parte per effetto della risalita dello yen. Il Government Pension Investment Fund e altri investitori giapponesi stanno incrementando le loro allocazioni azionarie.
OBBLIGAZIONI. I titoli di Stato giapponesi (Jgb) hanno fatto eccezione sui mercati obbligazionari globali, dato che l’intera curva dei rendimenti si è spostata in basso di 3-6 punti base.
 
… e sull’Asia-Pacifico escluso Giappone
ECONOMIA. In generale i tassi d’interesse ufficiali della zona Asia-Pacifico continuano a tendere al ribasso. A decorrere dalla fine di aprile la Banca di Tailandia ha tagliato di altri 25 punti base, all’1,50%, il suo tasso di riferimento (anche se due dei sette membri del Comitato di politica monetaria hanno votato a favore del mantenimento dei tassi all’1,75%). Il Comitato ha osservato che un indebolimento della domanda interna ha ridotto le pressioni inflazionistiche, in un periodo in cui le esportazioni potrebbero risentire del rallentamento dell’economia cinese. A inizio maggio la Reserve Bank of Australia ha tagliato di 25 punti base il tasso di riferimento al 2,00%.
Sempre a inizio maggio, Hsbc ha segnalato che il suo indice Pmi per il settore manifatturiero cinese è sceso dai 49,6 punti di marzo ai 48,9 di aprile, a indicazione di un ulteriore peggioramento delle condizioni operative. Hsbc ha rilevato un deterioramento sul fronte dei nuovi ordini, mentre la produzione è rimasta stagnante. Il ritmo di crescita si è fatto leggermente più incalzante nel settore terziario cinese ma ha registrato un rallentamento nel segmento manifatturiero. L’indice Pmi di Hsbc per il settore manifatturiero indiano è calato da 52,1 a 51,3 punti, suggerendo un ulteriore miglioramento delle condizioni operative.
AZIONI. Nel corso di aprile l’indice Msci relativo ai mercati emergenti della regione Asia-Pacifico ha guadagnato il 6,88% in dollari Usa. L’indice Msci delle azioni A cinesi si è apprezzato del 16,67%. Il governo ha fornito sostegno al mercato per far sì che la liquidità fluisca lungo i canali che è in grado di controllare e regolamentare, piuttosto che venire intercettata dall’immenso settore finanziario ombra. Gli investitori hanno inoltre accolto positivamente la notizia che la banca centrale cinese potrebbe acquistare obbligazioni emesse dagli enti locali. Di contro i mercati di India, Indonesia, Filippine e Tailandia sono arretrati nel corso del periodo in esame.

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