E’ possible un ritorno alla normalità? La view di Candriam

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 8 Luglio 2015 | 15:30

A cura di Candriam Investor Group
Dopo il forte avvio di inizio anno, i mercati hanno registrato una maggiore volatilità. Gli investitori attendono il primo aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti nella seconda metà dell’anno, che porrà fine al contesto di tassi di interesse a zero. I titoli azionari continueranno a sovraperformare le obbligazioni in questo scenario, sostenuti da un ritorno del focus degli investitori sui fondamentali.
La prima metà dell’anno è partita con il piede giusto. Gli sforzi compiuti dalla Banca Centrale Europea per combattere la deflazione nell’area Euro sono stati ripagati, poiché le aspettative inflazionistiche hanno registrato un recupero a gennaio e l’inflazione core è in via di stabilizzazione. Alla luce di questi eventi, i titoli azionari hanno registrato un’outperformance, in particolare nell’area Euro. Nel frattempo, i mercati obbligazionari hanno affrontato significative fluttuazioni a causa della debole liquidità e delle anticipazioni del menzionato aumento del tasso di interesse statunitense.
I mercati possono gestire l’aumento del tasso di interesse statunitense. “A settembre la Federal Reserve inizierà ad aumentare il tasso di interesse di riferimento per la prima volta dopo anni”, ha affermato Nadège Dufossé, Responsabile Asset Allocation del Candriam Investors Group. “Tuttavia, crediamo che la Fed non si impegnerà immediatamente in un nuovo programma di sistematici aumenti del tasso, come è accaduto nel 2004. Non si escludono numerose pause fra un aumento del tasso di interesse e l’altro.”
Alla luce di questo contesto, e a causa dei tassi di interesse estremamente bassi nell’area Euro, oltre che di una mancanza di liquidità, i mercati obbligazionari hanno dimostrato una certa volatilità negli ultimi mesi. Ritenendo che queste forti fluttuazioni dei tassi di interesse diminuiranno, Dufossé ha poi aggiunto: “I mercati obbligazionari si focalizzeranno ancora una volta sui fondamentali economici sottostanti. Crediamo in un aumento moderato del tasso di interesse, sia in Europa che negli USA. Un aumento graduale del tasso di interesse, combinato con una costante ripresa economica, dovrebbe continuare a sostenere gli attivi rischiosi”.
Ritorno ai fondamentali a favore dei titoli azionari. I titoli azionari, in particolare, continueranno a registrare un’outperformance anche dopo la significativa corsa da inizio anno. “Il potenziale dei titoli azionari sarà sostenuto dal costante miglioramento degli utili, sia nell’area Euro che in Giappone, e dalle attraenti valutazioni rispetto a quelle delle alle obbligazioni” – così si esprime Koen Maes, Global Head of Asset Allocation Strategy and Funds del Candriam Investors Group. “I modelli di valutazione delle aziende non stanno attualmente considerando gli attuali livelli del tasso di interesse e dovrebbero essere in grado di sostenere un graduale aumento del tasso di interesse senza impattare i prezzi dei titoli“.
Da inizio anno le possibilità di stock picking sono fortemente aumentate. Le correlazioni sono diminuite ed i mercati non stano più affrontando movimenti risk-on e risk-off. Gli investitori non acquistano più “a scatola chiusa” alle valutazioni attuali. L’attuale ciclo economico, il miglioramento degli utili e l’aumento dei tassi di interesse sono generalmente favorevoli ai settori “value” e ciclici. “Per queste ragioni, continuiamo a preferire i titoli azionari dell’Eurozona”, chiarisce Maes. “Le azioni periferiche dovrebbero sovraperformare, grazie a un calo del premio per il rischio a seguito di un miglioramento dell’incertezza relativa alla Grecia”.
Questo potrebbe richiedere tempo e nel breve periodo si dovrebbe adottare prudenza. Dopo il fallimento dei negoziati durante lo scorso week-end, si intravedono certezze relative al referendum indetto per domenica prossima. La maggioranza dei greci vuole restare nell’Eurozona, ma questa domanda non verrà posta direttamente nel referendum. Tsipras è per difendere il “no”, ma attribuiamo una maggiore probabilità allo scenario che la popolazione greca indirettamente affermerà la volontà di rimanere nell’Euro votando affermativamente. In questo contesto, Tsipras potrebbe essere costretto a dimettersi e la Grecia entrare in un periodo di instabilità politica, con dubbi sulla effettiva esecuzione delle misure di austerità e riforme strutturali. In questo caso, il programma di salvataggio dell’Eurozona sarebbe stata prorogata solo per un breve periodo di tempo, portando ad un temporaneo sollievo sui mercati (diminuzione del premio al rischio azionario e obbligazionario), ma il problema greco non sarebbe definitivamente risolto.
Nel complesso, nessuno scenario è da escludere dato che le probabilità sono ristrette e le conseguenze incerte. Fino a quando non verrà finalizzato un accordo a pieno titolo, la volatilità è destinata a rimanere elevata. Manteniamo la nostra view positiva sui titoli azionari europei fino a quando l’attuale crisi greca non influirà in modo significativo sullo scenario macroeconomico per il 2015 e fino a quando il contagio sarà limitato a seguito di un voto favorevole nelle elezioni greche di domenica prossima”.
Gestione dei rischi obbligazionari. Nel frattempo, gli investitori in obbligazioni continueranno a cercare rendimento. Possono scegliere se aumentare il rischio legato alla duration, che non è la nostra scelta poiché preferiamo una duration più breve per proteggere il nostro portafoglio contro la volatilità del tasso di interesse, al rischio di credito o di liquidità. Gli investitori dovrebbero ottimizzare la diversificazione al fine di ridurre il rischio globale, investendo in segmenti obbligazionari più rischiosi, come l’high yield e il debito dei Paesi emergenti, e aumentando la loro esposizione a strategie alternative di rendimento assoluto e titoli azionari.

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