Giappone, probabile terzo Quantitative Easing in arrivo

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 17 Giugno 2015 | 10:30

di Kenji Ueno, portfolio manager del fondo UBAM – SNAM Japan Equity Value di Union Bancaire Privée – Ubp

Il nostro outlook sull’economia giapponese è altamente favorevole. Riteniamo che la politica di Shinzō Abe stia centrando il suo obiettivo principale: creare un ciclo economico positivo in grado di sostenere la crescita dell’economia reale guidata dalla domanda del settore privato. Possiamo, infatti, notare come le tre frecce di Abe stiano contribuendo a sconfiggere il trend deflazionistico del Paese e ad aumentare il tasso di crescita atteso. Ciò che è ancora più importante è che gli utili delle aziende nipponiche sono ai massimi storici. A nostro avviso, quindi, l’Abenomics sta facendo ottimi progressi nell’intento di trasformare il Paese, dopo 20 anni di deflazione. Da un lato le tre frecce di Abe, dall’altro la ripresa economica negli Stati Uniti e in Asia hanno quindi contribuito a creare un circolo virtuoso caratterizzato da utili societari più elevati, da un incremento dei salari e degli investimenti nel mercato interno e da una crescita dei consumi.

Ad aver supportato principalmente l’incremento degli EPS delle aziende giapponesi è stata la politica monetaria espansiva della Bank of Japan che, con il lancio dei due programmi di Quantitative Easing, ha portato a un deprezzamento dello yen contro il dollaro. Tuttavia, a causa del calo dei prezzi energetici, l’inflazione core del Giappone si attesta attualmente attorno allo 0%, per cui secondo noi è probabile che la BoJ decida di lanciare un terzo QE, per raggiungere il target sull’inflazione del 2%.

La BoJ, infatti, a differenza della Federal Reserve, continuerà a mantenere la sua politica monetaria espansiva fino a quando l’uscita dalla deflazione non sarà evidente. Proprio a causa di questa divergenza in termini di politica monetaria il deprezzamento dello yen contro il dollaro continuerà. Ciò, nel complesso, sarà vantaggioso per tutte le società nipponiche in termini di crescita degli utili e darà maggiore spazio alla ripresa e all’incremento d’investimenti in capitale (CapEx) considerando che negli ultimi venti anni le aziende sono state poco propense ad investire e a rinnovare gli impianti produttivi e quindi oggi si ritrovano ad avere un livello di invecchiamento molto elevato delle proprie attrezzature. Nel corso dell’ultimo anno si è infatti registrato un incremento degli ordini per macchinari che è l’indicatore principale per il Capex e che mostra una tendenza all’aumento della spesa. Per questi fattori, ci aspettiamo che l’economia giapponese cresca a un ritmo costante, sostenuto anche da questo incremento degli utili maggiori del previsto. Gli EPS delle società nipponiche, infatti, stanno salendo molto e, considerando l’indebolimento della divisa del Paese, ci aspettiamo che nell’anno fiscale 2015 (da aprile 2015 a marzo 2016) questi crescano del 15%. E’ da notare, poi, che tra il secondo e il terzo trimestre del 2014, in seguito all’aumento dell’imposta sui consumi (dal 5% all’8%), il PIL reale del Paese ha riportato un andamento negativo. Dagli ultimi tre mesi dell’anno scorso, però, il PIL ha messo a segno due trimestri consecutivi di crescita positiva. Inoltre, la seconda fase di rialzo dell’imposta sui consumi – dall’8% a l 10% – prevista per ottobre 2015, è stata posticipata ad aprile del 2017.

Un ulteriore segnale che indica che il Giappone si sta avviando verso l’uscita dalla deflazione è che i salari base stanno finalmente entrando in territorio di crescita positiva, dopo un trend al ribasso dovuto all’impatto negativo derivante dall’incremento dell’imposta sui consumi. Tale andamento al rialzo dovrebbe continuare anche nel secondo trimestre di quest’anno, dando così uno slancio ai consumi. Ciò rappresenta un fattore chiave per l’economia giapponese, soprattutto in vista dell’altro rialzo delle imposte sui consumi previsto per il 2017.

Sul fronte azionario, inoltre, da dicembre del 2012, quando ha avuto inizio il Governo di Abe, il Topix si è apprezzato di oltre il 60%. I titoli giapponesi, poi, sono attualmente prezzati in maniera ragionevole e attraente rispetto a quelli europei e statunitensi, per cui il nostro outlook per l’asset class è altamente favorevole. Un elemento importante di sostegno al mercato azionario è poi rappresentato dagli investitori istituzionali giapponesi, a cominciare dal più grande, il fondo pensione di investimento governativo (GPIF), che negli ultimi mesi ha aumentato l’esposizione del suo portafoglio al mercato azionario dal 18,2% di fine settembre 2014 al 25% attuale, con la possibilità di salire ancora di un altro 9%.

Nonostante la presenza di alcuni rischi come correzioni di mercato di breve periodo, un eventuale anche se improbabile apprezzamento dello yen e un peggioramento sul fronte del debito pubblico, riteniamo che il Topix abbia un potenziale di rialzo del 20%, da qui al 2017 e potrebbe quindi arrivare a toccare quota 2000 nel corso dei prossimi anni. E’ atteso, infatti, un trend di crescita stabile degli utili e un miglioramento costante del ROE, accompagnato da una maggiore valorizzazione in termini di corporate governance e di ritorno per gli azionisti. Alla luce di ciò, quindi, ci aspettiamo che lo slancio al rialzo del mercato azionario giapponese continuerà.

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