Green Economy, le aziende quotate in Italia superano le medie europee per crescita e redditività

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 16 Giugno 2015 | 17:00

La Green Economy europea cresce nel 2014 sia in termini di fatturato che di Ebitda e in questo contesto positivo l’Italia si distingue per tassi di crescita e si conferma il Paese a marginalità media più elevata; la performance borsistica da inizio anno delle 25 aziende dell’Indice VedoGreen Italia si attesta a +13%, con una capitalizzazione complessiva di 1,6 miliardi di euro. I risultati emergono dal Report “Green Economy On Capital Markets” giunto alla IV edizione che verrà presentato oggi a Milano nell’ambito del Green Investor Day, l’evento nazionale dedicato all’incontro tra finanza innovativa e impresa green organizzato da VedoGreen (Gruppo IR Top) con il supporto di Borsa Italiana e Finanzaoperativa.com media partner.

“La Green Economy europea – ha affermato Anna Lambiase, ad di VedoGreen, presentando in anteprima i risultati della IV edizione del Report Green Economy On Capital Markets – registra buoni fondamentali anche nel 2014, con una crescita importante sia in termini di fatturato (+12%) che di EBITDA (+12%). L’azienda green europea presenta ricavi medi pari a Euro 212 mln, un EBITDA margin del 23% e una capitalizzazione media pari a Euro 131 mln. In questo contesto l’Italia si distingue per tassi di crescita più elevati sia sui ricavi (+16%) che sulla marginalità (+14%) e come il Paese con l’EBITDA margin più elevato (30%); risultati che trovano conferma nella performance dell’indice VedoGreen Italia che ha realizzato da inizio anno un incremento del 13%, contando ad oggi 25 società per una capitalizzazione complessiva di 1,6 miliardi di euro. L’apertura verso il mercato dei capitali con la quotazione in Borsa si è rivelata un percorso di successo per l’apporto di capitali, visibilità e standing internazionale per numerose aziende tra loro molto differenti ma accomunate da un business model sempre più basato su innovazioni di processo e di prodotto a minore impatto ambientale”.

Lo studio è stato realizzato su un campione di 91 società green quotate sui principali listini europei, di cui 25 quotate su Borsa Italiana. Il panel europeo comprende società quotate sui mercati UK (20%), Germania (20%), Francia (17%), Paesi Scandinavi (16%). I criteri di selezione delle aziende sono: business model “green”, capitalizzazione di mercato inferiore a 600 milioni di euro e appartenenza ai 10 settori della green economy individuati e mappati nel database proprietario VedoGreen.

L’indice VedoGreen Italia comprende: Agronomia, Alerion CleanPower, Ambienthesis, Biancamano, BIO-ON, Ecosuntek, Elettra Investimenti, Energy Lab, Enertronica, Ergy Capital, Falck Renewables, Fintel Energia Group, Frendy Energy, GreenItaly1, Gruppo Green Power, Iniziative Bresciane, Innovatec, Isagro, K.R. Energy, Ki Group, Kinexia, Landi Renzo, PLT Energia, TE Wind, TerniEnergia.

Nella compagine azionaria delle aziende green italiane predominano i capitali esteri: su un totale di 66 investitori istituzionali presenti, il 74% è straniero, principalmente di provenienza svizzera (18%), statunitense (14%) e britannica (12%). Tra gli investitori più attivi si segnalano: Intesa Sanpaolo, AcomeA SGR, Norges Bank Investment Management, Arca SGR, Kairos Partners, Zenit SGR, AZ Fund Management, Casa 4 Funds, Swiss & Global Asset Management, Dimensional Fund Advisors.

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