“Prezzi da saldo nel comparto delle materie prime”

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di Finanza Operativa 9 Luglio 2015 | 15:00

“La Cina è il maggior produttore e consumatore della maggior parte delle materie prime mondiali. E finanziariamente parlando gli investimenti dei cinesi sono sempre stati rilevante su diversi comparti. Non stupisce quindi che di fronte alla prospettiva di margin calls in crescita esponenziale si sia provveduto a vendere tutto il possibile, senza distinguo, per fare cassa e cercare di tappare buchi che stanno rapidamente diventando voragini”. Questa l’opinione di Michael Palatiello, strategist di Wings Partners Sim, di fronte all’ondata di vendite sul listino azionario cinese e nel comparto della materie prime.

Cosa aspettarsi adesso? “Da mesi (se non anni ormai) il concetto di una Borsa in perpetuo rialzo ha relegato le materie prime ad un ruolo com primario e di scarsa rilevanza – afferma Palatiello – perché infatti dannarsi su un mercato così complicato quando basta accumulare azioni al primo minimo storno per ritrovarsi nel giro di poche giornate con utili di tutto rilievo? Ebbene, ora che il mito del rialzo senza fine non dico è sfumato, ma sicuramente ha accusato un duro colpo, le materie prime potrebbero tornare a rivestire quel ruolo diversificazione dal rischio che fa parte del loro patrimonio genetico da sempre, e parimenti i gestori devono tornare a fare i compiti a casa”.

“Certo – avverte lo strategist – come sempre accade, nelle prime fasi concitate di sell- off tutto si liquida tutto e tutto si muove in sinc ronia al ribasso, ma appena il polverone si posa si riparte con acquisti questa volta selettivi, e sono abbastanza fiducioso che in questo contesto le materie prime potrebbero avere un ruolo fondamentale nelle rinnovate politiche di investimento, tanto più che, a patto di non farsi prendere dal panico ed avere la pazienza e la giusta cautela (in modo da conservare un adeguato margine di manovra) nell’entrare sul mercato, i prezzi attuali sono veramente da saldo“.

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