Incassi tra aziende private: l’Italia si conferma fanalino di coda

A
A
A
di Finanza Operativa 10 Luglio 2015 | 12:00

La filiera globale dei pagamenti è sotto pressione a causa del crescente numero di giorni per ottenere l’incasso dalla vendita di beni e servizi, nonché dal rallentamento economico sui mercati emergenti e dall’espansione delle economie avanzate. Lo dice uno studio condotto da Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti.

La società analizza il gap fra il momento in cui avviene la fornitura di merci e il loro pagamento, tecnicamente i giorni medi di incasso o DSO (Days Sales Outstanding). Secondo una convenzione largamente accettata, i DSO rappresentano un importante indicatore della salute delle imprese e del potenziale stress finanziario per le attività che operano a valle della filiera.

Secondo lo studio di Euler Hermes “Payment Behavior – Who’s Paying The Piper”, i giorni medi di incasso nel 2015 a livello mondiale resteranno invariati a 66 giorni per il quarto anno consecutivo. Esistono comunque notevoli differenze fra i mercati maturi e quelli emergenti e differenze trasversali fra i singoli settori e le singole società.

“In base ai dati, le imprese continuano a fare affidamento sulle dilazioni dei pagamenti, in quanto non si intravede a livello globale una diminuzione dei tempi di incasso,” afferma il Capo Economista di Euler Hermes Ludovic Subran. “I pagamenti sui mercati emergenti arrivano cinque giorni più tardi rispetto alle economie avanzate, mentre nel 2007 avvenivano 10 giorni prima. Le imprese devono fare maggiore attenzione ai segnali di difficoltà finanziaria fra i clienti del mondo emergente”.

In generale, nel 2015 i giorni medi di incasso sui mercati emergenti aumenteranno fino a toccare quota 69 giorni. La Russia, la Cina e il Brasile sono i paesi maggiormente colpiti dai ritardi dei pagamenti. Al contrario, la media dei giorni di incasso nelle economie avanzate dovrebbe diminuire leggermente passando dai 65 giorni del 2014 ai 64 del 2015, perché la ripresa economica fa sì che le imprese in questi mercati riprendano a generare liquidità permettendo un più rapido pagamento delle fatture.

Italia: nel 2014 i giorni per incassare un credito sono stati 99, 33 più della media globale Lo studio di Euler Hermes evidenzia anche come i tempi di pagamento per le imprese italiane siano sempre molto lunghi, con una media di 99 giorni, 33 più della media globale, arrivando fino a 148 giorni nel settore chimico e 149 in quello tecnologico. Nel 2015 è atteso un lieve miglioramento che attesterà il valore medio a 98 giorni.

“I tempi di incasso in Italia si confermano molto distanti dalle economie europee nonostante un lieve miglioramento registrato nell’ultimo esercizio in termini assoluti. I valori registrati sono tutt’ora condizionati da una situazione di liquidità di breve termine ancora non ottimale e da alcuni indicatori di fiducia ancora al palo.  Le aziende italiane, sotto la pressione di margini sempre più ridotti, sono costrette a dilazionare sempre più gli incassi pur di mantenere alto il valore della top line; ciò a patto di sfruttare la leva fornitori per finanziare le esigenze del ciclo economico produttivo evitando così di ricorrere a fonti onerose di debito –  dichiara Massimo Reale, Direttore Rischi Euler Hermes Italia.

Analizzando nel dettaglio i comparti merceologici, Reale aggiunge: “le filiere virtuose sono quelle che hanno potuto godere di dispositivi normativi specifici (alimentare), o che hanno potuto accorciare la catena di produzione-distribuzione (petrolio ed energia, automotive) a vantaggio della celerità dei pagamenti; quelle meno performanti risentono ancora di una crisi di liquidità e di investimenti (costruzioni) o di un mercato tendenzialmente in mano a pochi grandi operatori in grado di dettare le condizioni di pagamento (settore chimico farmaceutico, elettronico e delle telecomunicazioni)”.

 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Privacy e Data Protection, convegno in Borsa Italiana il 19 aprile

NEWSLETTER
Iscriviti
X