Fed: primo rialzo entro l’anno

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di Finanza Operativa 18 Giugno 2015 | 09:30

Le attese per la comunicazione da parte del FOMC della popria decisione sui tassi di interesse erano alte ed il mercato non ha deluso. Dollari acquistati e rivenduti immediatamente sulla comunicazione dei tassi non variati, per poi proseguire le vendite in occasione della conferenza stampa della Yellen, dalla quale sono arrivati inizialmente i soliti commenti circa i potenziali futuri rialzi di tassi (in base alla valutazione dei dati sul mercato del lavoro e all’incremento dell’inflazione) per poi iniziare a fornire delle indicazioni temporali circa il primo rialzo. Rispondendo alle domande dei giornalisti si è lasciato intendere che la prima mossa potrebbe essere messa in campo quest’anno e che, se essa dovesse avvenire, la forward guidance della Fed prevede comunque di rimanere accomodanti per un buon periodo prima di procedere con ulteriori rialzi.
Si è anche parlato del passato, commentando che con il senno di poi i rialzi avvenuti tra il 2004 ed il 2006 avrebbero dovuto essere più veloci, lasciando così intendere che potrebbero avvenire, secondo alcuni analisti, due rialzi prima di dicembre. Le borse hanno reagito con iniziali acquisti poi riassorbitisi, ma con prezzi che si sono mantenuti sopra i supporti di breve periodo passanti per area 2,090.0 ed il dollaro ora sta consolidando su livelli di supporto contro le major, con l’unica eccezione rappresentata dal dollaro neozelandese in grado di ritrovare immediatamente dei flussi di vendita che hanno riportato i prezzi del Kiwi su livelli pre FOMC, confermando così la pesantezza della divisa neozelandese.
Il mercato ha dimostrato delle decorrelazioni importanti durante la mattinata, con la sterlina che è andata a reagire in maniera solitaria sulle minute della BoE (unanimità di voto per rimanere fermi e continuare ad essere un follower della Fed) e l’euro in sordina, per ricorrelarsi nel pomeriggio, come da attese, prima del FOMC. Attualmente la nostra idea continua a rimanere per un rialzo ad autunno inoltrato, vedremo se col passare del tempo aggiusteremo il tiro, ma allo stato dell’arte attuale e con un tasso di partecipazione alla forza lavoro ancora basso rispetto alla media desiderata ci sembra una scelta bilanciata (che comunque non guiderà la nostra operatività, per quella ci sono sempre e comunque i livelli di mercato).
Eur/Usd Ottimo l’avvicinamento all’area di 1.1200 per poi assistere a ripartenze cheh anno riportato oltre area 1.1350. Anche in mattinata le rotture rialziste di area 1.12 ¾ hanno portato al raggiungimento di 1.1290, senza estendere a rialzo prima del FOMC e confermandoci come le classi di volatilità studiate siano state buone. Ci troviamo ora con prezzi sopra la media a 21 oraria che, insieme all’area che passa tra 1.1315 e 1.1330 potrebbe rappresentare una zona dove ipotizzare acquisti di euro per ripartenze verso i massimi di stanotte ed eventuali estensioni verso 1.1415 in caso di superamento di area 1.1390. Attenzione che ci troviamo all’interno di un canale laterale con stocastico in semi-sincronia con i prezzi, il che potrebbe condurre a correzioni ribassiste sulle quali comunque non lavoreremo prima che il mercato non vada a superare a ribasso l’area passante per 1.1305, per estensioni verso 1.1285 e 1.1250.
Usd/Jpy Ottima la rottura a rialzo dell’area di 123.85, con estensioni che si sono portate oltre i primi target prima di partire a ribasso sul FOMC. Buona dunque l’operatività sul cambio, dopo la forte congestione che ha caratterizzato gli ultimi giorni di scambi. Ci troviamo ora in una situazione confusa tecnicamente parlando e iniziamo a spostarci su time frame brevi a 15 minuti per seguire una price action che sarebbe impossibile analizzare su un time frame oorario, data la poca precisione dei punti. Stiamo attrenti all’area passante tra 123.15 e 123.30, ove valuteremo la possibile fine della divergenza rialzista confermatasi da poco e dove potrebbe essere possibile ipotizzare degli acquisti di yen per ripartenze verso 123.12, i minimi di stamattina ed eventuali estensioni verso 122.65. Soltanto in caso di superamento a rialzo di area 123.65 potremmo considerare delle ipotesi di acquisto di dollaro.
Gbp/Usd Ottimo il cable che ha raggiunto i tre target ipotizzati sul rilascio delle minute della BoE. Siamo ora in correzione tecnica con i prezzi sopra la media a 21 oraria, la quale passa lontana dai primi punti statici di riferimento che cominciano a 1.5750 e che dunque rende più difficoltoso lo studio di un’eventuale area di ingresso in limit per valutare degli acquisti di pound. Rimaniamo fedeli ai concetti del nostro metodo, iniziando a considerare delle eventuali aree di acquisto proprio a partire da 1.5750 (estendibili fino a 25), con l’idea che se il mercato dovesse ripiegare sotto area 1.5695 potremmo assistere a tentativi di accelerazioni ribassiste che potrebbero prendere corpo oltre area ¾, per possibili sortite verso 1.5630. Se dovessero tenere i supporti statici l’idea è quella di seguire potenziali ripartenze verso 1.5800 e 1.5850, area che, se rotta con prezzi che non hanno raggiunto i supporti statici, potrebbe farci considerare delle eventuali estensioni verso 1.5885 ed eventualmente figura.
Aud/Usd  Australiano ancora congestionato e fuori dai giochi.Ribadiamo il concetto che non vogliamo sforzare l’operatività, per cui continuiamo a seguire potenziali rotture della congestione in essere prima di ritrovare dei riferimenti dal punto di vista di livelli importanti, per il momento continuiamo a valutarne la lateralità ben visibile su un time frame orario.
di Matteo  Paganini, analista di Fxcm

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