M&A da record nel primo semestre 2015

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di Finanza Operativa 13 Luglio 2015 | 12:00

Il primo semestre del 2015 è stato caratterizzato da numerose operazioni di M&A di portata strategica e di grande volume che hanno sorpreso i mercati suggerendo che si stia consolidando un trend nei board delle società, cioè di trarre beneficio da una fase così propizia per la realizzazione di deal strategici. Questi i punti principali della ricerca M&A Insights di Allen & Overy relativa ai primi sei mesi dell’anno in corso, i cui risultati sono stati diffusi a livello globale.

In base ai dati elaborati da Mergermarket, che analizza le operazioni di valore pari o superiore a 100 milioni di dollari, in questi primi sei mesi del 2015 l’M&A ha superato del 12,1% i livelli record registrati nel primo semestre dell’anno scorso superando la quota di 1.743 miliardi di dollari, malgrado il numero complessivo delle operazioni realizzate a parità di periodo sia risultato inferiore del 15,6% (7.393 deal rispetto a 8.756).

L’impatto economico della potenziale uscita della Grecia dall’euro, il probabile rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti e l’instabilità politica nel Medio Oriente non sono stati, evidentemente, deterrenti tali da impedire alle società di portare avanti questo tipo di operazioni.

Paolo Ghiglione, Corporate partner di Allen & Overy in Italia, recentemente insignito del riconoscimento di “Avvocato dell’Anno Corporate M&A” da parte di Legalcommunity.it, ha così commentato: “A livello globale, le tendenze più interessanti di questi primi sei mesi del 2015 sono l’utilizzo dell’M&A come leva strategica per guidare la crescita dimensionale e di fatturato delle aziende, rispetto agli scorsi anni quando l’attenzione era rivolta essenzialmente al contenimento dei costi. Si registra poi un aumento importante dei deal che coinvolgono contemporaneamente più giurisdizioni e più soggetti diversi”.

“Il tutto è sostenuto – secondo Ghiglione – da una certa sicurezza che si respira sul mercato, tornato finalmente a essere guidato da una vera e propria mentalità favorevole alle operazioni di M&A: i vertici delle aziende hanno di nuovo fiducia nella possibilità di concludere con successo operazioni di M&A e gli azionisti sembrano sostenere questa rinnovata apertura verso il mercato. Per quanto riguarda l’Italia, l’affacciarsi dei debt fund, le riforme delle banche popolari, l’esito della battaglia in essere sul Decreto “Spalmaincentivi” saranno tutti elementi che ravviveranno ulteriormente il mercato domestico.”

In termini di settori, l’area TMT (telecom, media, technology) è leader incontrastata con 1.392 operazioni effettuate nel primo semestre per un valore complessivo di 397,8 miliardi di dollari. L’attività è trainata dal consolidamento del settore delle telecomunicazioni in Europa, malgrado le preoccupazioni di Margrethe Vestager, nuovo commissario UE alla concorrenza, gettino un’ombra su alcune di queste operazioni. Altro fattore trainante delle operazioni in questo settore è l’aumento della pressione sulle società tecnologiche, in particolare statunitensi, affinché utilizzino le proprie riserve di disponibilità liquida detenute all’estero. Destinazione principale dell’impiego di queste disponibilità liquideè la Gran Bretagna, che sta diventando una meta di sempre maggiore interesse.

Ferve l’attività M&A anche nel settore life science:l’innovazione tecnologica guida le scelte delle società acquirenti ed è l’elemento chiave nelle operazioni del settore farmaceutico.

Gli Stati Uniti continuano a dominare il mercato M&A con il 42% del valore totale delle operazioni nel primo semestre dell’anno (740,5 miliardi di dollari). E’ interessante notare che gli Stati Uniti hanno realizzato soltanto il 28% del volume totale dei deal, a seguito di numerose operazioni strategiche di grande portata fra le quali la fusione tra Ahold e Delhaize (28 miliardi di dollari USA), l’acquisizione di Times Warner Cable da parte di Charter Communications per 53,3 miliardi di dollari USA e l’acquisizione di Altera da parte di Intel per 16 miliardi di dollari USA. Le previsioni per il mercato statunitense restano estremamente positive anche per il secondo semestre, supportate da un flusso di attività M&A nei settori più diversi e quindi sempre più variegato, soprattutto se paragonato all’impennata registrata l’anno scorso nel settore farmaceutico.

Continui segnali di cambiamento arrivano infine dallo scenario M&A in Cina. Nel primo semestre dell’anno, è stata registrata una crescita del 72,5% delle operazioni effettuate da società cinesi verso l’estero. Questo trend in costante crescita è sostenuto dall’intervento del governo, che incoraggia le società locali a fare operazioni all’estero, come dimostrato anche dalla volontà di sanzionare la concorrenza fra soggetti cinesi per la conquista di asset stranieri. A determinare l’appetito della Cina verso un sempre maggior numero di operazioni outbound è comunque, in ultima analisi, la volontà di diversificare e trarre vantaggio dalla forza finanziaria in rapida crescita di quella che è oggi la seconda economia del mondo.

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