Cina, possibile stabilizzazione azionario: la view di Ubp

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 14 Luglio 2015 | 14:00

A cura dell’Asia Investment Team di Union Bancaire Privée
L’azionario cinese sta crollando questo mese: il mercato onshore delle azioni A-share ha perso poco più del 18% finora a luglio e circa il 30% dal picco raggiunto a metà giugno. Inoltre, il mercato delle azioni H-share quotate a Hong Kong è sceso del 14% finora questo mese e di circa il 25% dal picco di fine maggio. Il sentiment rispetto al mercato cinese non è dei migliori, per usare un eufemismo. Tuttavia, la nostra view sulla Cina resta positiva. Ecco perché.
Quest’anno, in seguito al recente rally dei mercati azionari A-share e H-share da inizio aprile, il Governo cinese ha cercato di calmare il mercato. La settimana scorsa, infatti, il regolatore ha attuato alcune misure restrittive sulle margin call, che secondo noi sono state eccessive e hanno impattato in maniera negativa sul sentiment di mercato. Ciò ha spinto il mercato a un brusco calo e le restrizioni hanno dato il via a una forte spirale al ribasso.
Questo calo violento ha costretto il Governo cinese a cambiare rapidamente la propria posizione e a iniziare a dare supporto al mercato delle azioni A-share introducendo, dal 7 luglio, le seguenti misure:
1) la costituzione, da parte dei 21 broker principali del Paese, di un fondo da 120 miliardi di yuan per stabilizzare il mercato, che si è impegnato a non vendere azioni fino a quando l’indice di Shanghai sarà inferiore a quota 4.500
2) l’impegno da parte della China Mutual Fund Association e di circa 200 fondi ad acquistare azioni
3) l’annuncio da parte di Huijin (entità centrale del Governo che detiene quote nelle banche di grandi dimensioni) che ha acquistato e continuerà ad acquistare ETF
4) sospensione volontaria da parte di 28 aziende dei progetti di quotazione in borsa e interruzione di tutte le IPO delle azioni A-share in futuro
5) nuovo incoraggiamento delle attività a margine con la China Securities Finance che aumenterà la sua base di capitale da 24 a 100 miliardi di yuan
Tuttavia, negli ultimi due giorni, una serie di società ha deciso di sospendere gli scambi per evitare un sell-off dettato dal panico, facendo sì che oltre il 50% dell’intero mercato azionario sia fermo. La borsa di Shanghai e quella di Shenzhen hanno 2.776 titoli quotati e oltre 1.400 titoli sospesi dagli scambi ad oggi. Ciò non ha avuto solo un impatto negativo sul sentiment degli investitori, ma li ha anche spinti a vendere sul mercato offshore (H-share) a causa della mancanza di liquidità sull’azionario onshore, spingendo al ribasso l’indice Hang Seng di circa il 5,8%.
A nostro avviso, il mercato ha avuto certamente una reazione esagerata a questi eventi recenti e le azioni quotate a Hong Kong sono ora in territorio di ipervenduto. Poiché questa situazione è strettamente dovuta al sentiment, è difficile calcolare la tempistica esatta, ma riteniamo che il mercato si potrebbe stabilizzare entro la fine di questa settimana, non appena diminuirà la pressione sui margini. A causa dell’attuale contesto di ipervenduto, manteniamo nei nostri fondi una posizione sovrappesata su Hong Kong/Cina e stiamo cercando di comprare titoli di aziende con fondamentali forti.

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