Punto di svolta per la Grecia

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di Finanza Operativa 19 Giugno 2015 | 12:00

di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane Bnp Paribas

Nelle ultime ore abbiamo assistito ad un’escalation della crisi greca. Molti quotidiani hanno riportato che le banche greche, tenuto conto della recente accelerazione degli outflows dai depositi bancari ellenici, potrebbero essere chiuse lunedì. Le agenzie di stampa segnalano che negli ultimi 3 giorni sono stati ritirati dalle banche ben 2 miliardi di euro. Se gli outflows dai depositi bancari dovessero continuano allo stesso ritmo, la BCE potrebbe estendere ulteriormente l’ ELA. Tuttavia, il rischio che le banche greche vengano chiuse o che il ritiro di cash sia limitato sono in aumento dato che un bank runs appare sempre più probabile. Inoltre, potrebbero essere implementati controlli sui capitali prima del previsto.

Abbiamo, inoltre, saputo che i leaders europei si riuniranno in un vertice di crisi lunedì.  Tenuto conto della situazione in cui si trova il sistema bancario greco, siamo ad un punto di svolta. E le cose potrebbero peggiorare ulteriormente prima di andare meglio! Ma, da un punto di vista positivo, va evidenziato che le pressioni sul governo greco per raggiungere un accordo sono notevolmente aumentate. Si tratta di un passo necessario per forzare Tsipras ad accettare ulteriori riforme.

Il vertice del lunedì sembra essere un incontro il cui esito è digitale, cioè un successo o un fallimento. Continuiamo a ritenere che la probabilità che la Grecia resti nella zona Euro sia del 60%. Qualora non si dovesse pervenire ad un accordo entro la prossima settima e se il sistema bancario venisse chiuso, l’economia ellenica potrebbe essere paralizzata e collassare con conseguente aumento dell’instabilità sociale e politica. Tuttavia, finché lo shock di fiducia resterà temporaneo, stimiamo che l’impatto complessivo sull’economia dell’Eurozona dovrebbe essere contenuto.

Infine, qualora la Grecia dovesse uscire dall’Eurozona, il rischio principale sarebbe il contagio sul mercato delle obbligazioni sovrane. In questo caso la BCE sarebbe l’unico backstop per frenare una crisi sistemica. Uno strumento efficace potrebbe essere fornire un elevato livello di liquidità a breve termine alle banche europee e mantenere un cap sui rendimenti a lungo termine attraverso acquisti più aggressivi di govies.

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