Immobiliare turistico, prezzi in calo del 3,4%

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di Finanza Operativa 15 Luglio 2015 | 15:30
Continua la diminuzione dei valori immobiliari delle località turistiche italiane di mare (-3,5% nel secondo  semestre del 2014, rispetto al semestre precedente). Lo dicono i dati di Tecnocasa, secondo cui le motivazioni principali sono una diminuzione della disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti, ma anche una maggiore offerta presente sul territorio dovuta alla dismissione di questo tipo di immobili da parte di famiglie che lo utilizzano per brevi periodi e per le quali il peso fiscale e i costi di mantenimento non ne giustificano più il possesso.
Aumenta il numero delle persone che affittano l’immobile nel periodo in cui non lo utilizzano e questo è possibile perché sempre più turisti cercano  casa in affitto per brevi periodi (una o due settimane). Le tipologie più richieste per l’acquisto si confermano il bilocale ed il piccolo trilocale sui quali investire mediamente cifre non superiori a 250 mila €.  Fondamentale la presenza di uno spazio esterno e la vicinanza o l’agevole raggiungibilità delle spiagge. Per i potenziali acquirenti è sempre più importante il contenimento dei costi condominiali e il buono stato dell’immobile. Il ribasso dei prezzi ha determinato in alcune località un aumento della percentuale di acquisti da parte di persone residenti nel posto o nella regione: comprano sia la prima casa sia la seconda casa (questo in passato non avveniva a causa dei valori elevati).
Il prezzo, in questo momento, resta una delle variabili fondamentali nella scelta d’acquisto e per il quale si è disposti a rinunciare a caratteristiche quali ad esempio il fronte mare. Dal 2007 il valore degli immobili nelle zone di mare è diminuito del 34,8%. Nell’Italia del Nord si registra un ribasso dei prezzi del 5%. Calano in modo particolare i valori nel Veneto (-6,7%), a seguire la Liguria con -4,8%. Nel Centro Italia il calo è stato del 3% e sono le Marche a soffrire maggiormente (-3,9%), va meglio di tutte la Toscana le cui mete turistiche segnalano soltanto un -0,7%. Al Sud e nelle Isole la diminuzione è stata rispettivamente di -1,7%  e  del -4,4%: la  Sicilia  segna  il -9,7% mentre la Sardegna chiude con -3%; si difendono bene la Campania (-1,0%) e la Basilicata di Policoro rimasta stabile.  Le più costose si confermano Positano con top prices di 10.000 € al mq, Amalfi e Varigotti  con 8000 € al mq e Finale Ligure-Marina con 7500 € al mq.

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