Le Saux (Oyster Japan Opportunities): “Crediamo nelle small e mid cap giapponesi”

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 25 Giugno 2015 | 16:00

Puntare anche sulle small e mid cap giapponesi, e non solo sulle big cap come la maggior parte di fondi passivi e gestioni. è la filosofia di Joel Le Saux, portfolio manager di Oyster Japan Opportunities. Che in poco più di due anni alla guida del fondo – in euro e con hedging sul cambio – ha messo a segno una performance del 91,5%, battendo il +86,2% del Topix. La strategia del gestore di Syz Asset Management che ha permesso la generazione di un consistente alpha, è data da un approccio value basato sul valore intrinseco dei titoli, senza bias per quanto riguarda la capitalizzazione delle società target, ma con un focus particolare per le small e mid cap. Che nelle varie fasi di mercato hanno sempre registrato performance superiori e – sorpresa – volatilità inferiore.
Con un’economia che sta crescendo, un aumento dell’occupazione – la disoccupazione è scesa ora al 3% circa – e quindi in futuro anche dei consumi, Le Saux mette l’accento anche sul turismo internazionale verso il Paese del sol Levante che continua ad aumentare, sull’export sempre molto forte e sul fatto che i profitti delle aziende rimangono in forte crescita. Inoltre i buyback avviate da molte società che non sanno come impiegare la cassa apporterà un 1% di crescita alle quotazioni e un altro 2% arriverà dai dividendi. Quindi, anche in caso di quotazioni ferme, un 3% appare abbastanza al sicuro.
Ma perché le small e mid cap? “Perché sono poco seguite dagli analisti, quindi restano fuori dai radar degli investitori – risponde Le Saux – Inoltre, proprio per questo motivo, sono meno volatili nelle fasi di discesa dato che le vendite si concentrano sulle big cap”. Qualche esempio di titolo in portafoglio? “Japan Hotel è un reit, che puà contare su una forte domanda, scarsa concorrenza in termini di nuova offerta, valori economici a Tokio. Zenkoku è invece una società di garanzia per mutui: le banche non vogliono più farlo, quindi non ci sono pressioni sui prezzi e anzi è la stessa Zenkoku a essere loro partner. Recruit è infine leader nella ricerca di risorse umane che sta beneficiando dell’aumento della domanda di persone sul mercato del lavoro e che si sta espandendo in Usa, Europa e Australia tramite M&A”.
Consumi discrezionali, industriali, finanziari e It sono i settori più presenti nel portafoglio, mentre i cinque titoli più “pesanti” sono Fuji Heavy Industries, Bridgestone, Orix, Ana Holding e Mitsubishi Heavy Industries.

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