La farsa greca aumenta la volatilità sul mercato Forex

A
A
A
di Finanza Operativa 25 Giugno 2015 | 09:30

La premessa che ieri abbiamo compiuto riguardo il dollaro americano era a dir poco doverosa dopo che il biglietto verde era stato, nella giornata di martedì, acquistato in maniera copiosa per poi andare a ritracciare con un timing a dir poco millimetrico. Si argomentava per l’appunto circa l’estrema centralità del biglietto verde e su come fosse (e sia naturalmente) lui a “decider” le sorti del mercato valutario e più in generale del mercato nel suo complesso. Asserivamo con altrettanto riscontro pratico, inoltre, sul fatto che in intraday la dinamica univoca di acquisti/vendite di dollaro avvengano spesso con movimenti non sincronizzati, così come dimostrato in maniera palese in giornate come quella di ieri. In ultima istanza, ci preoccupavamo di ritenere statisticamente più significativo il fatto che il dollaro-centrismo vada a manifestarsi con grande chiarezza a partire dal pomeriggio di contrattazioni, quando è cioè presente la liquidità degli operatori americani. Ancora una volta ci affrettiamo a ribadire che riuscire a leggere il mercato valutario sotto questa luce appare di gran lunga preferibile, fermo restando che poi il click sul singolo cambio deve essere effettuato sulla base di un presupposto tecnico chiaro e ripetitivo nel tempo. Avendo dunque fatto cenno all’aspetto tecnico/grafico, è interessante notare come il parallelismo che si può istituire tra la dinamica di prezzo di un cambio originale e quello del FXCM Dollar Index possa rivelarsi perfino molto potente nel momento in cui, in buona sintesi, una volta individuato un importante livello di supporto/resistenza sul primo – e dunque sul quale agire operativamente – questo possa ricevere la conferma proprio dal secondo (la quotazione del Dollar Index) individuando fondamentalmente una duplice casistica: la prima nella quale l’indice ha in qualche modo “anticipato” il movimento direzionale sul cambio in questione, avendo rimbalzato su un supporto/resistenza per un movimento legato agli sviluppi sugli altri tre cambi (ricordiamo che l’indice pesa in maniera equiproporzionale I cambi EurUsd, GbpUsd, UsdJpy, AudUsd) e quindi evidenziando a-sincronie temporali tra il cambio stesso e gli altri. Il suo ruolo è dunque potenzialmente “anticipatore”. La seconda nella quale invece, una volta che il cambio ha raggiunto quel determinato livello di supporto/resistenza, l’indice non lo ha ancora fatto e quindi va in un certo qual modo “atteso” sul rispettivo supporto/resistenza per dunque fornire il LA per agire operativamente. In questo caso potremo attribuire al Dollar Index un ruolo di “segnalatore”. Questo concetto ha trovato, ad esempio, ieri mattina una sua buona effettiva esemplificazione quando durante la fiammata al ribasso del biglietto verde, abbiamo atteso il raggiungimento del Dollar Index sul supporto a 11.830 prima di decider di ricomprare dollari in particolare contro sterlina e yen. Resta sempre intatto invece il ragionamento per il quale disallineamenti evidenti sui cambi originali possono determinare la costruzione di interessanti opportunità di trading sui cosiddetti cross (gli incroci tra major) come dimostrato l’altroieri da EurGbp piuttosto che da GbpJpy nella giornata di ieri. Questa è una grande possibilità che il mercato valutario, in quanto costruito sul rapporto tra due divise, ci fornisce in termini di molteplicità di chance operative e che, nel caso di altri mercati come quello azionario, dovrebbero indurci a compiere operazioni di cosiddetto “spread trading” decisamente più complesse e più difficilmente gestibili. Tornando alla più stretta attualità per quello che concerne il fronte Grecia, nessuna novità di rilievo è emersa; dopo che, come riportavamo ieri la BCE aveva proceduto ad ulteriori incrementi dell’ELA (Emergency Liquidity Assistance) verso gli istituti di credito travolti dalla corsa agli sportelli dei cittadini greci ormai terrorizzati da potenziali scenari catastrofici per il paese, l’unico spunto degno di rilievo ieri vissuto è stato rappresentato dalle parole primo ministro greco Tsipras il quale ha affermato che le proposte di riforma greche sono state rifiutate dall’EWG. Ciò ha nel brevissimo destabilizzato gli indici europei che sono stati prontamente venduti, insieme al cambio Eurodollaro, salvo poi non andare ad approfondire tali vendite ma andando sostanzialmente a consolidare. Poco più tardi, di notte quindi, le parti si sono invertite con Atene che invece ha considerate irricevibili le proposte della vecchia “troika”. In tal oggi la noiosa “farsa” ripartirà con l’ennesimo Eurogruppo con dunque le giornate di oggi e di domani potenzialmente ben più instabili, weekend compreso e con quindi aperture di settimana prossima da monitorare con attenzione. Continueremo a monitorare naturalmente la vicenda, restando però tecnici nelle nostre analisi grafiche e proteggendoci da improvvise fiammate di volatilità con l’uso di leve adeguate al nostro capitale e l’obbligatoria immissione dello stop loss.
Eur/Usd “Il daily ci ha mostrato un forte segnale bearish nella giornata di ieri che è stata protagonista di un’escursione di prezzo di 200 pips, dunque ben significativa tenendo conto della volatilità media del cambio. Peraltro l’area di 1,12 risultava particolarmente rilevante in ottica di supporto, così come la sua violazione ci porta ora a considerarla un’area di resistenza in grado ora di far ripartire il prezzo al ribasso. “ Questo l’incipit della giornata di ieri e che oggi tendiamo a riconfermare. Ancora una volta, venendo al breve, confermiamo dunque l’area di resistenza che passa tra 1,12 e 1,1235 che ancora dunque contiene il prezzo per ritorni a vendite che però, a causa di confluenze grafiche meno chiare, andremo a rimandare a rottura di 1,1170 verso area 1,1135 per stop in pari ed eventuali approfondimenti che potrebbero giungere fino ad area 1,1080. Superamenti al rialzo di 1,1235 invece farebbero scattare un buon segnale long in direzione 1,1290. Suggeriamo la ricerca di pullback post-breakout per operare, in tal caso.

Usd/Jpy “Il daily ha mostrato precisione quasi millimetrica nel respingimento del prezzo in area 122,50, livello di demarcazione importante e che rappresentava il punto di maggiore resistenza poi violato a fine maggio verso i massimi relativi a 126. Da lì sono partiti discreti acquisti che hanno portato il prezzo al cospetto prima della resistenza a 123,80 e poi di 124,20, secondaria quest’ultima come importanza solo ad area 124,50.” Questa l’ancora valida analisi daily e che ieri in buona sostanza ci ha restituito l’efficacia dell’area di 124,50 come zona di cruciale resistenza. Ora ci troviamo dentro un area di support compresa tra 123,55 e 123,70 che può far ripartire il prezzo rispetto però al fatto che riterremo 124 il livello giusto per comprar in direzione dei massimi relative. L’iniziale tenuta dell’area attuale dei prezzi potrebbe infatti portare alla formazione di confluenze grafiche di resistenza fino anche a 123,75 livello dal quale dunque potrebbero manifestarsi vendite. Queste ultime potranno avvenire a rottura di 123,55 in direzione 123,35/20, sotto il quale vi è strada aperta verso i minimi relativi.
Gbp/Usd “Dopo l’importante rally della settimana scorsa, stiamo assistendo ora a discreti ritracciamenti da parte del cable il quale sembra individuare area 1,5680/90 come area ideale per eventuali ripartenze al rialzo. Nel breve infatti, e guardiamo a tal proposito ancora il grafico H1, notiamo come l’area che va tra 1,5750 e 1,5760 rappresenti ancora zona di vendita con obiettivo dei mimimi attorno a 1,5715 ed eventuali break dunque verso il livello citato di 1,5680.” Questo quanto scritto ieri, efficace in ottica daily, mentre in ottica intraday il movimento contrario del mattino ha colto in fallo il setup di impostazione senza per questo invalidare la view bearish intraday poi confermatasi. Resta opportune notare come la compressione notturna possa creare i presupposti per operazioni di rottura di 1,5665 in direzione 1,5600/10. Il fallimento dei minimi a 1,5665 riporterebbe in auge i buy da implementare sopra 1,5710 per primo obiettivo a 1,5765 a sua volta punto di “ultima” istanza per nuove vendite.
Aud/Usd “Ancora poco chiare le dinamiche daily del cambio che mostra una certa reticenza nel riportarsi sui supporti dopo il chiaro respingimento di area 0,78 avvenuto la settimana scorsa. La configurazione oraria mostra tuttavia ancora aree di resistenza presenti a 0,7735 e ancora a 0,7755, prima di salite decise in direzione 0,78. L’ottica dunque, per quanto tutt’altro che pulita, è di porsi ancora come venditori verosimilmente però con un buon segnale di break sotto 0,7710 in direzione 0,7680 e la possibilità di rivedere i minimi relativi a 0,7650 se dovessero partire decise fiammate di acquisto di dollaro Americano. Piuttosto sporco comunque ancora il quadro tecnico intraday.” Confermiamo in toto quanto scritto ieri, restando dunque dell’idea che sia ad ora un cambio poco tecnico questo. Ci limitiamo perciò a suggerire possibilità di vendite, non eccezionali, sotto 0,7710/20, per I punti di minimo visti ieri, con acquisti invece sopra 0,7775 in direzione 0,7800/15.
di Davide Marone, analista di Fxcm
 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti