Ucomesa (Anima): export +4,7% quest’anno

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di Finanza Operativa 20 Luglio 2015 | 13:00

L’Ufficio studi di ANIMA ha reso noti i dati relativi a UCoMESA – Unione  costruttori di macchine edili, stradali, minerarie e affini – che evidenziano ancora una volta numerose situazioni determinanti a livello di export. Rispetto al 2013, il mercato USA ha incrementato le richieste di macchinari italiani pari a +46% passando dai 140 mln € ai 204 mln € nel 2014. Verso l’Algeria le esportazioni sono aumentate di circa il +44% raggiungendo i 108 mln €. Un ulteriore picco interessante è rappresentato dal Regno Unito che ha superato nel 2014 i 74 mln € (+64%). La Russia si conferma un fattore critico che ha  ricevuto una battuta d’arresto importante. Se nel 2013 le esportazioni avevano raggiunto i 140 mln €, nel 2014 si è registrato un calo del -33%.

UCoMESA a livello globale, come previsioni 2015, incrementerà l’export del +4,7%.

L’assemblea dei soci UCoMESA federata ad ANIMA, ha eletto intanto il suo nuovo Presidente, Renzo Comacchio, che rimarrà in carica fino al 2017. Renzo Comacchio è Presidente della Comacchio Srl, fondata nel 1986 assieme ai fratelli Pasqualino e Patrizio. Dal 1989 l’azienda si specializza nella produzione di perforatrici idrauliche di piccolo medio diametro. Oggi l’azienda annovera circa 100 dipendenti ed esporta oltre il 90% della produzione, con particolare attenzione al mercato europeo e nord-americano.

“Avverto la responsabilità dell’elezione alla presidenza di UCoMESA in una congiuntura economica cruciale per il nostro comparto. – dichiara Renzo Comacchio, Presidente di UCoMESA – A livello associativo stiamo impegnando le nostre risorse e competenze nei lavori per le linee interpretative della normativa europea che riguarda la sicurezza dei macchinari. Con il supporto di ANIMA stiamo contribuendo ai tavoli normativi in modo tale da riconfermare  il ruolo di leadership che l’Italia può vantare per il settore delle macchine per l’edilizia. E’ evidente a tutti la grave difficoltà che a causa della crisi stiamo affrontando da più semestri. E’ altrettanto stupefacente come le aziende italiane esportino in media più dell’80% dell’intero fatturato. L’industria italiana è richiesta e stimata in tutto il mondo e le cifre lo dimostrano”.

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