Mercati ancora in fase Orso. L’outlook di Bny Mellon

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di Finanza Operativa 1 Gennaio 2016 | 09:30

di Suzanne Hutchins, gestore del fondo Bny Mellon Global Real Return

Gli annunci ottimistici di alcune Banche Centrali potrebbero indurre gli investitori in tentazione e spingerli ad aumentare il rischio dei portafogli. Ma siamo fermamente convinti che i mercati siano ancora in una fase “Orso” strutturale.

Un outlook prudente

I gestori attivi possono navigare con successo questo scenario, ma è importante prepararsi ai ribassi almeno nella stessa misura in cui si è ottimisti per i rialzi. Le valutazioni dei titoli sono in alcuni casi estremamente elevate: sarà interessante vedere cosa accadrà alle aziende meno solide qualora l’inflazione dei salari e i tassi d’interesse dovessero aumentare, esercitando pressioni sui margini di profitto. Ancora una volta l’importanza dei dati fondamentali sarà fondamentale. Le politiche monetarie, che determinano l’ottimismo degli investitori, non potranno mantenere i mercati ai massimi per un periodo di tempo indefinito.

Quando la Federal Reserve ha avviato la stretta monetaria a dicembre del 2015, i mercati hanno previsto che ci sarebbero stati nuovi rialzi dei tassi nel corso del 2016. Sin da allora abbiamo sostenuto che i rialzi sarebbero arrivati, ma non tanti quanti ne prevedevano gli operatori.

Di conseguenza abbiamo incrementato la posizione sulla duration obbligazionaria, che è sensibile ai tassi d’interesse, e abbiamo protetto i bond a più lunga scadenza con delle opzioni in caso di volatilità. Al momento il 31% del portafoglio è investito in titoli governativi degli USA e dell’Australasia, e quelli con scadenza a 30 anni sono coperti tramite opzioni.

Molte strategie seguono gli indici comparativi senza dare il giusto peso alla protezione del capitale. Per quanto ci riguarda, crediamo che i rischi di nuovi ribassi dei mercati siano reali, a causa dei dati fondamentali poco favorevoli. Preferiamo attendere che questi ultimi migliorino prima di tornare a incrementare le posizioni di portafoglio più esposte al rischio, che a fine aprile erano a livelli vicini a quelli del 2008, i più bassi degli ultimi 12 anni per la nostra strategia Real Return.

Gli indici fallaci della Fed

Anche se la Fed potrebbe rialzare i tassi di base negli USA a giugno, crediamo che la Banca Centrale statunitense si basi su due indici imperfetti: l’occupazione e l’inflazione. Entrambi questi fattori sono distorti e non vi si può fare affidamento.

Per quanto concerne l’occupazione, molti individui sono usciti dal mercato del lavoro; allo stesso tempo, molti altri percepiscono il minimo salariale e per tale ragione hanno più di un lavoro. Queste sottigliezze non sono individuate dagli indici, che di conseguenza risultano viziati.

L’inflazione di lungo periodo è a livelli contenuti. Anche se ci può essere un aumento di breve periodo, questo fenomeno è tipico della fine di un ciclo economico e non crediamo che possa essere prolungato.

Se la Fed dovesse alzare ancora i tassi, questa potrebbe essere una buona opportunità per riposizionare gli investimenti.

Le opportunità

Anche se i mercati hanno tendenzialmente registrato dei rialzi da febbraio a questa parte, c’è stata una crescente divergenza tra le società che stanno conseguendo buoni risultati e quelle che invece stentano a crescere.

Alcuni titoli che nei due mesi passati non avevano avuto buone performance potrebbero offrire opportunità interessanti nei mesi a venire, perché in alcuni casi i loro fondamentali sono solidi e si sono ritrovati coinvolti in maniera indiscriminata nelle difficoltà dei settori di riferimento. Pensiamo soprattutto ad alcune aziende farmaceutiche, penalizzate ingiustamente dagli investitori a causa dei timori sull’Obama Care e sulle elezioni presidenziali USA. Similmente vediamo opportunità interessanti in Gran Bretagna, dove molti titoli si sono indeboliti per via dei timori circa l’esito del referendum.

Guardando all’oro, inizialmente avevamo acquisito un’esposizione diretta alla materia prima attraverso ETC, quindi abbiamo acquistato azioni di società minerarie aurifere. Il settore, però, ha attraversato una forte fase di rally nel primo trimestre e non riteniamo che queste aziende sappiano allocare i capitali in maniera rigorosa, pertanto abbiamo deciso di incassare parte dei profitti. Inoltre, il nostro team di responsabilità sociale, ambientale e di governance ha esaminato sia il paniere di titoli nel suo complesso sia le singole posizioni, e abbiamo deciso di venderne alcune per migliorare la qualità complessiva del portafoglio.

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