Il 2016 sarà un anno a due fasi

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di Finanza Operativa 12 Gennaio 2016 | 10:30

di P. O. Beffy, Chief Economist di Exane Bnp Paribas

La prima settimana del 2016 è stata particolarmente difficile per i mercati azionari globali. Gli investitori che ho incontrato avevano una view prudente sul 2016. I loro timori erano principalmente rivolti alla Cina, alla luce dei PMI deludenti, del crollo del mercato azionario cinese e del nuovo deprezzamento del Renminbi. L’assenza di trasparenza da parte delle autorità cinesi rappresenta secondo noi il problema principale. Il regime di cambio sta ancora causando confusione tra gli investitori ed il deprezzamento del renminbi esercita una pressione negativa sulle altre valute emergenti e sui i prezzi delle materie prime. Inoltre, le autorità cinesi sono ancora intervenute sul mercato azionario. Di conseguenza, durante l’anno potrebbero verificarsi ulteriori periodi di stress sul mercato valutario, simili a quello della scorsa settimana.

Il periodo di stress si è finalmente concluso? Tutto dipenderà dai prossimi dati economici. Il problema maggiore è che il nuovo anno cinese distorcerà i dati delle prossime settimane. Tuttavia, da ottobre, i leading indicators globali hanno registrato un buon rimbalzo. Sebbene il deludente PMI cinese abbia rotto questo trend, allo stadio attuale ci attendiamo che i leading indicators globali continuino a registrare un miglioramento nei prossimi mesi. Infatti quanto accaduto in Cina è stato un’eccezione rispetto all’andamento degli altri paesi asiatici, i cui indicatori principali sono positivi. La debolezza dell’ISM manifatturiero USA è principalmente riconducibile all’andamento del ciclo delle scorte che dovrebbe normalizzarsi alla luce del miglioramento degli ordini.

Come abbiamo spiegato nel nostro update sulle prospettive economiche globali, pensiamo che il 2016 sarà un anno a due fasi da un punto di vista macro. Nella prima parte dell’anno, il contesto economico sarà positivo, sostenuto dal mini-ciclo attualmente in corso e dal rialzo dell’inflazione. In un contesto di tal tipo, dubitiamo che un inasprimento monetario da parte della Fed possa causare un problema e i tassi dovrebbero registrare un rialzo a marzo e a giugno. Tuttavia, nella seconda metà dell’anno, è probabile che il trade-off crescita/liquidità peggiori. Infatti, ci aspettiamo che i leading indicator globali rimangano flat durante l’estate via via che l’effetto positivo del calo del petrolio sul consumo globale diminuisca. In questo nuovo scenario, la stretta della Fed potrebbe diventare un problema: da un lato la banca centrale americana avrà già alzato i tassi di interesse in modo più aggressivo rispetto al consensus e, dall’altro, con i tassi circa pari all’1%, non è possibile escludere un rialzo dei rendimenti obbligazionari a 10 anni se il dibattito sulla riduzione del bilancio della Fed dovesse nuovamente tornare d’attualità.

Tutto sommato, vi sono due scenari per il 2016. Il primo è che i leading indicator peggiorino nel breve periodo, forzando la Fed ad interrompere la stretta monetaria. In uno scenario di tal tipo è probabile che la banca centrale americana adotti un atteggiamento dovish come sperato dai mercati, ma, in un primo tempo, probabilmente prevarrebbe l’impatto iniziale negativo. Il secondo scenario è quello da noi atteso, cioè il proseguimento di un mini-ciclo iniziato lo scorso ottobre. In questo scenario la Fed proseguirebbe nella stretta monetaria creando un rischio di liquidità nella seconda metà del 2016. Questo scenario è quello secondo noi più probabile, alla luce del lag dell’impatto positivo del ribasso del petrolio sui consumi e sui margini societari e degli impulsi fiscali sia negli USA che nell’Eurozona attualmente sottostimati dal consensus.

Qualunque sia lo scenario, il 2016 sarà un anno difficile da un punto di vista economico. Dato che riteniamo ci sia un rischio crescente che possa verificarsi una recessione negli USA nella seconda metà del 2017, non abbiamo molta visibilità a medio termine. Il rischio è quello di essere bearish troppo presto mentre vi è una grande quantità di denaro pronta ad essere investita. E’ probabile che gli investitori possano essere intrappolati tra assenza di certezze a medio termine e bisogno di beneficiare dei momenti macro positivi per impiegare la propria liquidità. L’aumento della volatilità potrebbe essere l’unica certezza!

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