Stephenson (AT&T): “Sulla crittografia dati decida il Congresso, non le aziende”

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 22 Gennaio 2016 | 08:30

La determinazione di una policy statunitense sui dati criptati da telefoni cellulari e altri dispositivi spetta al Congresso e non alle aziende. Questo il pensiero di Randall Stephenson, Ad di AT&T, che, in un’intervista concessa al Wall Street Journal in occasione del World Economic Forum, ha dichiarato: “Non credo che sia competenza della Silicon Valley decidere se crittografare sia giusto o meno. Comprendo la decisione di Tim Cook, ma non la condivido”. L’ad di Apple ha infatti respinto le critiche sulla crittografia implementata negli iPhone, aggiungendo che gli utenti non dovrebbero essere messi di fronte a una decisione tra privacy o sicurezza.
In tutto il mondo, funzionari di autorità di vigilanza hanno controbattuto, affermando che la pratica della crittografia rappresenta un impedimento per le indagini penali e hanno, invece, sollecitato le aziende a garantire un piu’ efficace accesso ai dispositivi elettronici, nel tentativo di garantire una maggiore sicurezza, in un momento in cui gli attacchi terroristici rappresentano una minaccia concreta.
Il presidente Barack Obama ha gia’ dichiarato quanto sia necessario, per gli inquirenti e per l’intelligence, fornire una rapida chiave per sbloccare le informazioni crittografate, garantendo, allo stesso tempo, la privacy dei consumatori.
“Personalmente ritengo sia un argomento su cui debbano discutere gli americani e il congresso, non le aziende”, ha proseguito Stephenson, aggiungendo che la sua stessa azienda e’ stata ingiustamente isolata dal dibattito. “E’ da pazzi pensare che ci sia qualche complotto tra il governo statunitense e AT&T”, ha riferito, precisando che l’azienda fornisce informazioni solo in caso di mandato o di richiesta da parte di un tribunale.
In separata sede l’a.d. ha rivelato il suo pessimismo nei confronti delle previsioni di crescita accelerata degli Usa nel 2016. “La nostra curva di crescita si e’ mantenuta stabile al 2% dal 2009, una percentuale inaccettabile sotto ogni punto di vista. Non prevediamo di fare meglio nel 2016 e in assenza di una qualche mossa fiscale e’ maggiore il margine di peggioramento che di miglioramento”. All’inizio del 2015 Stephenson si aspettava che il calo dei prezzi del petrolio avrebbe portato a una sostanziale crescita della spesa dei consumatori entro la fine dell’anno, ma “l’ago non si e’ mosso”.
“Sembra che la gente si stia mettendo i risparmi in tasca” e i consumatori rimangono consapevoli dei prezzi, ha affermato Stephenson aggiungendo che quando si tratta di telefoni cellulari anche sconti di 10 dollari possono indurre i clienti a cambiare gestore telefonico.

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