Che fine hanno fatto i fondi 130/30?

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 25 Gennaio 2016 | 14:00

A cura di Daniele Bernardi, Ad Diaman Scf
Conoscete la strategia 130/30 tanto in voga nei primi anni del secolo? La strategia 130/30 e 150/50 è stata creata da una società di Advisory Californiana che deve il suo successo a questa logica di investimento che prometteva una over performance rispetto alle strategie Long Only.
Pensate che Merrill Lynch, aveva pronosticato che tale strategia avrebbe potuto raccogliere 1.000 miliardi di dollari entro il 2012.
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Nella realtà il massimo degli asset investiti in america su questa strategia è stato il 2008, con circa 40 Miliardi di Dollari, comunque una dimensione più che dignitosa.
Come funziona la strategia 130/10?
L’intuizione è molto valida: invece di investire il 100% del capitale disponibile su azioni con posizione Long Only (ovvero solo sperando di guadagnare perché i valori crescono), si investe a leva un ulteriore 30% sempre Long e un 30% con posizione Short (ovvero vendendo i titoli che non si possiedono nella speranza di ricomprarli in futuro ad un prezzo minore).
Con tale strategia si acquista il beta del mercato (con relativo rischio sistematico) ma anche la capacità di generare alpha (ovvero l’abilità di selezionare titoli che performino meglio del mercato indipendentemente dalla direzione dello stesso) del gestore del fondo.
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L’idea di fondo è permettere di acquistare sia una strategia azionaria Long Only che una strategia Market Neutral (ovvero che investe sia Long che Short in percentuali complementari).
Se osservate meglio il grafico sopra l’inizio di tale strategia è stata cavalcata principalmente da modelli quantitativi, anche se dal 2007 i gestori discrezionali sono aumentati a discapito di quelli quantitativi fino a superare abbondantemente il 50% degli AUM (Asset Under Management, ovvero i capitali investiti nei fondi con tale strategia).
Nel 2008 questi fondi sono andati meglio dei loro corrispondenti Long Only, anche se hanno comunque perso molto, come riportato dalla tabella qui sotto:
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Mentre nei primi anni la strategia ha prodotto grosse over-performance rispetto al mercato, man mano che gli anni sono passati e i fondi che applicavano la stessa strategia sono aumentati, il gap è progressivamente diminuito, fino a diventare negativo, e questo fenomeno conferma che se una strategia viene seguita da molti poi diventa inefficace nel lungo termine.
In Italia questi fondi non hanno mai fatto presa, e probabilmente molti investitori non sanno nemmeno che esista, anche se io ritengo che possa essere una ottima strategia soprattutto (ma questa è una mia opinione personale) l’esposizione Long e Short non sia fissa ma sia dinamica e dipenda da delle regole o dei processi di investimento che permettano si aumentare il rischio quando è possibile (VIX ovvero volatilità bassa) e li riducano quando la volatilità cresce (VIX oltre certi valori come in questi giorni).
Magari in futuro spiegherò con dei grafici l’efficienza di tali strategie e perché è stata scelta proprio 130/30 e non 110/10 o 150/50.

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