Nasdaq, le opportunità non arrivano solo dai big

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 4 Febbraio 2016 | 15:30

di Christophe Nagy, gestore del fondo Comgest Growth America

Nel 2015, solo un numero relativamente ridotto di azioni delle maggiori società americane ha conseguito una buona performance, catalizzando i rendimenti di molti indici ponderati per la capitalizzazione di mercato. Le cosiddette azioni FANG (Facebook, Amazon Netflix, Google), che rappresentano una buona parte della capitalizzazione di mercato del Nasdaq 100 e che hanno registrato un rendimento formidabile nel 2015, hanno contribuito in maniera massiccia alla performance dello scorso anno dell’indice.

Quest’anno, invece, questi stessi titoli hanno restituito parte del rendimento a gennaio, non per via dei fondamentali – i quali hanno mancato le aspettative – ma per via di un cambiamento del sentiment di mercato, dovuto a fattori macroeconomici.

Netflix è un esempio perfetto: sulla base di un rapporto molto elevato di P/E, un cambiamento nell’avversione al rischio degli investitori si è tradotto in una performance del -20% a gennaio. La società ha l’ambizione di diventare il primo network globale di Internet TV e, ora che ha raggiunto più di 190 Paesi, è sulla buona strada. Mentre i fondamentali mostrano un grande appeal, il titolo scambia a livelli di valutazione che implicano decadi di crescita profittevole a venire.

Non abbiamo però una visibilità sufficiente sul rapido cambiamento del segmento globale del video e ci fidiamo molto di più della nostra abilità nel capire quale potrà essere il futuro del business di Amazon, un altro che vola alto. Netflix fa certamente felici i suoi clienti, ma il titolo potrebbe deludere gli investitori.

Parlando di Apple, che nell’ultimo trimestre ha registrato una crescita dei ricavi dell’8% a cambi costanti, siamo sorpresi da quanti sono convinti che essa sia proiettata verso il dimenticatoio. Eppure, questo è esattamente ciò che prezza il mercato, con un enterprise value dell’azione pari a solo 6 volte il free cash flow della stessa, una valutazione vista solamente per quei titoli il cui business si trova in un trend di declino irreversibile. Apple non crescerà più agli stessi ritmi registrati nell’ultimo decennio in quanto l’iPhone, che rappresenta l’80% dell’utile lordo, non può crescere alla stessa maniera, ma non deve neanche farlo perché l’azione possa continuare a essere considerata un buon “buy” a questi livelli. La domanda costante di questo prodotto continua a essere sostenuta, e il ciclo di sostituzione rimane al punto giusto. Questa è una base eccellente di flusso di cassa per la società, che può quindi cercare di far crescere i suoi ulteriori business in qualcosa che possa catalizzare la crescita per l’intero gruppo, seppure con livelli modesti. Non datevi ancora per vinti su Apple.

Ci sono molte società sul Nasdaq 100 che possono generare rendimenti ricorrenti. Una compagnia ben conosciuta è Microsoft, che ha attuato con successo una transizione delle proprie attività lontano da una pesante dipendenza da Windows per un cloud di servizi più diversificato e al servizio delle moderne imprese. Siamo molto impressionati dal Ceo Satya Nadella e dai cambiamenti che ha attuato all’interno della società, i quali hanno permesso a Microsoft di diventare più agile e di competere meglio fuori dai suoi tradizionali punti di forza.

Un’altra società è Tyler Technologies, che offre pacchetti software completi ai comuni. Questo mercato prevede relazioni a lungo termine, alti costi di commutazione e pricing power. Il tutto porta a un flusso di entrate prevedibile e ricorrente. Tyler può quindi spendere di più in ricerca e sviluppo rispetto ai suoi competitor e aumentare la differenziazione dei suoi prodotti, accrescendo sempre più il divario con i suoi competitor nel corso del tempo.

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