L’asset allocation di Ambrosetti AM Sim per il mese di febbraio

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di Finanza Operativa 4 Febbraio 2016 | 17:15

a cura di Alessandro Allegri, amministratore delegato Ambrosetti AM Sim

Per il mese di Febbraio si privilegia il sostanziale bilanciamento fra la componente azionaria e quella obbligazionaria, in attesa di un graduale consolidamento propedeutico ad un miglioramento delle condizioni dei mercati.

 A livello di allocazione si segnalano poche variazioni sul lato azionario con scelte qualitative mirate soprattutto a livello settoriale, per il quale vengono confermati Healthcare, Consumi Ciclici e Non Ciclici.

A livello di macro-aree si ribadisce a un maggior peso relativo per l’area Euro.

Sulla componente obbligazionaria si confermano gli investimenti sui governativi con una riduzione contestuale delle posizioni a spread come High Yield e Corporate. Rimane contenuta l’esposizione valutaria extra Euro.

Il mese di Gennaio 2016 sarà ricordato per la pesantissima caduta dei listini azionari; in termini di performance mensile solo in pochissime altre occasioni nel corso degli ultimi vent’anni abbiamo assistito a ribassi così consistenti; una discesa molto profonda e soprattutto molto veloce che ha messo in crisi tutti quegli operatori fiduciosi che bastasse la politica monetaria espansiva delle banche centrali per trainare i mercati in logica esclusivamente rialzista.

In realtà sono molteplici gli elementi che stanno preoccupando i mercati: certamente lo spettro deflazione in Europa, dove non si evidenziano miglioramenti sul fronte economico, a cui aggiungiamo livelli di crescita ed inflazione bassi in Giappone, una crescita “ridotta” in America e per finire la situazione Cina, con il rallentamento dell’economia e la contestuale svalutazione dello Yuan.

Venendo al dettaglio dei risultati, gennaio consegna performance negative sugli azionari (-5.46% MSCI-W-LC), con, in generale, i principali mercati allineati in termini di rendimento negativo. Spiccano le difficoltà della Germania, del Brasile, di Hong Kong e del mercato italiano, trascinato dalla fragilità del sistema bancario che, anche a livello globale, mostra molte difficoltà.

I finanziari sono risultati uno dei peggiori comparti (-9.91%) insieme alla materie di base, con una selettività decisamente marcata a livello settoriale, dove Utilities, Telecom e Consumer Non Cyclical resistono alle vendite, e tra i mercati Emergenti, con Messico, Russia, Indonesia e Turchia in controtendenza e positivi nel mese.

Vedendo la dinamica azionaria di gennaio è quindi più che giustificato parlare di evento straordinario, ma l’ampiezza degli effetti sta spingendo a facili paragoni con situazioni storiche come quelle vissute nell’anno 2008 che al momento non riteniamo quotabili. É infatti prematuro poter dedurre da questi primi movimenti delle conseguenze così negative in ottica di esito atteso per l’intero 2016, mentre a livello più tattico registriamo come l’eccesso ribassista dei primi giorni abbia portato buona parte degli indici di mercato a ridosso di soglie di rendimento negativo non facilmente sostenibili.

I recenti recuperi ed assestamenti delle quotazioni vanno letti in questa logica a supporto della tenuta dei livelli di minimo fatti registrare in gennaio, ma in un clima ancora decisamente di incertezza e di elevata volatilità che accompagnerà presumibilmente le quotazioni anche nelle prossime settimane. Di questo rinnovato clima di incertezza approfittano parzialmente le obbligazioni.

Buona parte dei flussi fuoriusciti dall’azionario sono finiti parcheggiati in liquidità e solo una fetta è stata indirizzata verso investimenti ritenuti risk-off, come le obbligazioni governative (+2% nel mese), sia in area Euro che Usa, favorite da un leggero ribasso dei tassi di riferimento sia decennali che di più breve scadenza.

Più incerta invece la valutazione per i temi obbligazionari a spread; i temi Corporate mostrano infatti ancora fragilità e High Yield e debito dei paesi emergenti registrano ancora significativi deflussi anche in questo inizio di anno (High Yield Globali -1.38% ed Obbl. Emerg, LC -0.57%). Chiudiamo il quadro di mese con valute e materie prime: l’Euro si è globalmente apprezzato rispetto alle principali valute, in particolare verso le monete emergenti e nei confronti della Sterlina e del Franco Svizzero.

Sul lato materie di base è stato un inizio d’anno molto impegnativo, senza soluzione di continuità con quanto visto nel corso del 2015. Le quotazioni del petrolio hanno proseguito la loro fase di avvitamento al ribasso, recuperando in chiusura di mese ma rimanendo un fattore ad alta incertezza. Solo l’oro ha goduto di un ritorno di appeal, complici le incertezze degli indici azionari. Il clima complessivo sui mercati rimane incerto con le tensioni di questo mese che hanno avuto un chiaro indirizzo iniziale a favore dei ribassisti, tuttavia, proprio questo eccessivo movimento di discesa ed il parziale assestamento seguente, risulta un fattore di sostegno a favore di un rientro graduale della negatività e dell’incertezza in ottica quantomeno trimestrale.

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